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KAIST presenterà il 18 agosto 2026 AI-LOVI, AI Loneliness Vital Index, un nuovo sistema di misurazione della solitudine che combina intelligenza artificiale, analisi di voce e testo, biosensing e tecnologie wearable. Il framework verrà discusso durante la Global Conference on Loneliness in the Age of AI, organizzata presso il campus di Daejeon con la partecipazione di esperti provenienti, tra gli altri, da OECD, Organizzazione Mondiale della Sanità, Regno Unito, Giappone, Thailandia e Germania. L’obiettivo è costruire una metodologia in grado di affiancare alle valutazioni soggettive della solitudine segnali osservabili attraverso differenti fonti di dati e predisporre successivamente un percorso di validazione internazionale.

AI-LOVI è strutturato come un framework multimodale composto da tre indici complementari. Il Survey Loneliness Index, S-LI, raccoglie le valutazioni ottenute attraverso questionari; il Conversation Loneliness Index, C-LI, analizza elementi ricavabili dalle conversazioni attraverso voce e testo; il Bio Loneliness Index, B-LI, utilizza invece segnali fisiologici acquisibili tramite dispositivi wearable. La combinazione delle tre componenti dovrebbe permettere di osservare contemporaneamente l’esperienza dichiarata dalla persona e una serie di segnali comportamentali e biologici, superando la dipendenza esclusiva dai questionari autocompilati utilizzati tradizionalmente per misurare la solitudine.

Il progetto prevede di studiare come integrare l’analisi di voce e testo e i segnali biometrici raccolti tramite wearable con le scale già utilizzate per valutare solitudine e salute mentale. La ricerca dovrà inoltre verificare quanto le caratteristiche rilevate cambino in funzione della lingua, della cultura e dell’età e definire protocolli utilizzabili in più Paesi. Una parte specifica del lavoro riguarderà la protezione dei dati personali e gli aspetti etici legati all’elaborazione di informazioni particolarmente sensibili, soprattutto quando vengono combinati contenuti conversazionali, valutazioni psicologiche e parametri fisiologici.

KAIST precisa che AI-LOVI non viene sviluppato come uno strumento diagnostico e non è pensato per consentire a un sistema di intelligenza artificiale di stabilire automaticamente se una persona sia sola o di classificarne autonomamente il livello di solitudine. Il framework dovrà mantenere al centro l’esperienza individuale, l’autovalutazione e il giudizio dei professionisti, utilizzando i segnali ottenuti tramite AI e sensori come elementi complementari. L’impostazione prevista è quindi quella di una tecnologia di supporto alla ricerca e alla cura centrata sulla persona, non di un sistema automatico destinato a sostituire la valutazione umana.

Per sviluppare e validare il sistema, KAIST intende creare una rete internazionale di ricerca. Durante la conferenza saranno analizzati possibili percorsi sperimentali in Corea del Sud, Giappone, Thailandia e Germania e verranno discusse la selezione dei Paesi pilota, l’individuazione delle organizzazioni partner e la costruzione di protocolli di ricerca multilingue e multiculturali. Tra i partecipanti figurano rappresentanti del Centre on Well-Being, Inclusion, Sustainability and Equal Opportunity dell’OECD e della divisione Ageing and Health dell’OMS, oltre a ricercatori di KAIST, Università di Oxford, Università di Tokyo, Mahidol University e Max Planck Institute.

Sul piano scientifico, i lavori comprenderanno temi come l’impiego di AI affidabile nell’analisi della solitudine, la misurazione multimodale tramite dispositivi indossabili, l’evoluzione delle relazioni sociali in popolazioni sempre più anziane e la possibilità di costruire indicatori comparabili tra Paesi differenti. Il programma coinvolge inoltre competenze provenienti da neuroscienze cognitive, analisi dei dati, tecnologie wearable, salute pubblica e politiche sociali, proprio perché la definizione di un indice multimodale richiede di collegare segnali molto diversi senza ridurre la solitudine a una singola variabile misurata automaticamente.

L’iniziativa è coordinata dal KAIST Center for Science Diplomacy e sostenuta dalla Presidential Committee on Aging Society and Population Policy della Corea del Sud, dal Ministero della Salute e del Welfare e dal Korea National Council on Social Welfare. Alla base del progetto vi sono fenomeni come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle famiglie composte da una sola persona e la trasformazione digitale delle relazioni sociali, affrontati attraverso un programma che combina ricerca tecnologica, sanità pubblica, politiche sociali e cooperazione internazionale.

Durante l’incontro verrà inoltre proposta la Daejeon Declaration on Loneliness in the Age of AI, che definirà alcuni principi per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in questo ambito. La dichiarazione considera la solitudine non soltanto come una condizione individuale o temporanea, ma come un fenomeno con conseguenze sulla salute pubblica, sulla coesione sociale e sulla dignità della persona. I quattro principi previsti sono priorità dell’essere umano, misurazione multimodale, utilizzo della scienza per rafforzare le connessioni sociali e validazione globale. L’AI viene quindi concepita come uno strumento per individuare più precocemente possibili segnali di solitudine e favorire il collegamento con persone e comunità, senza sostituire le relazioni umane o i sistemi di assistenza.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy