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Jacob Coxon, ricercatore di 27 anni che ha lavorato sui sistemi di pretraining prima in OpenAI e poi in Anthropic, ha lasciato Anthropic il 9 settembre 2026 criticando apertamente il comportamento delle principali aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata. In un messaggio pubblicato su X, Coxon ha affermato che né OpenAI né Anthropic starebbero agendo in modo responsabile e che entrambe sarebbero impegnate in una corsa verso sistemi di superintelligenza capaci di auto-migliorarsi, assumendo rischi che considera potenzialmente esistenziali. Il post ha superato 170 milioni di visualizzazioni, trasformando in pochi giorni le dimissioni del ricercatore in uno dei casi più discussi nel settore della sicurezza dell’AI.

Coxon ha spiegato al New York Times di non essersi aspettato una reazione di queste dimensioni. Ha raccontato di non essere abituato a pubblicare sui social media e di aver inizialmente pensato di lasciare l’azienda in modo discreto, decidendo solo all’ultimo momento di accompagnare le dimissioni con un breve messaggio pubblico. La diffusione del post ha però cambiato rapidamente il suo profilo professionale, portandolo al centro dell’attenzione mediatica e del dibattito sulla gestione dei rischi legati allo sviluppo dei sistemi di AI più avanzati.

Diversi osservatori ritengono che la scelta possa rappresentare un punto di svolta nella sua carriera. Lawrence Rosenberg, specialista della comunicazione nel settore AI, ha sottolineato che Coxon potrebbe aver rinunciato a una retribuzione molto elevata, ma avrebbe allo stesso tempo costruito un’identità professionale fortemente associata alla sicurezza e alla responsabilità nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo questa lettura, la combinazione tra esperienza tecnica maturata in OpenAI e Anthropic e una posizione pubblica molto netta potrebbe renderlo particolarmente interessante per organizzazioni di ricerca, istituzioni o nuove iniziative focalizzate sulla sicurezza dei sistemi avanzati. Allo stesso tempo, è stato osservato che eventuali tentativi di assumerlo potrebbero essere utilizzati dalle aziende anche come operazioni di immagine o di cosiddetto “ethics washing”.

Kelly Gauthier, della società di headhunting Hire, ha indicato anche la possibilità che Coxon scelga di avviare una propria iniziativa, individuando come problema centrale la difficoltà di conciliare crescita tecnologica e sicurezza. Il suo percorso viene accostato a quello di altre figure che hanno lasciato grandi aziende tecnologiche dopo aver espresso posizioni critiche sui rischi dell’AI, tra cui Timnit Gebru dopo l’uscita da Google e Leopold Aschenbrenner dopo l’esperienza in OpenAI. Tra le opzioni possibili rientrano quindi l’ingresso in un’organizzazione di ricerca non profit, la creazione di una nuova società oppure il proseguimento di attività indipendenti nel campo della sicurezza dell’intelligenza artificiale.

Dopo le dimissioni, Coxon ha iniziato a partecipare a numerose interviste. In interventi per The Daily e Axios ha sostenuto che alcuni dirigenti delle aziende AI riconoscerebbero privatamente i rischi associati alla superintelligenza, continuando però pubblicamente a sostenere una corsa allo sviluppo sempre più rapida. Ha inoltre partecipato a trasmissioni e interviste su CNN, Fox News e NBC News, dove ha parlato dei rischi legati a sistemi AI autonomi e della necessità di un maggiore intervento normativo da parte dei governi.

La forte esposizione pubblica ha però generato anche reazioni critiche. Alcuni osservatori mettono in dubbio che una singola presa di posizione pubblica debba essere sufficiente a trasformare rapidamente un ricercatore in una figura di riferimento nel dibattito sulla sicurezza dell’AI e sottolineano il rischio che la critica alle grandi aziende tecnologiche venga a sua volta trasformata in uno strumento di personal branding o di crescita professionale. Il caso Coxon mostra quindi come una scelta inizialmente presentata come dimissione per ragioni di responsabilità e sicurezza sia diventata, nel giro di pochi giorni, anche un elemento centrale nella costruzione della sua nuova identità pubblica nel settore dell’intelligenza artificiale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy