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L’utilizzo di modelli AI di terze parti all’interno di Claude Code ha generato un caso molto discusso tra gli sviluppatori dopo la sospensione temporanea dell’account di Alex Getman, che aveva collegato il coding agent di Anthropic a un modello OpenAI attraverso un proxy locale. La vicenda ha riaperto il tema dell’impiego di Claude Code come harness indipendente dal modello sottostante, mantenendo l’ambiente di sviluppo, gli strumenti e il sistema agentico di Anthropic ma sostituendo Claude con modelli di altri fornitori. Anthropic ha successivamente ripristinato l’account e Boris Cherny, responsabile di Claude Code, ha chiarito che l’utilizzo dell’harness con modelli differenti non costituisce di per sé un comportamento che dovrebbe determinare il blocco dell’utente.

Getman aveva seguito una configurazione condivisa pubblicamente da Thibault “Tibo” Sottiaux, responsabile di Codex presso OpenAI. Il sistema utilizzava CLIProxyAPI come livello intermedio tra Claude Code e il modello esterno, lasciando invariato il client Claude Code e instradando le richieste di inferenza verso OpenAI. La configurazione pubblicata prevedeva poche righe di impostazioni e consentiva di continuare a utilizzare le funzioni operative dell’ambiente Anthropic, come lettura e modifica dei file, ricerca nel codebase, esecuzione di comandi, gestione dei tool e utilizzo di sub-agent, cambiando però il modello che genera le risposte e decide le azioni da compiere.

Getman riferì inizialmente di avere utilizzato GPT-5.6 Sol, ma un successivo controllo dei log mostrò che nel test effettivo era stato instradato GPT-5.6 Luna. Claude Code era rimasto nella versione ufficiale e non modificata, mentre il proxy CLIProxyAPI funzionava esclusivamente in locale sull’indirizzo 127.0.0.1. Poco dopo il primo utilizzo della configurazione, l’account Anthropic venne sospeso a causa di segnali classificati come sospetti. Getman pubblicò quindi l’implementazione utilizzata e presentò ricorso, precisando in quel momento di non sapere se la sospensione fosse stata causata direttamente dal collegamento del modello esterno.

La sospensione attirò rapidamente l’attenzione della comunità perché la configurazione derivava da istruzioni condivise da un responsabile OpenAI e perché l’esperimento riguardava uno scenario che diversi sviluppatori stavano già esplorando. Cherny intervenne spiegando che gli utenti non dovrebbero essere sospesi semplicemente perché impiegano Claude Code, o un harness analogo, con un modello differente. Secondo le ricostruzioni successive, il blocco sarebbe stato collegato a un sistema automatico di rilevamento di segnali sospetti e non a una policy destinata a impedire l’utilizzo di modelli concorrenti. Anthropic ripristinò quindi l’account e si scusò con Getman.

Anthropic non considera tuttavia questa configurazione una modalità ufficialmente supportata di utilizzo di Claude Code. Il prodotto è progettato e ottimizzato attorno ai modelli Claude, per cui la sostituzione del backend di inferenza può modificare comportamento, compatibilità con gli strumenti e qualità delle prestazioni. Un modello esterno può interpretare in modo differente prompt di sistema, istruzioni sui tool, formati delle chiamate o meccanismi interni pensati specificamente per Claude, con il rischio che alcune funzioni non si comportino nello stesso modo previsto dall’ambiente originale.

Anthropic ha inoltre richiamato l’attenzione sui possibili rischi di sicurezza derivanti dall’utilizzo di proxy o livelli intermedi non ufficiali. Un componente collocato tra Claude Code e il modello può infatti osservare, modificare o reinstradare prompt, contenuti del repository, output dei tool e altre informazioni utilizzate durante la sessione. La presenza di un gateway aggiuntivo amplia quindi la superficie di sicurezza e può introdurre problemi come manipolazione delle istruzioni o prompt injection qualora il software intermedio non sia affidabile o venga configurato in modo non corretto.

L’interesse per questa modalità di utilizzo deriva soprattutto dalla separazione tra modello e harness. Claude Code non è soltanto un’interfaccia per interrogare un LLM, ma comprende un ambiente agentico che può esaminare file, cercare nel repository, modificare codice, eseguire comandi e suddividere il lavoro tra processi paralleli. Alcuni sviluppatori cercano quindi di conservare questa infrastruttura operativa utilizzando però modelli differenti per specifici compiti, per ragioni di costo, velocità, caratteristiche del modello o preferenze legate a determinati workload.

La pratica viene facilitata da gateway e proxy che espongono interfacce compatibili con quelle attese dagli strumenti di coding. Tra questi compare anche OpenRouter, attraverso il quale Claude Code risulta essere stato utilizzato con centinaia di modelli differenti. Secondo i dati citati nella ricostruzione coreana, il numero aveva raggiunto 366 modelli, includendo soluzioni open source e modelli commerciali forniti da aziende diverse. Il dato mostra come parte della comunità stia già trattando i coding harness come un livello separabile dal modello linguistico sottostante.

Questo approccio consente anche di utilizzare modelli differenti all’interno dello stesso processo di sviluppo. Un modello con capacità di ragionamento più elevate può, per esempio, essere impiegato per pianificare un intervento complesso sul codebase, mentre un modello meno costoso può occuparsi dell’esecuzione di attività più ripetitive. La scelta può essere effettuata in funzione di caratteristiche come costo dei token, latenza, capacità di coding, gestione del contesto o tipo di problema da risolvere, anziché utilizzare necessariamente lo stesso modello per ogni passaggio.

Anthropic continua invece a proporre diversi modelli Claude con caratteristiche e fasce di costo differenti per coprire questi scenari all’interno del proprio ecosistema. La società sostiene che la propria gamma permette agli sviluppatori di scegliere il modello in funzione della complessità del lavoro, della velocità richiesta e del costo, mantenendo al tempo stesso la compatibilità con l’ambiente Claude Code per il quale tali modelli sono stati progettati.

Il caso Getman non ha quindi portato Anthropic a vietare pubblicamente l’impiego di modelli concorrenti all’interno di Claude Code. La sospensione è stata revocata e il responsabile del prodotto ha indicato che l’uso di altri modelli nell’harness non dovrebbe, da solo, provocare il blocco di un account. Rimane però una configurazione non ufficialmente supportata, nella quale compatibilità, prestazioni e sicurezza possono differire rispetto all’utilizzo standard di Claude Code con i modelli Anthropic.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy