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Al Museo Civico di Montebelluna l’intelligenza artificiale è entrata direttamente nei percorsi espositivi attraverso chatbot sviluppati dagli studenti degli istituti superiori del territorio per accompagnare i visitatori nella scoperta delle collezioni archeologiche e naturalistiche. Il progetto è stato presentato durante la Notte Europea dei Musei e ha coinvolto circa 400 visitatori, trasformando il museo in uno spazio sperimentale dedicato all’interazione tra patrimonio culturale, tecnologie digitali e linguaggi educativi innovativi.

L’iniziativa è stata realizzata dagli studenti degli istituti Einaudi-Scarpa e Primo Levi nell’ambito del programma europeo Interreg Italia-Austria “EMY”, un progetto dal valore complessivo superiore a 880 mila euro che vede il Comune di Montebelluna tra i partner principali. I ragazzi hanno sviluppato percorsi culturali basati su intelligenza artificiale, installazioni sonore e strumenti narrativi digitali progettati per rendere più accessibile e coinvolgente la visita alle collezioni del museo.

Uno dei progetti principali è “suonIArcheo”, un assistente virtuale interattivo costruito per guidare il pubblico tra i reperti archeologici attraverso conversazioni digitali e contenuti contestuali generati tramite chatbot AI. Il sistema permette ai visitatori di ricevere spiegazioni sui reperti, approfondimenti storici e informazioni aggiuntive in modo dinamico, simulando un dialogo diretto con il museo. Parallelamente il progetto “Science Sound Chatbot” ha integrato intelligenza artificiale ed effetti sonori per creare un’esperienza immersiva legata alle sezioni scientifiche e naturalistiche delle collezioni.

Dal punto di vista tecnologico, i chatbot museali appartengono alla nuova generazione di sistemi AI conversazionali basati su modelli linguistici capaci di interpretare domande formulate in linguaggio naturale e generare risposte contestuali in tempo reale. Applicazioni di questo tipo vengono sempre più utilizzate nel settore culturale per migliorare accessibilità, personalizzazione delle visite e interazione con il pubblico, soprattutto nei musei che vogliono ampliare la fruizione digitale del patrimonio esposto.

L’esperienza sviluppata a Montebelluna si inserisce infatti in una tendenza più ampia che vede numerosi musei italiani sperimentare assistenti virtuali AI, guide interattive e sistemi conversazionali integrati nelle esposizioni permanenti. Negli ultimi anni sono stati avviati progetti basati su chatbot intelligenti in diversi contesti culturali italiani, dai musei archeologici ai parchi storici, con l’obiettivo di creare percorsi personalizzati e alleggerire parte delle attività informative tradizionalmente svolte dal personale.

Nel caso del Museo Civico di Montebelluna, il progetto assume anche una forte valenza educativa perché coinvolge direttamente studenti e scuole nella progettazione di strumenti digitali applicati alla valorizzazione culturale. Le applicazioni AI non vengono utilizzate soltanto come supporto tecnologico, ma come strumenti per reinterpretare il patrimonio storico e costruire nuove modalità di comunicazione tra istituzioni culturali e pubblico giovane.

Di Fantasy