Amazon sta ampliando la propria strategia hardware per l’intelligenza artificiale con un obiettivo preciso: integrare capacità di elaborazione AI direttamente nei dispositivi consumer e costruire un ecosistema nel quale assistente, casa connessa e dispositivi portatili mantengano continuità di contesto anche fuori dall’ambiente domestico.
Panos Panay, responsabile della divisione Devices & Services di Amazon, ha spiegato che l’azienda sta progettando internamente componenti siliconici end-to-end destinati ai propri prodotti. I chip proprietari sono già presenti in dispositivi come Echo Show e Fire TV, mentre la generazione AZ3 e AZ3 Pro è stata sviluppata per eseguire modelli AI localmente, senza dover trasferire ogni richiesta al cloud.
L’elaborazione on-device permette di ridurre la latenza nelle interazioni vocali e di limitare la quantità di dati che deve uscire dal dispositivo. Questo aspetto è particolarmente rilevante per prodotti collocati in casa, come smart speaker, display intelligenti, televisori e videocitofoni, dove i comandi vocali, i flussi video e le abitudini dell’utente possono contenere informazioni sensibili. Amazon punta quindi a integrare strettamente hardware, software e modelli AI, mantenendo il controllo sull’intera catena tecnologica nei prodotti considerati strategici.
La scelta non esclude l’uso di semiconduttori esterni. Amazon continuerà a utilizzare componenti di fornitori come Qualcomm quando il tipo di prodotto o il carico di lavoro lo renderà più conveniente, ma la progettazione proprietaria diventa centrale nei dispositivi nei quali autonomia, consumi, privacy e ottimizzazione delle prestazioni richiedono un’integrazione più profonda tra chip e sistema operativo.
Questa architettura è destinata a sostenere Alexa+, la nuova versione dell’assistente AI di Amazon progettata per gestire richieste più complesse, mantenere il contesto delle conversazioni e utilizzare informazioni relative alle abitudini dell’utente per rendere le interazioni più naturali. Alexa+ non viene pensata come un assistente isolato in un singolo speaker, ma come il livello software che collega Echo, Ring, Fire TV e gli altri dispositivi dell’ecosistema domestico.
L’azienda sta però preparando anche una nuova categoria di prodotto. Amazon sta lavorando a un dispositivo AI portatile, basato principalmente sulla voce e privo di schermo, pensato per essere utilizzato fuori casa. Il dispositivo dovrebbe raccogliere informazioni durante la giornata, supportare conversazioni naturali e mantenere memoria del contesto quando l’utente torna a casa o in ufficio. L’idea è evitare che ogni interazione riparta da zero, creando una continuità tra AI domestica, assistente personale e dispositivo indossabile o tascabile.
Amazon ha già rafforzato questa direzione con l’acquisizione di Bee, startup che aveva sviluppato un bracciale AI da 49,99 dollari capace di ascoltare conversazioni, creare note, rispondere a domande e generare liste di attività. L’operazione fornisce ad Amazon competenze e componenti utili per esplorare dispositivi personali basati su audio, memoria contestuale e interazione continua.
Il progetto si inserisce nella competizione per definire un’interfaccia AI alternativa allo smartphone. Invece di affidarsi a una sequenza di app, notifiche e schermate, Amazon punta su voce, contesto e presenza costante dell’assistente. La difficoltà non sarà soltanto progettare un dispositivo compatto e potente, ma dimostrare che un assistente senza schermo possa offrire un’utilità concreta, rispettando allo stesso tempo privacy, autonomia della batteria e controllo dell’utente sui dati raccolti.
