A fine febbraio 2026, l’azienda ampiamente riconosciuta nel settore dei servizi finanziari digitali ha annunciato un taglio senza precedenti della sua forza lavoro: oltre 4.000 dipendenti, pari a circa il 40 % della popolazione aziendale, perderanno il loro ruolo in un’unica, profonda ristrutturazione. Il fulcro della decisione, esplicitato dal co-fondatore e CEO, è stato l’impatto trasformativo delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) all’interno dell’organizzazione, ritenute capaci di automatizzare attività tradizionalmente svolte da persone e riorientare in modo profondo come il lavoro viene concepito e realizzato.
Il CEO ha sostenuto che gli strumenti di IA stanno cambiando ciò che significa costruire e gestire un’azienda moderna, portando a una visione in cui “una squadra significativamente più piccola, utilizzando gli strumenti che stiamo sviluppando, può fare di più e farlo meglio”. Questa dichiarazione non si riferisce a un vaghissimo concetto di automazione ma a un concreto cambiamento operativo: in numerose aree dell’azienda, funzioni che richiedevano team articolati e processi complessi sono state ripensate attraverso l’integrazione di modelli di IA in grado di accelerare la produzione di software, ottimizzare l’elaborazione dei dati e automatizzare processi ripetitivi. Ampliando le capacità computazionali interne con sistemi avanzati, la direzione sostiene di aver osservato incrementi di produttività tali da rendere superflue molte posizioni tradizionali.
Questa scelta di tagliare il personale in un unico grande round, piuttosto che ricorrere a riduzioni graduali nel tempo, è stata giustificata dal management come una misura per preservare la fiducia, il morale e la concentrazione del team residuo. Secondo il CEO, ripetute ondate di licenziamenti avrebbero potuto avere un impatto distruttivo sulla cultura operativa e sulla percezione esterna dell’azienda. La mossa è stata presentata come un’azione proattiva, non dettata da difficoltà finanziarie, anzi accompagnata da risultati economici solidi: nell’ultimo trimestre Block ha riportato ricavi per oltre 6 miliardi di dollari e un aumento significativo della redditività, con una crescita del margine lordo rispetto all’anno precedente.
Il ruolo centrale dell’IA in questa riorganizzazione non riguarda solamente la sostituzione di compiti specifici, ma una revisione più ampia dell’architettura del lavoro stesso. Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’adozione di strumenti intelligenti ha permesso di superare colli di bottiglia operativi, aumentare la velocità di esecuzione dei progetti e ridurre la necessità di strutture gerarchiche complesse. Il concetto espresso dal management è che, a parità di output, un team ridotto e “intelligence-native” rappresenti lo stato desiderabile di sviluppo aziendale nel contesto tecnologico attuale. Visioni analoghe sono sempre più presenti nel dibattito sul futuro del lavoro: l’IA è vista non solo come elemento di efficienza, ma come fattore di cambiamento strutturale nella divisione del lavoro tra macchine e persone.
I risvolti immediati di una decisione di questa portata investono non solo le persone direttamente coinvolte nei licenziamenti, ma l’intero ecosistema dell’industria tecnologica. La reazione dei mercati finanziari è stata significativa: il titolo dell’azienda ha registrato un aumento considerevole dopo l’annuncio, suggerendo che gli investitori percepiscono positivamente il focus sulla lean operation e sull’efficienza abilitata dall’IA. Questo riflette una crescente pressione da parte dei mercati affinché le grandi imprese tecnologiche adottino modelli operativi più snelli, specialmente in un periodo in cui la crescita a ogni costo e l’espansione indiscriminata dei team sono sempre più scrutinati.
Dal punto di vista delle dinamiche occupazionali, la scelta del management ha catalizzato un dibattito più ampio sulla responsabilità delle aziende tecnologiche nel mitigare l’impatto sociale dell’automazione. Mentre l’adozione di tecnologie intelligenti promette aumenti di produttività e nuove opportunità di innovazione, essa pone anche questioni complesse sulla transizione delle competenze e sulla necessità di politiche che facilitino la riconversione professionale per la forza lavoro colpita. Le misure di supporto per i dipendenti in uscita, come pacchetti di buonuscita, coperture sanitarie temporanee e altri incentivi, sono parte delle strategie messe in campo per affrontare l’impatto immediato dei licenziamenti, ma non risolvono del tutto le sfide strutturali poste dall’accelerazione tecnologica.
