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La Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur sta sviluppando nuovi strumenti di intelligenza artificiale per supportare la valutazione del pericolo valanghe e migliorare la qualità delle informazioni utilizzate dai professionisti incaricati della previsione nivologica. L’attività rientra in The Chain Project, un programma avviato nel 2024 che coinvolge anche l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe di Davos, in Svizzera. L’obiettivo consiste nel rafforzare il processo di valutazione delle condizioni del manto nevoso attraverso strumenti matematici e informatici capaci di affiancare le osservazioni e le competenze dei previsori. Il progetto prevede l’introduzione di un nuovo bollettino di previsione già durante la stagione invernale 2026-2027, con l’intenzione di rendere più strutturata la produzione delle informazioni destinate a sciatori, alpinisti, operatori professionali e soggetti impegnati nella sicurezza in montagna. La Fondazione ha precisato che l’intelligenza artificiale non sostituirà i previsori, il cui ruolo continuerà a essere centrale anche per le attività di protezione civile.

Una delle componenti tecniche del progetto riguarda l’impiego di un modello matematico capace di simulare l’evoluzione del manto nevoso durante un’intera stagione. Attraverso questo approccio, i ricercatori hanno elaborato scenari relativi a 50 punti distribuiti sul territorio della Valle d’Aosta, ricostruendo le condizioni della neve e le relative trasformazioni nel tempo. Le simulazioni permettono di disporre di rappresentazioni organizzate dell’evoluzione nivologica e costituiscono una base informativa aggiuntiva per il lavoro dei previsori. La ricercatrice Eloise Bovet ha sottolineato l’importanza di introdurre strumenti in grado di rendere più oggettivo il processo previsionale, mentre Federico Rondano ha evidenziato il valore operativo delle simulazioni per la ricostruzione dello stato del manto nevoso. La modellazione stagionale permette infatti di esaminare l’evoluzione delle condizioni nivologiche in punti prestabiliti, fornendo ai tecnici elementi utili per interpretare una situazione che varia nel tempo e nello spazio.

Il progetto punta a integrare la capacità di elaborazione dei sistemi artificiali con il giudizio degli specialisti, anziché automatizzare integralmente la valutazione del pericolo. La previsione delle valanghe richiede infatti l’interpretazione delle condizioni locali e delle informazioni disponibili, oltre alla conoscenza dei fenomeni fisici che determinano la stabilità della neve. Gli strumenti di The Chain Project sono quindi concepiti come un supporto alla costruzione dei bollettini e all’organizzazione del processo decisionale. L’utilizzo di scenari simulati, associato all’esperienza dei previsori e alla collaborazione scientifica internazionale, dovrebbe contribuire a rendere più solida e documentata la valutazione delle condizioni nivologiche, mantenendo la responsabilità finale delle previsioni nelle mani degli operatori qualificati.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy