L’intelligenza artificiale sta trovando nuove applicazioni nella gestione delle foreste alpine attraverso il progetto internazionale “Nuove tecnologie e IA per la selvicoltura del futuro”, promosso dalla Comunità di lavoro delle Regioni alpine Arge Alp. L’iniziativa coinvolge dieci territori dell’area alpina appartenenti a Italia, Austria, Germania e Svizzera e punta a sviluppare strumenti digitali in grado di supportare il monitoraggio, la protezione e la gestione sostenibile dei boschi in un contesto sempre più influenzato dai cambiamenti climatici e dalla diffusione di nuovi fattori di rischio.
Uno dei principali ambiti di ricerca riguarda l’utilizzo di modelli di intelligenza artificiale per individuare precocemente segnali di stress nelle foreste. Attraverso l’analisi automatizzata di grandi quantità di dati ambientali e immagini del territorio, i sistemi sviluppati nell’ambito del progetto sono in grado di identificare anomalie nella risposta della vegetazione, evidenziando situazioni che potrebbero indicare problemi fitosanitari, danni da eventi climatici estremi o condizioni di degrado ancora non facilmente rilevabili durante le normali attività di monitoraggio sul campo.
Particolare attenzione viene dedicata al contrasto degli effetti provocati dal bostrico, l’insetto che negli ultimi anni ha causato danni significativi alle foreste di abete rosso in numerose aree dell’arco alpino. Le tecnologie sperimentate consentono di analizzare automaticamente immagini aeree e dati territoriali per riconoscere le piante colpite e individuare le aree maggiormente esposte a rischi secondari, come instabilità dei versanti o possibili cadute massi. L’obiettivo è fornire ai tecnici forestali strumenti di supporto decisionale capaci di migliorare la pianificazione degli interventi e ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia avviata da Arge Alp per rendere le foreste alpine più resilienti agli effetti dell’aumento delle temperature, dei periodi di siccità e degli eventi meteorologici estremi. Già nelle fasi precedenti della collaborazione internazionale erano stati avviati programmi dedicati alle specie arboree più adatte ai nuovi scenari climatici, mentre il nuovo ciclo di attività estende l’attenzione verso tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, droni, sistemi di acquisizione dati e piattaforme di analisi automatizzata.
Accanto alle applicazioni digitali, il programma comprende anche attività di ricerca genetica e forestale. Tra i temi affrontati vi è lo studio della resistenza dell’abete rosso agli attacchi degli insetti, con l’obiettivo di identificare caratteristiche utili per orientare le future strategie di riforestazione e conservazione. L’integrazione tra ricerca biologica, monitoraggio territoriale e algoritmi di intelligenza artificiale rappresenta uno degli elementi più innovativi dell’iniziativa.
La crescente disponibilità di immagini satellitari, rilievi aerei, sensori ambientali e dati geospaziali sta infatti trasformando la gestione forestale in un’attività sempre più supportata da strumenti di analisi predittiva. In questo contesto, l’intelligenza artificiale non viene utilizzata come sostituto dell’esperienza dei tecnici forestali, ma come sistema capace di elaborare rapidamente grandi quantità di informazioni, individuare pattern difficilmente osservabili e fornire indicazioni operative per la tutela di ecosistemi che svolgono un ruolo fondamentale nella protezione del territorio alpino, nella biodiversità e nella mitigazione degli effetti del cambiamento
