Dal 21 settembre 2026 i proprietari di alcuni modelli di iPhone negli Stati Uniti possono presentare una richiesta di risarcimento nell’ambito dell’accordo da 250 milioni di dollari raggiunto da Apple nella causa collettiva Landsheft v. Apple Inc., avviata in relazione alle funzionalità di Siri basate su Apple Intelligence. La transazione riguarda i residenti negli Stati Uniti che hanno acquistato come primi proprietari un iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max oppure un modello della famiglia iPhone 16, compresi iPhone 16, iPhone 16e, iPhone 16 Plus, iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max, acquistato negli Stati Uniti tra il 10 giugno 2024 e il 29 marzo 2025 per uso personale o aziendale e non destinato alla rivendita. L’azione legale sosteneva che alcuni consumatori avessero acquistato questi dispositivi aspettandosi di ricevere determinate funzionalità di Siri basate su Apple Intelligence che, secondo le contestazioni avanzate nella causa, non erano poi state rese disponibili nei tempi previsti. Apple ha negato tutte le accuse e qualsiasi comportamento illecito o improprio, mentre l’accordo specifica espressamente che la transazione non costituisce un’ammissione di responsabilità. Dalla classe sono esclusi Apple stessa, le entità nelle quali la società detiene una partecipazione di controllo, dirigenti, amministratori e dipendenti, i rappresentanti legali, successori e aventi causa, oltre ai magistrati coinvolti nel procedimento, al relativo personale e ai familiari stretti.
Le richieste possono essere presentate attraverso il portale gestito dall’amministratore della transazione, con procedure distinte per persone fisiche e aziende o altre entità. Per ottenere il pagamento, il richiedente deve confermare che il dispositivo sia stato acquistato negli Stati Uniti nel periodo coperto dalla classe, fornire informazioni che consentano di verificare l’acquisto e identificare l’iPhone, come il numero di serie, l’Apple Account ID oppure il numero di telefono associato al dispositivo, e dichiarare che al momento dell’acquisto si aspettava di ricevere una delle funzionalità Siri Apple Intelligence oggetto della controversia senza averla poi ricevuta. Il modulo non richiede una certificazione sotto pena di falsa dichiarazione e consente di scegliere tra pagamento digitale e assegno cartaceo. L’amministrazione della procedura è affidata a Verita Global, LLC, incaricata dal tribunale di gestire il sito, controllare la validità delle richieste e respingere eventuali domande duplicate o fraudolente. La causa riguarda in particolare le nuove capacità di Siri presentate da Apple nel 2024 insieme ad Apple Intelligence, tra cui la comprensione del contesto personale dell’utente, la consapevolezza di ciò che viene visualizzato sullo schermo e una maggiore capacità di interagire con le singole applicazioni; il rilascio di queste funzioni era stato successivamente rinviato e la versione aggiornata di Siri è arrivata soltanto con iOS 27 nel settembre 2026.
Apple ha accettato di versare complessivamente 250 milioni di dollari in un fondo di transazione qualificato e non revocabile. Per ogni dispositivo idoneo è previsto inizialmente un pagamento stimato di 25 dollari, ma l’importo effettivo dipenderà dal numero complessivo delle richieste valide presentate e potrà quindi diminuire oppure aumentare proporzionalmente fino a un massimo di 95 dollari per dispositivo. Prima della distribuzione ai membri della classe, dal fondo saranno detratti i costi per le notifiche e l’amministrazione della procedura, le imposte, gli eventuali compensi legali e le spese processuali, oltre agli eventuali premi destinati ai rappresentanti della classe. I costi di notifica e amministrazione affidati al gestore sono limitati a 5.444.056 dollari, mentre gli avvocati della classe hanno previsto di chiedere premi di servizio fino a 2.000 dollari per ciascun querelante nominato; l’importo definitivo delle spese e degli onorari legali che potranno essere richiesti al fondo non è invece stato concordato preventivamente tra le parti. Qualora, dopo aver raggiunto il limite massimo di 95 dollari per ogni dispositivo, rimanessero ancora somme disponibili, le parti dovranno concordarne l’utilizzo e qualsiasi eventuale distribuzione a beneficiari cy pres dovrà essere approvata dal tribunale. In nessun caso il denaro residuo potrà essere restituito ad Apple.
I pagamenti relativi alle richieste approvate dovranno essere inviati entro 60 giorni di calendario dalla data in cui l’accordo diventerà effettivo. Gli assegni resteranno validi per 120 giorni dalla data di emissione. Nell’ordinanza di approvazione preliminare del 17 luglio 2026, la giudice Noel Wise ha stabilito che nessun pagamento possa essere effettuato prima dell’approvazione definitiva dell’accordo e ha inoltre richiesto alle parti di informare il tribunale prima di procedere con eventuali pagamenti superiori alla soglia di 95 dollari per dispositivo. Durante l’udienza dell’8 luglio 2026 le parti avevano indicato come poco probabile la possibilità che il calcolo definitivo producesse importi superiori a quel limite. La cifra effettiva che ciascun proprietario riceverà rimane quindi collegata al numero totale di dispositivi per i quali verranno presentate richieste valide, oltre alle detrazioni effettuate dal fondo per i costi connessi alla transazione.
Il procedimento ha avuto origine il 19 marzo 2025, quando Peter Landsheft ha presentato una causa contro Apple presso il tribunale federale del Northern District of California. Successivamente sette procedimenti collegati sono stati riuniti sotto il caso Landsheft e, il 22 maggio 2025, Ryan J. Clarkson, Brian Danitz e Laurence D. King sono stati nominati co-lead counsel ad interim. La denuncia consolidata modificata depositata il 21 luglio 2025 ha formulato contestazioni sulla base di diverse normative californiane, tra cui Unfair Competition Law, False Advertising Law, Consumers Legal Remedies Act e Song-Beverly Consumer Warranty Act, oltre alle leggi sulla protezione dei consumatori di altri Stati e a diverse cause di common law, comprese frode, rappresentazione negligente, violazione contrattuale, violazione di garanzia e arricchimento senza causa. Apple ha presentato una richiesta di archiviazione della denuncia il 25 settembre 2025. Le parti hanno poi partecipato a tre sessioni di mediazione con l’ex giudice Layn R. Phillips, svolte il 24 ottobre e l’8 dicembre 2025 e il 23 marzo 2026, mentre un avviso congiunto relativo al raggiungimento di un accordo era già stato depositato il 18 dicembre 2025.
L’accordo di transazione è stato formalizzato il 5 maggio 2026, lo stesso giorno in cui i querelanti hanno chiesto al tribunale l’approvazione preliminare, mentre una seconda denuncia consolidata modificata depositata il 1° maggio aveva definito la classe nazionale interessata dall’accordo. Nei documenti della transazione Apple ha ricordato di aver già distribuito più di 20 funzionalità Apple Intelligence e di prevedere ulteriori funzioni Siri basate su Apple Intelligence attraverso futuri aggiornamenti software senza costi aggiuntivi. La giudice Wise ha concesso l’approvazione preliminare il 17 luglio 2026, considerando l’accordo equo, ragionevole e adeguato e riconoscendolo come risultato di negoziazioni serie e condotte a distanza tra le parti. L’ordinanza ha certificato condizionatamente la classe nazionale, confermato i rappresentanti e gli avvocati della classe e nominato Verita Global come amministratore. È stata inoltre respinta un’opposizione presentata il 19 maggio 2026 da cinque ricorrenti rappresentati da Pomerantz LLP, che avevano chiesto di suddividere i proprietari dei diversi modelli di iPhone in sottoclassi separate: il tribunale ha ritenuto che il valore delle funzionalità Siri oggetto della causa fosse sostanzialmente lo stesso per tutti i dispositivi idonei.
La scadenza per presentare una richiesta di pagamento è fissata al 21 dicembre 2026. Entro la stessa data i membri della classe possono anche chiedere di essere esclusi dalla transazione oppure depositare formalmente un’obiezione. Le domande possono essere inoltrate online oppure spedite per posta entro la scadenza prevista e lo stesso limite temporale si applica alle obiezioni indirizzate al tribunale. Il piano di comunicazione approvato comprende notifiche via e-mail distribuite in più fasi, cartoline inviate per posta, campagne pubblicitarie online sulle piattaforme di Google e Meta, avvisi pubblicati attraverso altri canali, il sito dedicato alla transazione e una linea telefonica gratuita disponibile con opzioni in inglese e spagnolo. Chi appartiene alla classe ma non presenta alcuna richiesta rimarrà comunque vincolato dall’accordo e dalle relative liberatorie, a meno che non chieda formalmente l’esclusione entro il termine stabilito; soltanto chi presenta in tempo un’obiezione scritta potrà inoltre partecipare all’udienza definitiva per esporre la propria posizione.
L’udienza per l’approvazione definitiva dell’accordo è fissata al 24 febbraio 2027 a San Jose, in California. In quella sede il tribunale dovrà stabilire definitivamente se la transazione rispetta i requisiti di equità, ragionevolezza e adeguatezza richiesti per un accordo collettivo. La data è stata modificata rispetto al calendario iniziale: un’ordinanza del 13 agosto 2026 ha anticipato l’udienza rispetto alla precedente data del 29 settembre 2027, mentre un successivo provvedimento concordato del 28 agosto ha prorogato i termini relativi alle notifiche, alle richieste di pagamento, alle obiezioni e alle domande di esclusione. Soltanto dopo l’approvazione definitiva e il raggiungimento della cosiddetta effective date potranno partire i pagamenti ai proprietari degli iPhone che avranno presentato richieste valide.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
