Multilogin ha rilasciato un agente open source che consente ai sistemi di intelligenza artificiale di operare direttamente su dispositivi Android ospitati nel cloud e di gestire attività all’interno delle applicazioni mobili. Il progetto collega un agente AI a un cloud phone Android Multilogin e gli permette di visualizzare lo schermo, toccare elementi dell’interfaccia, digitare testo, completare operazioni e salvare i risultati. Il sistema è compatibile con Claude Code, Cursor, OpenClaw e con altri agenti in grado di eseguire comandi shell e interpretare screenshot.
La soluzione nasce per estendere l’automazione AI ai flussi di lavoro che non possono essere gestiti attraverso normali profili browser. Una parte crescente delle attività sui social network viene infatti svolta direttamente nelle applicazioni mobili native e strumenti basati esclusivamente sul browser non possono eseguire le app Android. I cloud phone di Multilogin forniscono invece agli agenti un ambiente Android completo nel quale possono essere utilizzate applicazioni come TikTok, Instagram, Facebook e X. Ogni cloud phone costituisce un dispositivo separato, con propri parametri hardware e software, applicazioni installate e dati persistenti delle app.
Il collegamento tra l’agente AI e il dispositivo virtualizzato avviene attraverso ADB, Android Debug Bridge, l’interfaccia standard utilizzata dagli sviluppatori Android per il debugging e il controllo dei dispositivi. Il processo parte selezionando un cloud phone, attendendo che il dispositivo sia pronto e attivando successivamente la connessione ADB. L’agente può quindi acquisire uno screenshot dell’interfaccia, interpretarne il contenuto, decidere l’azione successiva ed eseguire operazioni come tap, inserimento di testo e verifica del risultato ottenuto.
Il funzionamento è quindi basato su un ciclo di osservazione e azione. L’agente legge ciò che compare sul display, individua il passaggio necessario per proseguire e interagisce con l’interfaccia Android come farebbe un operatore. Una volta terminata l’attività, oppure in presenza di un errore, il sistema arresta il cloud phone e conserva i log dell’esecuzione. Questa gestione permette di evitare che i dispositivi rimangano attivi inutilmente durante lo sviluppo e il test di workflow mobili assistiti dall’intelligenza artificiale.
L’agente non è vincolato a un particolare modello AI. Può essere utilizzato con qualsiasi sistema capace di eseguire comandi shell e analizzare input visivi ottenuti dagli screenshot, compresi Claude Code, OpenClaw, Cursor e agenti sviluppati internamente. Multilogin indica inoltre la compatibilità con ChatGPT/Codex, permettendo di utilizzare strumenti già disponibili senza dover costruire da zero l’intera infrastruttura dell’agente. Il progetto comprende anche le istruzioni necessarie per configurare il collegamento con il cloud phone.
La soluzione è rivolta in particolare a marketer, agenzie, creator e team che vogliono affidare a un assistente AI attività ripetitive svolte all’interno delle applicazioni Android. Una volta configurato il sistema, l’agente può avviare il dispositivo cloud, osservare ciò che viene visualizzato, completare il compito assegnato e salvare il risultato dell’operazione. La differenza rispetto alle automazioni social tradizionalmente eseguite attraverso browser risiede quindi nell’accesso diretto all’ambiente mobile e alle applicazioni native, mantenendo separati i singoli dispositivi Android e i rispettivi dati persistenti.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
