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L’app Gemini ha superato 1 miliardo di utenti attivi mensili, diventando il quattordicesimo prodotto Google a raggiungere questa soglia dopo servizi come Search, Gmail, Android, Maps, Chrome e YouTube. Il conteggio riguarda esclusivamente gli utenti dell’app Gemini e non comprende chi utilizza le funzionalità basate sul modello attraverso altri prodotti Google, tra cui Search, Android e Workspace, per cui la dimensione complessiva dell’ecosistema AI dell’azienda è superiore al miliardo registrato dall’app. Sundar Pichai ha definito Gemini il prodotto con la crescita più rapida nella storia di Google.

La progressione è stata particolarmente rapida negli ultimi mesi. Durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre 2026 Google aveva comunicato 950 milioni di utenti attivi mensili per Gemini e una crescita di circa tre volte degli utenti attivi giornalieri nell’arco di un anno; poche settimane dopo l’app ha quindi aggiunto almeno altri 50 milioni di utenti mensili, superando la soglia del miliardo. Google aveva indicato oltre 900 milioni di utenti già a maggio, contro circa 400 milioni registrati un anno prima. Il risultato porta Gemini su una scala di utilizzo paragonabile a quella raggiunta da ChatGPT, che aveva superato il miliardo di utenti attivi mensili nel giugno 2026.

Anche le modalità di interazione mostrano un utilizzo che va oltre il tradizionale chatbot testuale. Il 63% degli utenti parla direttamente con Gemini utilizzando la voce e Google registra anche una crescita degli utenti che interagiscono esclusivamente in modalità vocale. Nel caso di Gemini Live, il 20% delle interazioni utilizza inoltre la videocamera oppure la condivisione dello schermo, permettendo al sistema di osservare ciò che l’utente sta vedendo e fornire assistenza in tempo reale. Tra gli utilizzi indicati figurano attività pratiche fai-da-te e apprendimento, nelle quali l’utente può mostrare attraverso la fotocamera un oggetto, un problema o una fase del lavoro e continuare l’interazione attraverso la voce.

L’impiego multimodale è rilevante anche nell’istruzione. Circa il 38% delle richieste legate allo studio inviate dagli studenti contiene almeno un allegato, come un documento o un’immagine, che viene fornito a Gemini come materiale da analizzare. Parallelamente sono cresciute le funzioni generative: Gemini produce attualmente oltre 150 milioni di immagini al giorno e Google sta concentrando nello stesso ambiente strumenti per la creazione di immagini, video e audio. Tra gli utilizzi citati rientra la produzione da parte delle piccole imprese di materiali pubblicitari, contenuti di marketing e risorse visive legate ai propri prodotti.

La diffusione di Gemini non riguarda soltanto Android. Su iOS l’app ha superato i 100 milioni di utenti attivi, mostrando una presenza significativa anche nell’ecosistema Apple. Su Android, invece, Google sta aumentando l’integrazione di Gemini con le applicazioni e il sistema operativo: l’assistente può già automatizzare azioni attraverso più di 40 applicazioni diffuse, comprese attività come prenotare un mezzo di trasporto o un tavolo al ristorante. L’obiettivo è trasformare progressivamente Gemini da interfaccia per domande e risposte a sistema capace di eseguire direttamente operazioni per conto dell’utente.

Google sta portando avanti questa evoluzione contemporaneamente attraverso l’app autonoma e l’integrazione di Gemini nei propri servizi principali, tra cui Search, Workspace e Android. Allo stesso tempo, i modelli più recenti vengono utilizzati per rafforzare le funzioni di coding e le capacità agentiche, estendendo l’assistente verso attività che richiedono più passaggi e interazioni con software esterni. La combinazione tra distribuzione attraverso l’ecosistema Google e crescita dell’app indipendente ha consentito a Gemini di raggiungere il miliardo di utenti mensili in tempi più brevi rispetto agli altri prodotti dell’azienda.

Il traguardo arriva inoltre in coincidenza con l’evento Made by Google del 12 agosto 2026, nel quale l’azienda ha previsto la presentazione di nuovi smartphone Pixel e ulteriori funzionalità basate su Gemini. L’espansione dell’assistente nei dispositivi Google prosegue quindi parallelamente alla crescita dell’app, con l’obiettivo dichiarato dall’azienda di rendere Gemini un assistente sempre più personale, proattivo e capace di operare direttamente nelle attività quotidiane dell’utente.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy