Immagine AI

Un Reel generato con l’intelligenza artificiale ha raggiunto quasi 700 milioni di visualizzazioni su Instagram nell’arco di 48 ore, diventando uno dei contenuti più visti sulla piattaforma. Il filmato è stato pubblicato dall’account WonderfulWorldAI, denominato anche Digital Realities, e mostra una troupe cinematografica impegnata a riprendere la distruzione di una riproduzione in miniatura di Miami, travolta da una grande onda all’interno di un presunto set. La scena è costruita per assomigliare a un video dietro le quinte di una produzione ad alto budget, con operatori, telecamere, gru cinematografiche, edifici in scala e una vasca utilizzata per simulare l’inondazione.

La descrizione che accompagna il Reel afferma inizialmente che non sarebbero stati utilizzati effetti in CGI o tecniche di compositing, presentando la scena come il risultato di una Miami costruita a mano, di una vasca capace di produrre un’onda alta circa dodici metri, di mesi di lavoro e di una sola ripresa. Soltanto più avanti viene chiarito che il filmato è stato prodotto con l’intelligenza artificiale. Il contenuto svolge inoltre una funzione promozionale per Higgsfield, piattaforma specializzata nella generazione e nella produzione di video AI.

La sequenza utilizza quindi la struttura visiva tipica dei filmati che mostrano la realizzazione pratica di effetti speciali, pur non documentando un set realmente esistente. La presenza della troupe, delle attrezzature e della città in miniatura non serve soltanto a rendere spettacolare il risultato, ma anche a costruire una spiegazione plausibile delle immagini. Il pubblico può interpretare inizialmente il Reel come la registrazione di un effetto realizzato fisicamente, prima di leggere la parte della descrizione che ne dichiara l’origine sintetica.

Instagram ha applicato al contenuto una piccola indicazione “AI info”, posizionata nella parte superiore sinistra del video. L’etichetta, tuttavia, non risulta costantemente visibile durante la riproduzione e può scomparire in alcuni momenti. La segnalazione dell’origine artificiale è quindi meno evidente rispetto alla scena e alla prima parte della descrizione, che insistono invece sull’assenza di effetti digitali. Questa disposizione delle informazioni ha contribuito alla diffusione del filmato e alle contestazioni sulla chiarezza con cui i contenuti sintetici vengono presentati agli utenti.

I numeri raggiunti risultano particolarmente elevati anche rispetto ai normali contenuti pubblicati da grandi creator. Secondo il ricercatore di materiali sintetici Jeremy Carrasco, il video avrebbe ottenuto più visualizzazioni di qualsiasi autentico filmato dietro le quinte e avrebbe superato anche tutti i Reel pubblicati su Instagram da MrBeast. Al momento delle prime rilevazioni, con circa 625 milioni di visualizzazioni, era già considerato probabilmente uno dei venti Reel più visti nella storia della piattaforma.

Carrasco ha collegato la crescita del filmato al funzionamento dei sistemi di raccomandazione, osservando che un contenuto capace di generare sorpresa, confusione, contestazioni e commenti può ottenere un’elevata distribuzione anche quando presenta in maniera ambigua la propria natura. La domanda riguarda soprattutto la possibilità che i video sintetici riescano a ottimizzare più facilmente le caratteristiche premiate dall’algoritmo, producendo scene progettate appositamente per attirare l’attenzione e favorire reazioni immediate. Nel caso del Reel su Miami, anche i commenti degli utenti che contestavano l’inganno o chiedevano chiarimenti potevano aumentare i segnali di interazione associati al contenuto.

La piattaforma non ha indicato pubblicamente se la diffusione sia stata sostenuta da campagne pubblicitarie, promozioni a pagamento o esclusivamente dalle raccomandazioni automatiche. Il dato delle visualizzazioni, da solo, non permette quindi di stabilire con precisione quante persone abbiano scelto volontariamente il video, quante lo abbiano ricevuto nel proprio feed e quante lo abbiano guardato più volte. Il risultato mostra comunque la capacità di un singolo contenuto generato artificialmente di raggiungere in tempi molto brevi un pubblico paragonabile o superiore a quello dei più grandi creator internazionali.

Il responsabile di Instagram, Adam Mosseri, ha dichiarato di non ritenere opportuno escludere o filtrare automaticamente i contenuti realizzati con l’intelligenza artificiale. La posizione espressa prevede invece che l’origine sintetica venga comunicata chiaramente, lasciando agli utenti la possibilità di scegliere come valutarli. Il caso del video su Miami mette però in evidenza la differenza tra la semplice presenza tecnica di un’etichetta e la sua effettiva capacità di evitare equivoci, soprattutto quando titolo, immagini e descrizione iniziale suggeriscono una realizzazione fisica.

Il Reel non contiene una falsa documentazione di un disastro realmente avvenuto, ma rappresenta una scena immaginaria realizzata con finalità spettacolari e promozionali. La principale criticità riguarda il modo in cui la produzione sintetica viene raccontata: il filmato imita un vero dietro le quinte, ne utilizza il linguaggio visivo e dichiara inizialmente l’assenza di CGI, mentre l’informazione sull’impiego dell’intelligenza artificiale viene collocata in una posizione meno immediata. In questa configurazione, l’ambiguità non è un effetto secondario della tecnologia, ma una componente centrale del contenuto e della sua capacità di attirare visualizzazioni.

Di Fantasy