La Fondazione Montagna Sicura sta sviluppando in Valle d’Aosta un sistema avanzato di previsione del pericolo valanghe attraverso The Chain Project, un’iniziativa avviata nel 2024 e finanziata nell’ambito del Programma regionale FESR 2021-2027, destinata a integrare modelli fisici di simulazione del manto nevoso, informazioni meteorologiche e tecniche di intelligenza artificiale. Il progetto nasce dall’esigenza di estendere le valutazioni nivologiche a un numero maggiore di località e di rendere più sistematica l’analisi delle condizioni che possono determinare instabilità e distacco delle masse nevose. L’attività comprende lo sviluppo di strumenti capaci di stimare l’evoluzione delle caratteristiche del manto nevoso, individuare condizioni favorevoli alla formazione di valanghe e supportare le decisioni relative alla gestione del territorio e delle infrastrutture esposte. Uno dei risultati già raggiunti riguarda l’acquisizione, da parte dei tecnici della Fondazione Montagna Sicura, delle competenze necessarie per gestire autonomamente il processo di elaborazione, dalle simulazioni iniziali fino all’interpretazione dei risultati previsionali. L’organizzazione può quindi eseguire direttamente le procedure di calcolo, aggiornare le analisi e applicare gli strumenti sviluppati a un insieme più esteso di punti territoriali. La collaborazione scientifica coinvolge anche il WSL Institute for Snow and Avalanche Research, SLF, di Davos, istituto specializzato nello studio della neve e dei fenomeni valanghivi. Le attività di sviluppo e verifica proseguiranno fino al 2028.
La componente di modellazione fisica utilizza SNOWPACK, un sistema numerico progettato per simulare l’evoluzione della struttura del manto nevoso e delle sue proprietà nel tempo. Le simulazioni vengono alimentate attraverso informazioni meteorologiche e nivologiche provenienti da fonti differenti, tra cui le stazioni meteorologiche automatiche AWS, i dati del modello meteorologico ICON, il sistema S3M e il dataset di rianalisi climatica CERRA. I risultati sono confrontati con i profili nivologici rilevati direttamente sul territorio secondo le procedure utilizzate nell’ambito della rete AINEVA, consentendo di verificare la corrispondenza tra le condizioni simulate e quelle osservate sul terreno. Attraverso questa integrazione è possibile ricostruire le trasformazioni del manto nevoso in relazione alla temperatura, alle precipitazioni e alle condizioni meteorologiche precedenti, ottenendo informazioni utili per l’individuazione di strati potenzialmente instabili. L’intelligenza artificiale viene impiegata per sviluppare procedure oggettive di interpretazione dei dati e supportare la valutazione delle differenti problematiche valanghive. Le applicazioni previste comprendono l’analisi delle valanghe di neve asciutta, la stima della probabilità di eventi di neve umida e l’individuazione di condizioni di instabilità del manto. Il sistema è inoltre destinato a contribuire alla valutazione del possibile interessamento delle infrastrutture stradali, attraverso l’analisi dei fattori che influenzano il distacco e la propagazione dei fenomeni.
Una parte del progetto è dedicata alla trasformazione dei risultati scientifici in prodotti operativi utilizzabili dai tecnici previsori e dalle Commissioni Locali Valanghe. Le elaborazioni vengono organizzate per consentire la consultazione integrata attraverso la piattaforma Valle d’Aosta Outdoor GIS, VOG, che mette a disposizione rappresentazioni territoriali delle simulazioni e degli indicatori sviluppati. La piattaforma consente di collegare le informazioni previsionali alle caratteristiche geografiche delle aree monitorate e di supportare l’analisi dei possibili effetti sulle infrastrutture. Il programma comprende inoltre attività di validazione sul campo, svolte anche in sinergia con il progetto RESIL-AV, per confrontare gli strumenti computazionali con le condizioni effettivamente rilevate e individuare eventuali miglioramenti necessari. L’impostazione integra quindi il monitoraggio tradizionale, le osservazioni degli specialisti, le simulazioni fisiche e i modelli di intelligenza artificiale all’interno dello stesso processo decisionale. Gli algoritmi non sostituiscono le valutazioni dei professionisti responsabili dei bollettini e delle decisioni di sicurezza, ma forniscono ulteriori elementi quantitativi per esaminare la stabilità del manto e la probabilità di sviluppo degli eventi.
Per favorire l’utilizzo operativo degli strumenti, la Fondazione Montagna Sicura ha programmato specifiche attività formative rivolte ai tecnici e agli operatori del territorio. Il 4 novembre 2026 è previsto ad Aosta un aggiornamento delle Commissioni Locali Valanghe, durante il quale i partecipanti potranno esaminare casi applicativi e sperimentare le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale sviluppate dal progetto. Il 5 novembre è invece programmata ad Arvier una giornata di formazione tecnica dedicata alla modellazione SNOWPACK, all’integrazione delle diverse fonti di dati, all’interpretazione degli indicatori di pericolo e all’utilizzo della piattaforma VOG. Le attività permetteranno ai tecnici di valutare l’efficacia degli strumenti nei procedimenti operativi e di raccogliere indicazioni per i successivi sviluppi. The Chain Project introduce così un modello di previsione valanghiva fondato sulla combinazione di osservazioni dirette, simulazioni numeriche e apprendimento automatico, con l’obiettivo di aumentare la copertura territoriale delle analisi e fornire informazioni più articolate per la gestione del rischio nelle aree montane della Valle d’Aosta.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
