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Google lancia un’iniziativa destinata a sostenere la ricerca scientifica europea attraverso l’accesso diretto ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati sviluppati da Google DeepMind e alle infrastrutture computazionali di Google Cloud. Il programma prevede il coinvolgimento di un massimo di 200 ricercatori scientifici europei selezionati, ai quali saranno messi a disposizione strumenti di frontiera per la ricerca e crediti di calcolo per un valore complessivo di 3 milioni di dollari. L’iniziativa si inserisce nelle attività europee dedicate all’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica e sostiene il programma RAISE, Resource for AI Science in Europe, promosso dalla Commissione europea per migliorare la disponibilità di capacità computazionale, dati, competenze e finanziamenti destinati alle attività di ricerca basate sull’AI. L’impegno è stato presentato da Maureen Costello, vicepresidente di Google Cloud per Regno Unito, Irlanda e Africa subsahariana, e riguarda l’accesso a una selezione di sistemi sviluppati per affrontare problemi scientifici complessi, dall’analisi delle strutture molecolari alla previsione dei fenomeni meteorologici estremi. La componente computazionale viene affiancata dalla disponibilità di modelli specializzati che consentono ai gruppi di ricerca di applicare strumenti di apprendimento automatico a dati e problemi appartenenti a differenti discipline, senza dover necessariamente sviluppare internamente tutte le architetture e le risorse necessarie alla loro esecuzione.

Tra i sistemi compresi nell’iniziativa figura AlphaFold 3, il modello sviluppato da Google DeepMind per prevedere le strutture e le interazioni molecolari, con applicazioni nello studio delle proteine e delle relazioni tra differenti componenti biologici. L’accesso ad AlphaFold 3 permette ai ricercatori di utilizzare strumenti di modellazione molecolare per analizzare configurazioni strutturali e interazioni rilevanti nella ricerca biologica. WeatherNext rappresenta invece la componente dedicata alle previsioni meteorologiche basate sull’intelligenza artificiale e consente di affrontare problemi relativi all’evoluzione delle condizioni atmosferiche, comprese le dinamiche associate agli eventi estremi. AlphaGenome è destinato all’analisi delle informazioni genomiche e alla previsione delle proprietà molecolari associate alle sequenze di DNA, offrendo strumenti per lo studio delle relazioni tra variazioni genetiche e funzioni biologiche. AlphaEvolve combina modelli linguistici avanzati e procedure di valutazione automatizzata per individuare e perfezionare algoritmi destinati alla risoluzione di problemi computazionali e matematici. AlphaEarth Foundations è invece dedicato alla costruzione di rappresentazioni geospaziali ottenute dall’elaborazione di informazioni relative alla superficie terrestre, utilizzabili per analisi ambientali e territoriali. La disponibilità congiunta di questi strumenti permette di coprire ambiti scientifici differenti, dalla biologia molecolare alle scienze della Terra, offrendo ai ricercatori modelli specializzati e risorse computazionali per eseguire attività sperimentali e analitiche.

L’iniziativa di Google si collega alla European Strategy for AI in Science, presentata dalla Commissione europea l’8 ottobre 2025 per rafforzare la capacità scientifica e tecnologica dell’Unione attraverso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di ricerca. La strategia comprende interventi destinati alla formazione dei ricercatori, al rafforzamento delle infrastrutture di calcolo, alla disponibilità dei dati scientifici e all’incremento degli investimenti. Nell’ambito del progetto pilota RAISE sono previsti 58 milioni di euro per Networks of Excellence e Doctoral Networks, destinati alla formazione, all’attrazione e al mantenimento di competenze scientifiche e tecnologiche in Europa, anche attraverso il programma Choose Europe. Sul versante computazionale, la Commissione ha previsto un investimento di 600 milioni di euro provenienti da Horizon Europe per ampliare l’accesso alla capacità di elaborazione utilizzabile nella ricerca scientifica, comprendendo la disponibilità di risorse dedicate presso le AI Gigafactories per ricercatori e startup europee. La strategia stabilisce inoltre l’obiettivo di raddoppiare gli investimenti annuali di Horizon Europe nell’intelligenza artificiale, portandoli a oltre 3 miliardi di euro, con un parallelo raddoppio dei finanziamenti destinati specificamente all’AI applicata alla ricerca scientifica. Un ulteriore ambito di intervento riguarda l’individuazione delle lacune nei dati disponibili, il loro reperimento, la preparazione e l’integrazione in raccolte utilizzabili per lo sviluppo e l’applicazione di sistemi AI nei differenti settori della ricerca.

RAISE è stato concepito come un istituto di ricerca virtuale europeo, organizzato per mettere in comune capacità di calcolo, risorse informative, competenze scientifiche e strumenti di finanziamento. Il modello organizzativo prevede una struttura centrale di coordinamento, incaricata di collegare le reti tematiche di eccellenza e favorire il trasferimento di metodologie e risultati tra discipline differenti. La fase pilota è stata avviata nel novembre 2025 da Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea responsabile della sovranità tecnologica, della sicurezza e della democrazia, ed Ekaterina Zaharieva, commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione. La presentazione è avvenuta durante l’AI in Science Summit, organizzato a Copenaghen il 3 e 4 novembre 2025 insieme alla presidenza danese del Consiglio dell’Unione europea. Il 4 novembre è stata inoltre avviata formalmente l’azione dello Spazio europeo della ricerca, European Research Area, dedicata all’intelligenza artificiale nella scienza, con il coinvolgimento degli Stati membri e delle organizzazioni interessate allo sviluppo di RAISE. Il progetto è destinato a creare una struttura condivisa attraverso la quale i ricercatori possano accedere a strumenti avanzati, collaborare tra istituzioni e sviluppare applicazioni dell’intelligenza artificiale in contesti scientifici che richiedono risorse e competenze distribuite.

Lo sviluppo operativo di RAISE è sostenuto anche da SCIANCE, una Coordination and Support Action incaricata di contribuire alla progettazione dell’iniziativa e al coordinamento della ricerca scientifica europea basata sull’intelligenza artificiale. SCIANCE adotta un’impostazione partecipativa che coinvolge organizzazioni scientifiche, infrastrutture di ricerca, centri specializzati nell’AI e infrastrutture digitali europee. Le attività pilota interessano cinque ambiti disciplinari: fisica fondamentale e astronomia, scienza dei materiali, scienze della vita, scienze della Terra, scienze sociali e discipline umanistiche. Il progetto ha il compito di individuare le priorità di ricerca e innovazione nell’AI applicata alla scienza e di sperimentare la struttura del Segretariato RAISE, verificando le modalità di coordinamento tra le differenti reti e organizzazioni partecipanti. La struttura virtuale è pensata per permettere alle competenze sviluppate in un settore scientifico di contribuire alle attività di altri ambiti, attraverso la condivisione di strumenti, risultati e risorse. L’accesso ai modelli di Google DeepMind e ai crediti computazionali di Google Cloud viene inserito in questo quadro, come contributo industriale alle capacità tecniche disponibili per la comunità scientifica europea.

La fase iniziale di RAISE è finanziata esclusivamente attraverso Horizon Europe, con uno stanziamento dedicato di 33 milioni di euro nel Work Programme 2025 e ulteriori 107 milioni di euro nel Work Programme 2026-2027. Tra le procedure di finanziamento previste dalla Commissione figurano due bandi per le Thematic Networks of Excellence nell’ambito del progetto pilota RAISE, uno di carattere generale dedicato all’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica e uno rivolto specificamente alle applicazioni nei settori dell’agricoltura e dell’inquinamento ambientale. Il programma di lavoro 2026-2027 comprende inoltre ulteriori iniziative destinate allo sviluppo del pilastro Science for AI, alla costituzione delle RAISE Doctoral Networks attraverso il coinvolgimento delle strutture Marie Skłodowska-Curie Actions e Research Executive Agency, e all’automazione dei laboratori scientifici nei settori della scienza dei materiali e dell’alimentazione. Il 15 giugno 2026 la Commissione ha inoltre aperto una procedura per la selezione di esperti destinati a partecipare al RAISE High-Level Academic Advisory Board, organismo consultivo di alto livello incaricato di fornire orientamento scientifico alle attività dell’iniziativa. Il programma combina quindi finanziamenti per la ricerca, reti di collaborazione, infrastrutture computazionali e organismi di coordinamento, con l’obiettivo di rendere disponibili risorse condivise per progetti che richiedono capacità avanzate di elaborazione e competenze interdisciplinari.

La strategia europea per l’intelligenza artificiale nella scienza è stata presentata parallelamente alla Apply AI Strategy, destinata ad accelerare l’adozione di sistemi AI nei principali settori industriali e nelle amministrazioni pubbliche. Per coordinare queste attività, la Commissione europea ha previsto la costituzione della Apply AI Alliance, un forum che riunisce imprese, settore pubblico, università, parti sociali e organizzazioni della società civile, affiancato da un AI Observatory incaricato di monitorare gli sviluppi tecnologici e valutarne gli effetti nei differenti ambiti economici. Contestualmente è stato introdotto l’AI Act Service Desk, un servizio destinato a supportare l’applicazione della normativa europea sull’intelligenza artificiale. Entrambe le strategie si collocano nel percorso avviato con l’AI Continent Action Plan dell’aprile 2025. Il contributo annunciato da Google rappresenta una misura specifica all’interno di questo programma più ampio: fino a 200 ricercatori potranno accedere direttamente a modelli scientifici di frontiera e a un plafond complessivo di 3 milioni di dollari in crediti computazionali. La comunicazione non definisce una ripartizione uniforme delle risorse tra i beneficiari né specifica una distribuzione finanziaria per singola disciplina. L’iniziativa riguarda pertanto la messa a disposizione di strumenti e capacità elaborativa a favore di gruppi di ricerca selezionati, con applicazioni previste nella modellazione molecolare, nella genomica, nello sviluppo algoritmico, nelle previsioni meteorologiche e nell’analisi geospaziale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy