In Giappone, un Paese profondamente segnato dal disastro di Fukushima, l’autorità di regolamentazione nucleare ha oggi in mente un’idea radicale: affiancare — e in alcuni casi sostituire — gli ispettori umani con l’intelligenza artificiale. Un cambiamento potenzialmente epocale, dettato dalla necessità e dalla prudenza.
Il Giappone sta affrontando una realtà critica: impianti che invecchiano e una carenza crescente di ispettori specializzati. Affrontare questa sfida con il solo fattore umano non è più sufficiente. Ecco dunque l’idea: ispettori “aumentati” con IA, capaci di identificare anomalie nei dati, rilevare segnali di avvertimento prima che diventino problemi aggravati, e guidare i controlli umani verso i punti più vitati e cruciali. Si tratta di un supporto mirato, non di un sostituto totale: l’intelligenza artificiale analizza, suggerisce, ma il controllo finale resta nelle mani dell’uomo.
La prudenza è massima. Qualunque sistema IA utilizzato dovrà affrontare rigorosi test di sicurezza, a partire dalla memoria collettiva dell’incidente di Fukushima e dalla diffidenza dell’opinione pubblica. Questa scelta non nasce da un impulso tecnologico fine a sé stesso, ma da un profondo rispetto per la storia e per la delicatezza del settore nucleare.
La sperimentazione giapponese si inserisce in un solido contesto internazionale d’innovazione. In altre parti del mondo, robot intelligenti e droni dotati di IA già eseguono ispezioni in aree difficili da raggiungere, mappano strutture complesse e monitorano costantemente lo stato dei reattori. Analizzando dati da sensori e immagini, questi sistemi costruiscono un quadro operativo che anticipa i difetti e previene i guasti.
Un’importante frontiera tecnologica è rappresentata dai “sensori virtuali” basati su IA: sistemi in grado di integrare dati reali e simulati, analizzare parametri critici in tempo reale e prevedere evoluzioni del comportamento dei materiali sotto stress — soprattutto in condizioni estreme come quelle all’interno dei reattori pressurizzati.
L’Italia, con l’ENEA e 14 partner internazionali, sta sviluppando sistemi simili per la sicurezza nucleare dei reattori. L’obiettivo: anticipare anomalie e ottimizzare la manutenzione, salvaguardando la produzione energetica e prevenendo incidenti.