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Nella pubblica amministrazione italiana, spesso percepita come un labirinto di atti formali e linguaggi tecnici difficili da decifrare, la città di Messina ha deciso di tracciare una rotta verso il futuro. Con la presentazione di Poseidon, il primo sistema di intelligenza artificiale pubblica dedicato alla consultazione dei dati e degli atti amministrativi, il capoluogo siciliano si pone all’avanguardia nazionale nella digitalizzazione. Non si tratta semplicemente di un nuovo sito web, ma di un cambiamento radicale nel modo in cui l’ente comunica con i propri cittadini: il passaggio da un archivio di documenti statici a un patrimonio informativo “vivo” e accessibile a chiunque tramite il linguaggio naturale.

Il progetto Poseidon nasce con una missione precisa: rendere trasparente e immediatamente fruibile la complessa rete di decisioni che regolano la vita quotidiana, con un focus iniziale sulle ordinanze viabili. Ogni anno, il Comune di Messina emana oltre duemila ordinanze che riguardano chiusure stradali, divieti di sosta per lavori o modifiche alla circolazione per eventi. Fino ad oggi, per un cittadino recuperare queste informazioni significava scorrere infiniti elenchi nell’Albo Pretorio o interpretare testi tecnici spesso ostici. Grazie a Poseidon, questa barriera viene abbattuta. Attraverso una piattaforma intuitiva, l’utente può “dialogare” con il database del Comune ponendo domande semplici, come se stesse parlando con un impiegato esperto: si può chiedere se una determinata via sarà chiusa nel weekend o quali sono i divieti attivi in una piazza specifica. L’intelligenza artificiale analizza in tempo reale i documenti ufficiali e fornisce una risposta chiara, sicura e verificata.

Questa tecnologia non è però un elemento isolato, ma rappresenta uno dei pilastri fondamentali di una visione più ampia: la creazione del Gemello Digitale Urbano di Messina. Poseidon agisce infatti come l’interfaccia intelligente di una “copia digitale” della città, uno strumento capace di integrare dati provenienti da sensori, telecamere e flussi di traffico. L’obiettivo a lungo termine è trasformare il Comune in un organismo capace di monitorare e simulare le dinamiche urbane in tempo reale, permettendo all’amministrazione di gestire meglio le emergenze e di ottimizzare i servizi pubblici. In questo contesto, l’IA non sostituisce il lavoro umano, ma lo potenzia, liberando il personale da compiti ripetitivi e fornendo ai decisori politici analisi basate su dati certi invece che su semplici intuizioni.

In parallelo al lancio di Poseidon, Messina ha inaugurato un nuovo portale Open Data, sviluppato in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID). Questa scelta risponde a un principio cardine della moderna democrazia digitale: la trasparenza “by design”. I dati pubblici appartengono ai cittadini e la loro apertura permette non solo la consultazione, ma anche il riuso da parte di imprese e programmatori. Immaginiamo, ad esempio, la possibilità di sviluppare applicazioni che inviano notifiche automatiche sul cellulare quando un’ordinanza riguarda la strada dove abbiamo parcheggiato l’auto, o navigatori satellitari che si aggiornano istantaneamente sulla base dei dati ufficiali del Comune. È un ecosistema che favorisce lo sviluppo economico e sociale del territorio, attirando talenti e investimenti nel settore tecnologico.

L’adozione di Poseidon segna anche un importante passo avanti sul fronte dell’inclusione. Rendere la burocrazia comprensibile significa infatti garantire l’accesso ai diritti a tutti, abbattendo le difficoltà di chi non ha una formazione giuridica o tecnica. È un esperimento di “IA etica” che mette l’innovazione al servizio delle persone, trasformando il rapporto tra ente e cittadinanza da una dinamica di attesa a una di interazione diretta e veloce. Messina dimostra così che la trasformazione digitale non deve essere un processo freddo e distante, ma può diventare il motore di una partecipazione civica più consapevole e moderna.

Di Fantasy