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L’annuncio di Project Genie da parte di Google ha scosso profondamente le fondamenta dell’industria del gaming, provocando un’ondata di incertezza che si è immediatamente riflessa sui mercati finanziari. Questa nuova tecnologia, presentata come un modello di intelligenza artificiale capace di generare mondi digitali interattivi partendo da semplici input testuali o immagini, ha innescato una reazione a catena che ha colpito duramente i titoli azionari delle principali aziende del settore. La preoccupazione degli investitori non riguarda solo l’innovazione in sé, ma il potenziale stravolgimento dei modelli di business consolidati che da decenni dominano lo sviluppo dei videogiochi.

I dati provenienti dal mercato azionario statunitense descrivono un venerdì nero per i colossi del divertimento digitale. Take-Two Interactive, l’azienda dietro il successo planetario di franchise come Grand Theft Auto, ha visto il valore delle proprie azioni scendere del 10%, mentre la piattaforma Roblox ha registrato una perdita superiore al 12%. Il colpo più duro è stato però inferto a Unity Software, produttrice di uno dei motori di gioco più utilizzati al mondo, il cui titolo è crollato del 21%. Questo crollo riflette il timore che Project Genie possa rendere obsoleti o meno necessari i motori di gioco tradizionali, che storicamente gestiscono complessi calcoli fisici, illuminazione e interazioni attraverso anni di programmazione manuale.

A differenza dei metodi convenzionali che richiedono la costruzione di ambienti 3D statici prima che l’utente possa esplorarli, Project Genie è in grado di generare percorsi e scenari in tempo reale basandosi direttamente sui movimenti e sulle scelte del giocatore. Google descrive questa tecnologia come un simulatore dinamico che non si limita a mostrare un’immagine, ma comprende la fisica e le regole di interazione del mondo che sta creando. Se fino ad oggi lo sviluppo di un titolo di alto livello, i cosiddetti giochi “AAA”, poteva richiedere dai cinque ai sette anni di lavoro e investimenti per centinaia di milioni di dollari, l’introduzione dell’intelligenza artificiale generativa promette di ridurre drasticamente queste tempistiche e i costi associati, democratizzando potenzialmente la creazione di esperienze virtuali complesse.

Tuttavia, l’entusiasmo per il progresso tecnico è bilanciato da serie preoccupazioni di natura etica e sociale. Il settore dei videogiochi ha già attraversato una fase di pesanti ristrutturazioni e licenziamenti dopo il picco di crescita registrato durante la pandemia. In questo contesto, molti analisti e lavoratori temono che un’automazione così spinta dei processi creativi possa portare a una nuova ondata di perdite di posti di lavoro, colpendo grafici, programmatori e level designer. Nonostante un sondaggio di Google indichi che quasi il 90% degli sviluppatori utilizzi già in qualche forma agenti di intelligenza artificiale per ottimizzare il proprio flusso di lavoro, il passaggio da semplice strumento di supporto a generatore autonomo di mondi rappresenta un salto di paradigma che divide l’industria.

Di Fantasy