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In vista dei Grammy Awards 2026, IBM ha annunciato il lancio di GRAMMY IQ, una nuova soluzione digitale pensata per rafforzare il coinvolgimento dei fan attraverso l’intelligenza artificiale. L’iniziativa si inserisce in una collaborazione ormai consolidata: IBM è infatti partner ufficiale dei Grammy Awards per l’AI e il cloud da circa dieci anni, un rapporto che negli anni ha accompagnato l’evoluzione tecnologica di uno degli eventi musicali più iconici al mondo.

GRAMMY IQ nasce come esperienza interattiva basata su agenti di intelligenza artificiale e si fonda sull’enorme patrimonio di dati musicali della Recording Academy. L’idea è quella di rendere accessibile e coinvolgente la storia dei Grammy, attraversando generi, epoche e artisti, non con un approccio enciclopedico tradizionale, ma attraverso un formato dinamico e partecipativo. Gli appassionati di musica possono mettersi alla prova con quiz intelligenti che non si limitano a chiedere una risposta, ma accompagnano l’utente con suggerimenti, contesto e spiegazioni, trasformando la curiosità in conoscenza.

Il servizio è disponibile online e, pur non essendo accessibile in alcuni Paesi come la Corea, è pensato per raggiungere un pubblico globale. GRAMMY IQ è integrato direttamente nei canali digitali dei Grammy Awards, dove gli assistenti AI sono progettati per favorire un’interazione naturale e continua. Non si tratta solo di rispondere a domande, ma di entrare in un dialogo che stimola la partecipazione quotidiana, grazie anche a classifiche, elementi legati agli eventi e meccanismi di condivisione sui social che rafforzano il senso di comunità attorno al brand Grammy.

Dal punto di vista tecnologico, il cuore della piattaforma è rappresentato da Watsonx, l’ecosistema di intelligenza artificiale di IBM pensato per applicazioni enterprise e creative. In particolare, GRAMMY IQ utilizza il Large Language Model Granite 3.0, sviluppato internamente da IBM per garantire affidabilità, controllo e qualità dei contenuti generati. Questo modello lavora sui dati storici accumulati dalla Recording Academy per creare domande pertinenti, suggerimenti contestuali e spiegazioni accurate delle risposte corrette, mantenendo un equilibrio tra intrattenimento e rigore informativo.

L’aspetto interessante di questa iniziativa è il modo in cui l’intelligenza artificiale viene messa al servizio della cultura musicale. Non si limita a fornire risposte automatiche, ma diventa uno strumento di narrazione, capace di collegare artisti, premi e momenti storici in un racconto coerente e personalizzato. In questo senso, GRAMMY IQ rappresenta un esempio concreto di come l’AI possa arricchire l’esperienza dei fan senza sostituire il valore umano della musica, ma amplificandone la fruizione e la comprensione.

Secondo Jonathan Adashek, vicepresidente senior di IBM Marketing and Communications, questa collaborazione offrirà un’esperienza digitale più personalizzata e coinvolgente non solo per gli appassionati di musica, ma anche per i membri della Recording Academy in tutto il mondo. Le sue parole sottolineano una visione più ampia, in cui l’intelligenza artificiale diventa un ponte tra istituzioni culturali e pubblico, capace di rinnovare il modo in cui si vive un evento storico come i Grammy.

Di Fantasy