Workday ha presentato una nuova piattaforma agentica chiamata “Sana”, progettata per trasformare l’interazione con i sistemi HR e finanziari aziendali attraverso un modello operativo completamente basato su AI conversazionale e orchestrazione automatizzata dei workflow. Il sistema è stato sviluppato come ambiente unificato nel quale dirigenti HR, CFO, manager e dipendenti possono interrogare dati aziendali, avviare processi operativi e collaborare con agenti AI direttamente tramite linguaggio naturale.

La piattaforma comprende diversi componenti integrati. “Sana for Workday” rappresenta la nuova interfaccia conversazionale AI che sostituisce gran parte della navigazione tradizionale dei menu enterprise, mentre “Sana Self-Service Agent” automatizza processi HR e finanziari ricorrenti. A questi si aggiunge “Sana Enterprise”, progettato per estendere le capacità agentiche all’intero ecosistema aziendale e coordinare workflow distribuiti tra applicazioni differenti.

Il progetto evidenzia una trasformazione significativa del software enterprise. I tradizionali ERP e sistemi HR erano costruiti attorno a interfacce rigide, dashboard e processi strutturati manualmente; Sana introduce invece un layer agentico capace di interpretare richieste contestuali, orchestrare strumenti multipli e generare automaticamente azioni operative. In pratica, il software non viene più utilizzato navigando moduli applicativi separati, ma tramite un assistente AI persistente che coordina direttamente le operazioni necessarie.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’architettura di sicurezza. Workday ha dichiarato che gli agenti Sana operano sopra una struttura unificata “data-security-architecture”, costruita attorno ai dati HR e finanziari accumulati dalla piattaforma in oltre vent’anni di attività enterprise. L’obiettivo è permettere l’utilizzo di agenti AI autonomi senza perdere controllo su permessi, accessi e governance delle informazioni sensibili.

La piattaforma utilizza inoltre un modello di orchestrazione aperta. Sana può coordinare strumenti AI esterni come Gemini e Copilot mantenendo però il controllo centralizzato dei workflow attraverso il layer Workday. Secondo l’azienda, anche quando l’agente richiama sistemi AI di terze parti, l’orchestrazione rimane gestita internamente dalla piattaforma, che limita l’accesso ai soli dati necessari per completare ciascuna operazione.

L’architettura operativa descritta da Workday prevede diversi passaggi automatizzati, inclusi traffic control, context management, orchestration layer e workflow execution. Questo significa che l’agente non si limita a rispondere a domande, ma mantiene memoria contestuale delle attività aziendali, collega dati provenienti da sistemi differenti e coordina sequenze operative multi-step in modo persistente.

La società ha evidenziato anche la capacità del sistema di comprendere il contesto organizzativo attraverso cronologia conversazionale, dati associati ai workflow e identità degli utenti. Questo elemento è particolarmente importante nei sistemi HR enterprise, dove autorizzazioni, gerarchie e contesto operativo influenzano direttamente le informazioni che l’agente può utilizzare o mostrare.

Secondo i dati condivisi durante la presentazione, circa il 75% dei clienti Workday starebbe già utilizzando funzionalità AI integrate nella piattaforma, mentre il 97% riutilizzerebbe attivamente le soluzioni sviluppate sull’infrastruttura Workday. La società considera questi indicatori come prova della maturità raggiunta dal modello AI enterprise basato su workflow reali e dati operativi consolidati.

Tra i casi applicativi citati emerge anche l’automazione completa dei processi di onboarding e staffing nel retail. In alcuni scenari, secondo Workday, l’intero processo di sostituzione e inserimento di personale può essere completato entro 24 ore grazie all’orchestrazione automatizzata tra workflow HR, approvazioni e strumenti AI.

La presentazione di Sana conferma una tendenza ormai evidente nel mercato enterprise software: gli ERP e le piattaforme HR stanno evolvendo da semplici sistemi gestionali a infrastrutture agentiche AI-native. In questo modello, il valore competitivo non deriva più soltanto dall’archiviazione dei dati aziendali, ma dalla capacità di utilizzare tali dati come base operativa per agenti AI capaci di coordinare processi, automazioni e decisioni in tempo reale.

Di Fantasy