La competizione per il predominio nel mercato cinese dell’intelligenza artificiale sta entrando in una fase decisiva e simbolicamente potente: quella che precede il Capodanno lunare. In Cina, questo periodo non è soltanto una ricorrenza culturale e familiare, ma rappresenta anche uno dei momenti di massima concentrazione di traffico digitale, consumo di contenuti e utilizzo di applicazioni mobili. È proprio in questo contesto che i grandi colossi tecnologici cinesi stanno scegliendo di lanciare le loro nuove generazioni di modelli di intelligenza artificiale, trasformando una festività nazionale in un campo di battaglia strategico.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, tra cui The Information, ByteDance sarebbe pronta a presentare, immediatamente prima delle festività, tre nuovi modelli di intelligenza artificiale. Il primo è Doubao 2.0, un modello linguistico di grandi dimensioni che rappresenta l’evoluzione del chatbot già più diffuso nel paese. Accanto a questo, l’azienda prevede il lancio di Seedream 5.0, dedicato alla generazione di immagini, e di SeedDance 2.0, pensato per la creazione di contenuti video tramite AI.
Queste mosse non sono isolate, ma si inseriscono in una strategia più ampia che vede ByteDance investire in modo sempre più deciso nel cloud e nei servizi di intelligenza artificiale. Un percorso che ricalca, almeno in parte, quello già intrapreso da Alibaba, oggi il principale fornitore di servizi cloud in Cina e uno dei protagonisti assoluti della corsa all’AI.
Alibaba, infatti, non intende restare a guardare. L’azienda ha programmato la presentazione del suo nuovo modello di punta, Qwen 3.5, anch’esso in coincidenza con il Capodanno lunare. Si tratta di un modello progettato per eccellere nel ragionamento complesso, nella matematica e nella programmazione, ambiti sempre più cruciali per attrarre sviluppatori, imprese e utenti avanzati. Parallelamente, Alibaba sta preparando una campagna di marketing su larga scala per rafforzare la diffusione della sua app Qwen, con l’obiettivo dichiarato di sfidare direttamente Doubao sul terreno dei chatbot consumer.
La scelta di concentrare i lanci in questo periodo non è casuale. L’esperienza dell’anno precedente ha dimostrato quanto il Capodanno lunare possa fungere da moltiplicatore di visibilità. Il modello Deepseek-R1, presentato durante le festività dell’anno scorso da DeepSeek, aveva beneficiato enormemente dell’attenzione mediatica e del passaparola generato in un momento in cui milioni di persone trascorrono più tempo sui dispositivi digitali. Non sorprende quindi che la stessa DeepSeek stia preparando il lancio di un nuovo modello di prossima generazione a poco più di un anno di distanza.
Il contesto competitivo è ulteriormente acceso dai numeri. ByteDance può contare su un vantaggio significativo nel mercato dei chatbot AI in Cina. Secondo i dati più recenti, Doubao avrebbe raggiunto circa 163 milioni di utenti attivi mensili, diventando la più grande applicazione di intelligenza artificiale del paese. Un risultato reso possibile anche dall’integrazione profonda con Douyin, la versione cinese di TikTok, che consente di combinare contenuti, commercio elettronico e interazione conversazionale in un unico ecosistema.
Alibaba, dal canto suo, ha risposto con una ristrutturazione importante della propria offerta. Lo scorso novembre ha lanciato Qone, una revisione sostanziale del precedente chatbot Tongyi. L’obiettivo dichiarato è trasformarlo in un vero e proprio agente di intelligenza artificiale orientato all’utente, capace di gestire attività quotidiane come ordinare cibo, prenotare viaggi o effettuare pagamenti. L’integrazione con le piattaforme di e-commerce, i servizi di viaggio e l’ecosistema di Ant Group rappresenta uno degli elementi chiave di questa strategia. Con oltre 100 milioni di utenti attivi mensili già raggiunti, Alibaba punta a unificare progressivamente tutti i propri servizi all’interno di Qone entro la prima metà del 2026.
La posta in gioco va ben oltre il successo di una singola app. La sfida tra ByteDance e Alibaba potrebbe determinare il modo in cui oltre un miliardo di persone in Cina utilizzeranno l’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, ma anche chi controllerà il mercato cloud dell’AI, destinato secondo le stime a crescere fino a circa 90 miliardi di dollari entro il 2030. In questo scenario, la combinazione di modelli avanzati, infrastrutture cloud e vaste basi di utenti rappresenta un vantaggio competitivo difficilmente replicabile.
Intorno a questi due giganti si muovono anche altri attori emergenti. Aziende come Moonshot AI, che ha attirato l’attenzione globale con il modello Kimi K2.5, o Zhipu AI, nota per GLM-4.7, dimostrano che l’innovazione non è appannaggio esclusivo dei grandi conglomerati. Tuttavia, la mancanza di infrastrutture cloud su larga scala e di bacini di utenti comparabili limita la loro capacità di competere direttamente sul piano della distribuzione e dell’adozione di massa.
In questo quadro non manca un convitato di pietra: Tencent. Nonostante possa contare su oltre un miliardo di utenti attraverso WeChat, Tencent è stata spesso criticata per il suo apparente ritardo nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale avanzati. L’azienda ha recentemente avviato una riorganizzazione interna, assumendo Yao Shuyuan, ex responsabile scientifico di OpenAI, e rafforzando le proprie competenze nel settore. Lo stesso CEO Ma Huateng ha ammesso un avvio tardivo, pur ribadendo l’impegno nel colmare il divario.
