Negli ultimi tempi, Google DeepMind ha adottato una politica più restrittiva riguardo alla pubblicazione delle sue ricerche sull’intelligenza artificiale (IA), un cambiamento che, secondo il Financial Times, potrebbe essere mirato a mantenere il vantaggio tecnologico dell’azienda. A partire da aprile 2025, DeepMind ha implementato un nuovo processo di revisione che complica la pubblicazione degli articoli di ricerca, rendendo difficile divulgare i risultati al mondo esterno.

Questa decisione è vista come una strategia per proteggere la proprietà intellettuale e per impedire che le scoperte tecnologiche vengano sfruttate dai concorrenti. In particolare, le ricerche relative all’intelligenza artificiale generativa potrebbero non essere pubblicate per un massimo di sei mesi, mentre i ricercatori dovranno affrontare più cicli di revisione prima che i loro lavori possano essere resi pubblici. Questo approccio riflette la crescente preoccupazione di DeepMind riguardo alla competizione, soprattutto dopo il lancio di tecnologie avanzate da parte di rivali come OpenAI, creatore di ChatGPT.

Alcuni ricercatori hanno espresso preoccupazione riguardo a questa nuova politica, sottolineando che la difficoltà di pubblicare articoli può avere un impatto significativo sulla carriera accademica. In particolare, è emerso che la ricerca sull’intelligenza artificiale generativa sta diventando quasi impossibile da pubblicare, e diversi ricercatori hanno lasciato l’azienda in segno di protesta per le restrizioni imposte.

Un ricercatore ha affermato che “è difficile immaginare di pubblicare un articolo su Transformer, data la situazione attuale”. Il documento “Transformer”, pubblicato dai ricercatori di Google nel 2017, è stato cruciale per lo sviluppo dei moderni modelli linguistici e ha svolto un ruolo chiave nell’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. Tuttavia, con la crescente competizione, DeepMind ha visto la sua posizione di leadership messa in discussione da aziende come OpenAI.

Inoltre, la politica di DeepMind sembra anche impedire la pubblicazione di ricerche che criticano i propri modelli di intelligenza artificiale. È stato riportato che è stato vietato pubblicare un articolo che metteva in discussione le prestazioni del modello “Gemini” di Google rispetto a “GPT-4” di OpenAI. Nonostante queste restrizioni, DeepMind continua a sostenere che pubblica centinaia di articoli ogni anno e collabora con importanti istituzioni accademiche.

Questa politica di riservatezza è stata implementata soprattutto dopo che Demis Hassabis, CEO di DeepMind, ha assunto la guida complessiva dell’organizzazione AI di Google, un cambiamento che ha avuto un impatto significativo sulla direzione della ricerca e sul modo in cui l’azienda si prepara a competere nell’arena dell’intelligenza artificiale.

Di Fantasy