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Ford integrerà Apple Maps direttamente nella propria Universal Electric Vehicle Platform, la nuova architettura destinata a una generazione di veicoli elettrici il cui debutto è previsto nel 2027. La navigazione non verrà quindi visualizzata attraverso la duplicazione dello schermo di un iPhone, come avviene con CarPlay, ma sarà incorporata nel software del veicolo mediante MapKit for Automotive, il nuovo kit di sviluppo con cui Apple consente ai costruttori di utilizzare e personalizzare le proprie mappe all’interno dei display e dei sistemi di bordo.

L’integrazione comprenderà indicazioni stradali progressive formulate in linguaggio naturale, aggiornamenti in tempo reale sul traffico e sugli incidenti, ricerca dei luoghi con schede informative dettagliate e differenti opzioni per la scelta del percorso. Essendo destinato a veicoli elettrici, il sistema includerà anche funzioni di pianificazione specifiche per l’autonomia disponibile, la localizzazione delle infrastrutture di ricarica e il precondizionamento della batteria prima dell’arrivo a una stazione. Quest’ultima operazione porta le celle alla temperatura più adatta alla ricarica rapida, riducendo il tempo necessario per recuperare energia quando il veicolo raggiunge il punto selezionato dal navigatore.

La novità più rilevante riguarda tuttavia l’impiego delle informazioni stradali di Apple Maps anche nello sviluppo della prossima generazione di BlueCruise, il sistema Ford che consente la guida senza mani su alcuni tratti autostradali compatibili. I dati cartografici a livello stradale saranno messi a disposizione di Latitude AI, la società controllata da Ford che si occupa delle tecnologie di assistenza avanzata e automazione della guida. Il gruppo comprende circa 600 specialisti in machine learning, robotica e sviluppo software e sta realizzando internamente sia l’hardware sia il software del futuro sistema ADAS del costruttore.

BlueCruise utilizza attualmente mappe Ford per identificare le strade sulle quali è consentita la modalità hands-free. Questi tratti, definiti Blue Zones, sono principalmente autostrade a carreggiate separate preventivamente rilevate e validate. Quando la funzione è attiva, il veicolo controlla sterzo, velocità e distanza dal mezzo che precede, mentre una telecamera rivolta verso l’abitacolo verifica che il conducente continui a osservare la strada e sia pronto a riprendere il controllo. L’inserimento dei dati di Apple Maps non sostituirà questo sistema di supervisione e non trasformerà BlueCruise in una tecnologia completamente autonoma, ma potrà fornire informazioni aggiuntive sulla struttura della strada e sul percorso impostato.

La condivisione del tragitto consente infatti al sistema di assistenza di conoscere non soltanto la posizione corrente del veicolo, ma anche la destinazione e la sequenza di strade che dovrà percorrere. In questo modo il software può anticipare svincoli, biforcazioni, raccordi, corsie di uscita e cambiamenti nella geometria del percorso. Un sistema limitato alla percezione immediata acquisita da telecamere e sensori reagisce prevalentemente a ciò che rileva nelle vicinanze; l’aggiunta di una mappa associata al tragitto permette invece di preparare con maggiore anticipo determinate manovre.

Questo principio è particolarmente importante per i cambi di corsia. Conoscendo in anticipo l’uscita che il veicolo dovrà imboccare, il sistema può valutare prima la necessità di spostarsi verso la corsia corretta, evitando di attendere gli ultimi metri disponibili. Le informazioni cartografiche non comandano direttamente la manovra e non sostituiscono le rilevazioni effettuate dai sensori, ma forniscono un ulteriore livello di contesto all’interno del quale il software può interpretare la situazione e pianificare il comportamento del veicolo.

Ford prevede di utilizzare questa combinazione per rendere più continua la guida assistita dall’ingresso in autostrada fino all’uscita. L’obiettivo dichiarato è ridurre le interruzioni e le transizioni che oggi possono verificarsi quando cambiano la tipologia della strada, la disposizione delle corsie o le condizioni necessarie al funzionamento hands-free. Per ottenere questo risultato, il sistema dovrà unire la localizzazione del veicolo, la mappa del percorso, i dati raccolti dai sensori e i modelli decisionali sviluppati da Latitude AI.

Latitude AI sta inoltre sviluppando il Ford Large Driving Model, un modello destinato a supportare differenti livelli di assistenza e automazione attraverso l’elaborazione di milioni di miglia di dati raccolti durante la guida reale. In questo contesto, le informazioni stradali provenienti da Apple Maps costituiscono una delle fonti utilizzabili per descrivere l’ambiente nel quale il veicolo deve operare, mentre i dati dei sensori continuano a rappresentare lo stato effettivo e immediato della strada. La mappa indica ciò che dovrebbe trovarsi lungo il percorso; telecamere e altri dispositivi devono verificare ciò che è realmente presente in quel momento.

L’integrazione diretta permetterà inoltre di collegare maggiormente la navigazione alle altre funzioni del veicolo. Il percorso potrà essere utilizzato per stimare l’energia necessaria, programmare le soste di ricarica, predisporre termicamente la batteria e fornire al sistema di assistenza informazioni sulla strada che verrà percorsa. Navigazione, gestione energetica e guida assistita non opereranno quindi come applicazioni completamente separate, ma potranno condividere dati all’interno della nuova architettura elettronica zonale sviluppata da Ford.

La prima applicazione è prevista sulla futura piattaforma elettrica universale del costruttore, destinata inizialmente a un veicolo elettrico di medie dimensioni con un prezzo indicativo vicino ai 30.000 dollari. Ford intende utilizzare la nuova architettura per rendere disponibili tecnologie software e sistemi avanzati di assistenza anche su modelli meno costosi rispetto ai veicoli elettrici premium sui quali queste funzioni vengono generalmente introdotte per prime.

CarPlay continuerà a essere disponibile separatamente. La nuova soluzione non richiederà necessariamente che il conducente colleghi un iPhone per ottenere la navigazione, perché Apple Maps sarà eseguito come componente nativo del sistema Ford. Questa distinzione consente al costruttore di utilizzare i dati cartografici anche per funzioni interne del veicolo, mentre il tradizionale CarPlay rimane principalmente un’interfaccia attraverso la quale lo smartphone mette a disposizione applicazioni e contenuti sullo schermo dell’automobile.

L’utilizzo delle mappe all’interno del sistema di assistenza non elimina comunque la necessità di verificare le informazioni attraverso i sensori di bordo. Una cartografia può non rappresentare immediatamente lavori stradali, corsie temporaneamente chiuse, segnaletica modificata, ostacoli o condizioni meteorologiche. Per questo motivo i dati del percorso costituiscono un supporto alla pianificazione, non una descrizione sufficiente della situazione reale. Le decisioni che riguardano sterzo, frenata e accelerazione devono continuare a basarsi sulla combinazione tra mappa, localizzazione, percezione dell’ambiente e controllo costante del conducente.

L’accordo porta quindi Apple Maps oltre la funzione tradizionale di navigatore e lo inserisce nella catena informativa utilizzata per sviluppare il comportamento del veicolo. Ford mantiene il controllo del proprio sistema di assistenza, mentre Apple fornisce una base cartografica integrata nella piattaforma. Il cambiamento non introduce da solo un nuovo livello di automazione, ma crea un collegamento più stretto tra percorso programmato e funzioni di guida assistita, permettendo al software di conoscere in anticipo non soltanto dove si trova l’automobile, ma anche dove dovrà dirigersi e quali configurazioni stradali incontrerà lungo il tragitto.

Di Fantasy