Immagine AI

Google e Mozilla hanno introdotto misure di protezione contro certificati digitali associati a otto chiavi private di autorità di certificazione intermedie generate da eMudhra, società indiana specializzata in infrastrutture a chiave pubblica, firme digitali e gestione delle identità. Il problema riguarda un grave errore nella generazione delle chiavi: pur utilizzando crittografia a curva ellittica P-384, le chiavi private erano state selezionate da un insieme estremamente ridotto di valori, risultando matematicamente recuperabili attraverso un numero minimo di tentativi. Sei delle autorità intermedie interessate erano autorizzate a emettere certificati TLS per siti web, mentre altre due erano destinate alla firma del codice. La compromissione di una chiave appartenente a un’autorità intermedia attendibile permette potenzialmente di generare certificati che sembrano validi per domini non controllati dall’attaccante, qualora i sistemi utilizzati dalle vittime continuino a considerare affidabile quell’autorità. La criticità riguarda quindi la catena di fiducia dei certificati, non una vulnerabilità generale dell’algoritmo crittografico impiegato.

La scoperta è stata resa pubblica da un ricercatore di sicurezza identificato con il nome Wayne, che ha dimostrato il possesso delle otto chiavi private utilizzandole per firmare un messaggio verificabile con le rispettive chiavi pubbliche. L’indagine avviata da Mozilla ha rilevato che tutte le chiavi interessate utilizzavano la curva P-384, ma i rispettivi scalari privati avevano valori inferiori a 256. Una chiave privata P-384 dovrebbe essere selezionata in maniera imprevedibile da uno spazio numerico immensamente più ampio; limitare il valore a un intervallo di poche centinaia di possibilità elimina sostanzialmente la protezione offerta dalla dimensione nominale della chiave. In questo caso era possibile individuare ciascuna chiave provando al massimo 255 valori. L’errore è quindi riconducibile alla generazione insufficiente della casualità, che ha compromesso la segretezza delle chiavi nonostante l’utilizzo di una tecnologia crittografica normalmente considerata sicura.

Le autorità di certificazione intermedie occupano una posizione centrale nella gerarchia PKI, collocandosi tra le autorità radice e i certificati finali presentati dai siti web. I browser verificano la catena di certificazione per accertare che il certificato di un dominio sia stato emesso da un soggetto autorizzato e che la relativa catena termini in una radice attendibile. Se un attaccante conosce la chiave privata di un’intermedia autorizzata a emettere certificati TLS, può produrre un certificato fraudolento per un dominio altrui. L’effettivo sfruttamento richiede anche la possibilità di intercettare o reindirizzare la connessione dell’utente, ma in tale situazione il certificato apparentemente valido potrebbe consentire l’impersonificazione del sito e l’intercettazione o modifica del traffico. Google Chrome Root Program ha ricevuto la segnalazione e ha bloccato gli hash delle chiavi pubbliche delle sei intermedie autorizzate a emettere certificati TLS. Mozilla ha predisposto protezioni per gli utenti Firefox che utilizzano le configurazioni standard. L’efficacia della risposta sull’intero ecosistema dipende anche dall’aggiornamento di altri software e archivi di attendibilità che potrebbero continuare a riconoscere le intermedie vulnerabili.

eMudhra ha dichiarato che le chiavi erano state generate il 30 aprile 2025 durante una procedura formale di generazione dei materiali crittografici. Secondo le verifiche comunicate dalla società, soltanto una delle otto autorità intermedie interessate era stata effettivamente distribuita in produzione e nessuna aveva emesso certificati finali. L’azienda ha indicato come elementi di riscontro la propria analisi interna e i registri pubblici di Certificate Transparency, utilizzati per documentare l’emissione dei certificati TLS. eMudhra ha inoltre precisato che le chiavi private delle autorità radice e delle altre intermedie non risultavano coinvolte nell’incidente. La società ha avviato un’indagine sulle procedure utilizzate per generare le chiavi e sui controlli di sicurezza, affermando che i prodotti aziendali di firma digitale e gestione documentale non sarebbero stati interessati dalla criticità identificata.

Il gruppo opera attraverso diverse linee di prodotto che devono essere distinte dall’infrastruttura di certificazione coinvolta. emSign si occupa dell’emissione e della gestione dei certificati digitali, mentre emSigner fornisce applicazioni aziendali per la firma elettronica e l’automazione dei processi documentali. Tra le organizzazioni citate nei casi applicativi di emSigner figurano Infosys, Airtel, Kotak Bank, Tata Steel, Amazon, ICICI Bank e Cisco, ma tali rapporti commerciali non implicano che i rispettivi sistemi abbiano utilizzato le chiavi interessate. L’incidente ha avuto anche conseguenze sul mercato finanziario: nelle prime contrattazioni del 21 ottobre 2026, le azioni eMudhra hanno registrato una flessione del 18% sulla National Stock Exchange indiana. La vicenda dimostra una specifica debolezza nella gestione del materiale crittografico: anche un algoritmo robusto può diventare inefficace quando il processo di generazione delle chiavi non garantisce sufficiente imprevedibilità, rendendo necessari controlli sulle procedure di creazione, verifica, conservazione e revoca dei certificati.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy