La startup di programmazione AI Replit ha presentato una nuova funzionalità che punta a cambiare radicalmente il modo in cui vengono sviluppate le applicazioni mobili: il cosiddetto Vibe Coding. Con questo approccio, gli utenti possono creare app per dispositivi Apple e arrivare fino alla pubblicazione sull’Apple App Store utilizzando esclusivamente istruzioni in linguaggio naturale, senza dover scrivere manualmente codice tradizionale.
L’annuncio è arrivato il 15 gennaio, quando Replit ha comunicato l’introduzione della funzione “Mobile apps on Replit”. L’obiettivo dichiarato è rendere possibile a creatori indipendenti e piccoli imprenditori la realizzazione di un’app realmente funzionante in pochi minuti, partendo da una semplice idea descritta a parole. Non si tratta di prototipi o mock-up, ma di applicazioni complete, pronte per essere testate, rifinite e pubblicate sullo store ufficiale di Apple dopo il processo di revisione.
Il funzionamento è volutamente semplice. L’utente descrive ciò che desidera ottenere, ad esempio chiedendo di creare un’app che monitori le prime dieci aziende quotate in borsa per capitalizzazione di mercato. A quel punto l’agente AI di Replit genera automaticamente l’interfaccia dell’app, costruisce la logica necessaria, prepara un ambiente di anteprima e consente di effettuare test immediati. Tutto avviene all’interno della piattaforma, riducendo drasticamente la distanza tra l’idea iniziale e un prodotto concreto.
Un aspetto particolarmente rilevante è l’integrazione nativa con Stripe, che permette di monetizzare le applicazioni fin dal primo momento. Questo dettaglio rende la proposta di Replit molto interessante per chi non vuole semplicemente sperimentare, ma intende creare rapidamente un prodotto commerciale, magari con abbonamenti o pagamenti in-app. La promessa dell’azienda è che la funzione sarà disponibile per la pubblicazione sull’App Store entro pochi giorni dal lancio, rendendo il ciclo di sviluppo estremamente rapido rispetto agli standard tradizionali.
Il motivo per cui questa novità sta attirando molta attenzione è la sua accessibilità. Gli strumenti di sviluppo classici, anche quelli più moderni, richiedono comunque competenze tecniche, familiarità con linguaggi di programmazione, framework e ambienti di build. Il Vibe Coding, invece, sposta il focus dall’implementazione tecnica alla descrizione dell’intento, rendendo lo sviluppo software più vicino a un processo creativo che a uno puramente ingegneristico. Questo abbassamento della soglia di ingresso potrebbe aprire il mondo delle app a una platea molto più ampia di utenti.
Questa mossa di Replit si inserisce in un contesto di mercato estremamente dinamico. In parallelo all’espansione del prodotto, l’azienda starebbe negoziando un nuovo round di finanziamento che potrebbe portare la sua valutazione intorno ai 9 miliardi di dollari, quasi triplicando il valore raggiunto nel round di settembre dello scorso anno, quando era stata valutata circa 3 miliardi. Un segnale chiaro di quanto gli investitori stiano puntando su questo nuovo paradigma di sviluppo software.
Il Vibe Coding, del resto, è uno dei trend più forti emersi dopo l’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. Strumenti come Claude Code, sviluppato da Anthropic, hanno contribuito in modo decisivo a creare questo mercato. Anthropic ha dichiarato di aver raggiunto un miliardo di dollari di fatturato ricorrente annuo già a dicembre, appena sei mesi dopo il lancio di Claude Code, un risultato che testimonia la velocità con cui queste soluzioni vengono adottate.
Anche altre aziende stanno beneficiando di questa ondata. Anysphere, sviluppatrice dell’editor Cursor, ha raccolto 2,3 miliardi di dollari a novembre, raggiungendo una valutazione superiore ai 29 miliardi. In Europa, Loveable si è affermata come uno dei protagonisti del coding basato su Vibe, con una valutazione recente di circa 6,6 miliardi di dollari. Tutti segnali di un mercato che sta crescendo rapidamente e che sta iniziando a mettere sotto pressione le software house tradizionali.
Non è un caso che alcuni indicatori finanziari riflettano questa tensione. L’iShares Extended Technology & Software ETF, che include aziende consolidate come Salesforce, Adobe e ServiceNow, ha registrato un calo significativo negli ultimi mesi, segno delle preoccupazioni degli investitori di fronte a un possibile cambiamento strutturale nel modo in cui il software viene progettato e prodotto.
Naturalmente, restano alcune questioni aperte. Le app create con Replit devono comunque superare il rigoroso processo di revisione di Apple, che resta un punto di controllo fondamentale per la qualità e la sicurezza. Apple afferma che circa il 90% delle app inviate viene esaminato entro 24 ore, ma questo non elimina la necessità di rispettare linee guida severe. Proprio la sicurezza rappresenta una delle sfide più delicate del Vibe Coding. Uno studio recente della startup di cybersecurity Tenzai ha evidenziato come molte app generate da agenti di programmazione AI, inclusi quelli di Replit e Claude Code, presentino vulnerabilità importanti, come la difficoltà nel prevenire attacchi brute-force o altre forme di abuso.
