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Il tema della violenza negli stadi di calcio ritorna al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale in Italia con riferimenti al crescente utilizzo di tecnologie avanzate per monitorare e reprimere i comportamenti più pericolosi. Secondo un articolo pubblicato da Il Secolo XIX il 16 gennaio 2026, il Governo italiano sta per varare un nuovo “Pacchetto Sicurezza” che include, tra le varie misure, l’introduzione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale e il riconoscimento biometrico per individuare con precisione i tifosi violenti.

Negli ultimi anni, il fenomeno della violenza legata al calcio ha rappresentato una ferita aperta per il sistema sportivo e per la società. In molte occasioni tifoserie organizzate, spesso raggruppate sotto l’etichetta di “ultras”, si sono scontrate tra loro o con le forze dell’ordine, causando feriti, disordini e, in casi estremi, gravi conseguenze per l’ordine pubblico. Il fenomeno è storicamente complesso e radicato anche in dinamiche sociali più ampie, ma resta incontrovertibile che episodi di aggressione e comportamenti antisociali associati alle tifoserie hanno sollevato preoccupazioni crescenti sulle misure di sicurezza e sulla possibilità di prevenire tali eventi.

Nel contesto attuale, la proposta di adottare tecnologie come il riconoscimento facciale “a posteriori” nei grandi impianti sportivi si inserisce proprio in questa cornice: non si tratterebbe di un controllo sistematico e preventivo di massa – che potrebbe confliggere con le normative europee sulla privacy – bensì di un utilizzo mirato di immagini e algoritmi per identificare dopo gli eventi i responsabili di reati commessi durante le partite. In pratica, le registrazioni video acquisite dalle telecamere di sorveglianza dentro e fuori dagli stadi verrebbero analizzate da sistemi di intelligenza artificiale in grado di riconoscere volti e movimenti associati a episodi violenti, consentendo alle forze dell’ordine di individuare e perseguire con maggiore efficacia chi ha violato la legge.

Questa innovazione tecnologica va di pari passo con un pacchetto di misure più ampio che il Governo intende approvare, comprendendo anche un rafforzamento dei poteri dei prefetti con la possibilità di istituire cosiddette “zone rosse”, cioè aree considerate ad alto rischio di illegalità dove particolari soggetti già segnalati per reati gravi potrebbero essere considerati “off limits”. Parallelamente, il piano di sicurezza prevede maggiori fondi per la videosorveglianza comunale e un coordinamento più stretto tra le diverse forze dell’ordine, così da monitorare anche i principali snodi dei flussi dei tifosi, come le linee ferroviarie e i trasporti pubblici che spesso diventano teatro di tensioni pre-partita.

Questa evoluzione normativa e tecnologica non è isolata: in passato, l’Italia ha adottato strumenti diversificati per contrastare la violenza negli stadi, come la famosa tessera del tifoso, concepita per identificare e monitorare i sostenitori in occasione delle trasferte allo stadio e per agevolare un clima di maggiore sicurezza, con risultati però giudicati “non risolutivi” da molti osservatori proprio per la persistenza di fenomeni di violenza e comportamenti antisociali.

L’introduzione dell’intelligenza artificiale per attività di identificazione post-evento dunque appare come un balzo verso un modello di sicurezza più proattivo e tecnologicamente evoluto, pur restando entro i limiti della legge e della protezione dei diritti individuali. Le autorità sperano che questa combinazione di tecnologia avanzata e strumenti normativi più rigidi possa portare a una riduzione significativa degli episodi di violenza legata al calcio e a garantire una maggiore serenità non solo per i tifosi “normali” e le loro famiglie, ma anche per le forze di pubblica sicurezza e per gli operatori sportivi, sempre più coinvolti nella gestione di situazioni potenzialmente pericolose.

Questa prospettiva tecnologica si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’IA nella gestione dei fenomeni sociali e nella sorveglianza pubblica, con tutte le implicazioni etiche e legali che una simile applicazione comporta. Tuttavia, in un Paese dove le tensioni tra tifoserie legate a rivalità calcistiche hanno spesso lasciato un segno profondo, affrontare la questione con strumenti innovativi potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro la violenza negli stadi e nel mondo del calcio.

Di Fantasy