Oracle ha chiuso l’esercizio fiscale 2026 con 141.000 dipendenti a tempo pieno, contro i circa 162.000 registrati al 31 maggio 2025. La riduzione è pari a circa 21.000 persone, ovvero il 13% della forza lavoro globale, ed è emersa dal rapporto annuale depositato dalla società.
L’azienda collega gli interventi di riorganizzazione a più fattori: cambiamenti nel management, modifiche al portafoglio prodotti, revisione delle priorità strategiche, integrazione di acquisizioni e risultati operativi. La contrazione dell’organico arriva però mentre Oracle accelera la trasformazione da fornitore di database e software enterprise a gestore di infrastrutture cloud ad alta intensità di capitale, destinate in particolare a training e inferenza di modelli AI.
Nel corso dell’esercizio fiscale 2026, Oracle ha sostenuto 1,84 miliardi di dollari in indennità di uscita e altri costi collegati alle ristrutturazioni. Nell’esercizio precedente la stessa voce era pari a 374 milioni di dollari: l’aumento supera quindi quattro volte il livello del 2025 e segnala che la riorganizzazione ha coinvolto sia uscite di personale sia modifiche più ampie alla struttura operativa.
Il ridimensionamento si inserisce nella crescita di Oracle Cloud Infrastructure, la divisione OCI che ospita servizi cloud, database gestiti, GPU e cluster destinati a carichi AI. Nell’esercizio fiscale 2026 i ricavi cloud complessivi di Oracle hanno raggiunto 34 miliardi di dollari, in aumento del 39%, mentre i ricavi della sola infrastruttura cloud sono saliti del 77% a 18,1 miliardi. Nel quarto trimestre fiscale, OCI è cresciuta del 93% su base annua.
La crescita dell’infrastruttura AI richiede però investimenti molto diversi da quelli necessari per vendere licenze software o servizi SaaS. Per costruire data center destinati a GPU, sistemi di rete ad alta velocità, storage distribuito e raffreddamento ad alta densità, Oracle deve sostenere costi iniziali elevati prima che la capacità venga pienamente utilizzata dai clienti. Nel 2026 la società ha registrato investimenti in conto capitale per circa 55,7 miliardi di dollari, superiori alla precedente previsione di 50 miliardi.
Per l’esercizio fiscale 2027 Oracle prevede investimenti lordi fino a 95 miliardi di dollari. La società stima che una parte compresa tra 20 e 25 miliardi possa essere rimborsata dai clienti, lasciando una spesa netta prevista di circa 70 miliardi. Il piano è collegato soprattutto alla costruzione di data center e capacità cloud per contratti AI di grande scala, inclusi gli accordi con OpenAI e Meta.
Oracle ha dichiarato che la crescita degli obblighi contrattuali residui, cioè i ricavi già impegnati dai clienti ma non ancora contabilizzati, ha raggiunto 638 miliardi di dollari alla fine dell’esercizio fiscale 2026. L’aumento è stato trainato in larga parte da contratti AI su larga scala, nei quali alcuni clienti acquistano direttamente GPU oppure anticipano a Oracle il capitale necessario per acquisirle. Secondo la società, questi accordi riducono la quantità di finanziamenti che Oracle deve raccogliere autonomamente per installare nuova capacità.
La costruzione dell’infrastruttura rimane comunque molto onerosa. Nel 2026 Oracle ha raccolto 43 miliardi di dollari tramite debito e altri 5 miliardi attraverso capitale proprio. Per l’esercizio fiscale 2027 prevede ulteriori raccolte per circa 40 miliardi di dollari, inclusa un’emissione azionaria at-the-market fino a 20 miliardi. Il ricorso a debito ed equity distingue Oracle da concorrenti come Microsoft, Amazon e Google, che dispongono di flussi di cassa operativi più elevati e possono finanziare una quota maggiore degli investimenti con risorse interne.
La riduzione del personale e l’espansione dei data center fanno quindi parte della stessa trasformazione operativa. Oracle sta comprimendo costi e attività meno centrali mentre concentra capitale, capacità di finanziamento e gestione tecnica sulla crescita di OCI e sui contratti AI ad alta intensità di GPU. Il risultato è un modello con maggiori esigenze finanziarie, margini potenzialmente più esposti nel breve periodo e una dipendenza crescente dalla capacità di trasformare gli impegni contrattuali AI in ricavi effettivi.
