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Un avatar basato sull’intelligenza artificiale, capace di comprendere e produrre la lingua dei segni italiana e di supportare la comunicazione nella lingua dei segni internazionale, è stato presentato al Parlamento europeo di Bruxelles. Il sistema è stato sviluppato da ViveIT, società appartenente a Vection Technologies, con l’obiettivo di rendere più accessibili i servizi digitali e le informazioni rivolte alle persone sorde.

La dimostrazione si è svolta durante la conferenza internazionale “Intelligenza artificiale per l’accessibilità: dall’innovazione allo standard europeo”, organizzata il 14 luglio presso il Parlamento europeo. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, organizzazioni scientifiche, imprese e associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità. L’evento è stato promosso dagli eurodeputati italiani Pietro Fiocchi, vicepresidente della commissione parlamentare per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, e Chiara Gemma, componente dell’Intergruppo parlamentare sulla disabilità. Alla sessione di apertura hanno partecipato anche Alessandro Chiocchetti, segretario generale del Parlamento europeo, Alejandro Moledo del Río dello European Disability Forum e l’eurodeputato Francesco Torselli.

L’avatar di ViveIT è stato progettato come assistente digitale conversazionale. Il suo compito non è soltanto riprodurre una sequenza preregistrata di segni, ma comprendere domande differenti, elaborare le richieste dell’utente e produrre risposte visive adattate al contesto del servizio. Il sistema consente alle persone sorde di accedere alle informazioni attraverso una lingua visiva, senza dover dipendere esclusivamente da testi scritti, annunci vocali o dalla presenza immediata di personale udente. L’avatar può quindi essere integrato in sportelli digitali, chioschi informativi, applicazioni e siti web.

Le possibili applicazioni comprendono il trasporto pubblico, la pubblica amministrazione, i servizi di pubblica utilità, le comunicazioni di emergenza e tutti i contesti nei quali l’utente deve ottenere rapidamente indicazioni o completare una procedura. Una versione della tecnologia è già in fase di sperimentazione presso le biglietterie delle stazioni ferroviarie di Roma Termini e Milano Centrale. Il progetto è stato sviluppato da Trenitalia in collaborazione con l’Ente nazionale sordi.

Per costruire e addestrare il sistema sono stati coinvolti 30 utenti della lingua dei segni, che hanno contribuito alla realizzazione di circa 8.000 video. La partecipazione diretta delle persone sorde è fondamentale perché una lingua dei segni non è costituita soltanto dal movimento delle mani. Il significato dipende anche dalle espressioni del volto, dalla postura, dal ritmo dei gesti, dall’orientamento del corpo e dal contesto nel quale viene costruita la frase. Per ottenere una comunicazione comprensibile, l’avatar deve quindi coordinare numerosi elementi visivi e non limitarsi a tradurre singole parole.

Altre applicazioni della tecnologia sono state indicate presso l’aeroporto di Cagliari e Acquevenete. Nel settore idrico, un assistente accessibile può aiutare gli utenti a comprendere le bollette, ottenere informazioni sui servizi e orientarsi tra le procedure disponibili. Sono inoltre allo studio ulteriori utilizzi nelle pubbliche amministrazioni e nelle stesse istituzioni europee. L’obiettivo è trasformare singole sperimentazioni in soluzioni affidabili e replicabili, utilizzabili sia dagli enti pubblici sia dai fornitori privati di servizi.

Gli avatar basati sull’intelligenza artificiale possono rendere disponibili alcune informazioni anche quando non sono presenti interpreti o operatori specializzati. Nei luoghi molto frequentati, come le stazioni e gli aeroporti, possono inoltre fornire indicazioni di routine in modo continuo e uniforme. Il sistema non deve però essere considerato un sostituto automatico degli interpreti umani qualificati. Le lingue dei segni sono lingue naturali complete, dotate di una propria grammatica e di un contesto culturale specifico. La traduzione automatica può quindi produrre errori, soprattutto quando deve gestire informazioni legali, mediche, complesse o legate a situazioni di emergenza. L’utente deve poter riconoscere chiaramente di trovarsi davanti a un sistema automatizzato, chiedere l’intervento di una persona quando necessario e segnalare o contestare indicazioni inesatte. L’accessibilità non può infatti essere considerata raggiunta soltanto perché un avatar è tecnicamente in grado di generare alcuni segni.

Lo European Disability Forum ha riconosciuto le potenzialità dell’intelligenza artificiale per migliorare l’autonomia delle persone con disabilità, ma ha anche richiamato il rischio che sistemi progettati o testati in modo insufficiente possano creare nuove barriere. Le persone sorde e gli altri utenti destinatari devono essere coinvolti durante tutte le fasi di sviluppo, sperimentazione e valutazione. La partecipazione non dovrebbe quindi avvenire soltanto al termine della progettazione, quando le scelte tecniche e linguistiche principali sono già state definite.

Devono inoltre essere stabilite regole chiare sulla raccolta dei dati personali, sull’eventuale utilizzo di telecamere, sull’accuratezza delle traduzioni, sulla sicurezza informatica e sulle responsabilità in caso di informazioni errate o malfunzionamenti. La conferenza ha collegato il progetto anche all’entrata in vigore dei requisiti dell’European Accessibility Act. Dal giugno 2025 la normativa europea introduce obblighi comuni di accessibilità per prodotti e servizi come biglietterie, servizi bancari, comunicazioni elettroniche, siti web e applicazioni mobili. L’accessibilità assume quindi il ruolo di requisito da integrare fin dalle prime fasi di ricerca, progettazione e acquisto delle tecnologie, anziché di funzione aggiuntiva da applicare a un prodotto già completato.

Il passaggio dalle singole sperimentazioni a uno standard europeo richiederà criteri comuni di valutazione. Le istituzioni dovranno poter confrontare i sistemi, chiedere verifiche indipendenti ed evitare l’acquisto di prodotti che dichiarano elevate capacità senza garantire un accesso affidabile nelle condizioni reali. La valutazione non dovrà riguardare soltanto la capacità tecnica dell’avatar di eseguire i segni. Dovrà comprendere anche qualità linguistica, comprensibilità, accuratezza delle risposte, protezione della privacy, sicurezza, soddisfazione degli utenti e disponibilità di canali alternativi quando la comunicazione automatizzata non è sufficiente. L’avatar di ViveIT mostra come l’intelligenza artificiale possa essere applicata a un ostacolo concreto, rendendo più autonome le persone sorde nell’accesso ai servizi. La sua efficacia dipenderà però dalla capacità di integrare la tecnologia con il supporto umano, il coinvolgimento diretto degli utenti e standard europei in grado di proteggere qualità linguistica, sicurezza e dignità personale.

Di Fantasy