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Salesforce e Google Cloud hanno ampliato la loro partnership strategica annunciando a Dreamforce 2026 l’esecuzione dell’infrastruttura Hyperforce direttamente su Google Cloud, con l’avvio della migrazione di alcuni clienti statunitensi nel quarto trimestre del 2026. Hyperforce su Google Cloud sta già gestendo traffico di produzione e la disponibilità generale in Nord America è prevista per novembre 2026, seguita nel 2027 da un’estensione progressiva delle funzionalità e delle regioni supportate, compresa la Germania. Salesforce indica che l’esecuzione nativa di Hyperforce sull’infrastruttura Google Cloud manterrà gli stessi requisiti di sicurezza, conformità e resilienza applicati alla piattaforma, aggiungendo una maggiore scelta infrastrutturale per i clienti che utilizzano Salesforce su ambienti cloud ottimizzati anche per carichi AI.

L’espansione riguarda anche l’interoperabilità tra la piattaforma Salesforce e Gemini Enterprise. Google Cloud è tra i primi hyperscaler ad adottare l’architettura headless di Salesforce, che rende disponibili migliaia di capacità della piattaforma a modelli, agenti e interfacce esterne attraverso standard aperti come Model Context Protocol. In questo modo i dati e le funzioni Salesforce possono essere richiamati direttamente da Gemini Enterprise senza la necessità di realizzare integrazioni personalizzate per ogni caso d’uso. Tra le applicazioni indicate figurano il controllo dello stato della pipeline commerciale, la generazione di riepiloghi sugli account e il triage dei casi di assistenza, con operazioni estese anche a workflow relativi a vendite, servizio clienti, finanza e advertising.

L’integrazione si estende anche a Tableau attraverso Tableau MCP, consentendo agli agenti collegati a Gemini Enterprise di interrogare dati analitici continuando ad applicare governance, sicurezza a livello di riga e modelli semantici alle singole richieste. Parallelamente, i clienti comuni possono utilizzare i modelli Gemini direttamente all’interno di Agentforce per costruire agenti autonomi in grado di ragionare e compiere azioni sulle due piattaforme, mentre i modelli più recenti di Google restano disponibili anche per Prompt Builder e per il Reasoning Engine di Agentforce. Il Reasoning Engine di Agentforce con Gemini è già generalmente disponibile, il Salesforce Federated Connector for Gemini è in private preview con disponibilità generale prevista per la fine di ottobre 2026, mentre Agentforce Sales Agent per Gemini Enterprise è disponibile in beta tramite Google Cloud Marketplace.

Tra le aziende che stanno già utilizzando queste integrazioni figura SharkNinja, che combina le capacità multimodali e in tempo reale di Gemini Live con Agentforce per realizzare esperienze di assistenza legate all’intero ciclo di vita di un prodotto. Il sistema può partire dalla configurazione guidata iniziale e trasformarsi progressivamente in un assistente capace di aiutare l’utente nell’apprendimento delle funzioni, nella risoluzione dei problemi, nella scoperta di nuove possibilità di utilizzo e, quando necessario, nel collegamento con il supporto dell’azienda.

La collaborazione comprende inoltre una nuova integrazione tra Salesforce Commerce Cloud e le superfici Google. A partire dall’autunno 2026, i clienti potranno scoprire e acquistare prodotti direttamente attraverso Google Search, compresa AI Mode, e tramite l’app Gemini, con il processo commerciale gestito da Salesforce Commerce Cloud. I merchant possono trasferire i cataloghi verso Google Merchant Center attraverso un’integrazione nativa dei feed e un’interfaccia di mapping dei campi disponibile in Business Manager; questa componente relativa al catalogo risulta già generalmente disponibile.

Il checkout utilizza Universal Commerce Protocol, che permette di completare l’intero processo di acquisto direttamente sulle interfacce Google mantenendo però pagamenti, conformità e gestione degli ordini sull’infrastruttura commerciale già in uso dal merchant. La disponibilità generale dell’integrazione UCP è prevista per ottobre 2026. Anche SharkNinja sta utilizzando questa impostazione per rendere i propri prodotti acquistabili dalle superfici Google senza spostare fuori da Commerce Cloud le funzioni relative a pagamento e order management.

L’espansione interessa infine Data 360 e BigQuery. Le due piattaforme supportano già la condivisione dei dati Zero Copy, che consente di interrogare e condividere informazioni senza duplicare fisicamente i dataset tra i due ambienti. Salesforce e Google Cloud stanno estendendo questa funzionalità a ulteriori regioni, introducendo il supporto agli standard aperti Iceberg REST Catalog e a Private Connect. La nuova espansione di Zero Copy è prevista in disponibilità generale nell’autunno 2026, mentre le due aziende stanno valutando anche forme di condivisione bidirezionale delle informazioni semantiche. Questa attività prosegue il lavoro annunciato nell’ottobre 2025, quando erano state integrate in Salesforce le capacità dei modelli Gemini per l’Atlas Reasoning Engine, Agentforce 360 con Google Workspace e la Real-Time Search API di Slack con Gemini Enterprise.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy