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Waymo ha avviato un richiamo volontario che interessa circa 3.800 robotaxi e ha sospeso temporaneamente l’operatività commerciale in sei città degli Stati Uniti dopo aver constatato che il sistema di guida autonoma non gestisce in modo affidabile la presenza di acqua stagnante e strade allagate sul percorso. Il caso che ha innescato la procedura risale al 20 aprile, quando, durante una forte precipitazione a San Antonio in Texas, un veicolo senza passeggeri a bordo è entrato in un tratto di strada allagato, è stato trascinato dalla corrente ed è finito in un corso d’acqua. Non si sono registrate vittime, ma l’episodio ha confermato che, in scenari di guida ad alta velocità e su strade rapide, il sistema può non identificare correttamente l’acqua accumulata come ostacolo da evitare. Un secondo episodio si è verificato ad Atlanta, in Georgia, dove più veicoli sono stati ripresi mentre proseguivano sopra sezioni allagate fino a fermarsi al centro della carreggiata, in alcuni casi con l’acqua arrivata all’altezza dei fari.

La sospensione dell’attività riguarda Atlanta, Austin, Dallas, Houston, San Antonio e Nashville, città in cui nelle ultime settimane si sono registrati eventi temporaleschi intensi e fenomeni di flash flood, particolarmente concentrati nell’area texana. L’azienda ha definito la sospensione come misura precauzionale. In parallelo è stato fermato anche il servizio di percorrenza autostradale offerto a San Francisco, Los Angeles, Phoenix e Miami, in modo da intervenire in modo più ampio sulle prestazioni del sistema nelle situazioni che combinano cantieri stradali e meteo avverso. Sul piano correttivo, sono in corso aggiornamenti software e lo sviluppo di funzioni aggiuntive di sicurezza, tra cui la limitazione automatica dell’accesso ad aree segnalate come ad alto rischio di alluvione lampo e un’integrazione più tempestiva dei dati meteorologici in tempo reale all’interno della pianificazione di percorso.

Sul piano tecnico, l’incidente è particolarmente rilevante perché mette in luce un punto debole noto della percezione robotica, ovvero il riconoscimento dell’acqua su superficie stradale. Una pozza estesa o un tratto allagato non si comporta come un ostacolo solido per i sensori tradizionalmente impiegati nella guida autonoma. Il LiDAR fatica a restituire ritorni utili da una superficie liquida riflettente, che può apparire come asfalto liscio o produrre dispersione speculare; il radar a 77 GHz vede gli oggetti sopra l’acqua ma non distingue facilmente la profondità del battente idrico; le telecamere, su cui si appoggia gran parte del ragionamento semantico della scena, possono interpretare un riflesso del cielo o dei fari come superficie percorribile, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione o pioggia battente. A questo si somma una questione di dati di addestramento, perché le situazioni di allagamento estremo sono per definizione rare nelle flotte di raccolta dati e tendono a essere sotto-rappresentate rispetto agli scenari di traffico ordinario. È un caso scuola di problema long-tail, in cui la rarità statistica si traduce in una performance media eccellente accompagnata da una coda di fallimenti potenzialmente gravi.

Sul fronte regolatorio, la National Highway Traffic Safety Administration ha aperto un’istruttoria sul comportamento dei veicoli in caso di ingresso in strade allagate e ha richiesto materiale documentale aggiuntivo, riservandosi di adottare ulteriori misure. L’azienda risulta già destinataria di indagini federali per il superamento di scuolabus durante la fermata con segnali di stop attivi e di un’indagine separata in California legata a un investimento di un minore a Santa Monica. La posizione ufficiale ribadita in questi giorni resta quella per cui il servizio, su base statistica, riduce rispetto al guidatore umano sia il rischio di incidente sia la probabilità di lesioni gravi, con un volume operativo dichiarato di oltre cinquecentomila corse settimanali completamente autonome in undici mercati statunitensi.

L’episodio si inserisce in una sequenza di eventi che ha già messo alla prova la narrativa di affidabilità dei robotaxi nell’ultimo anno, tra il blocco diffuso registrato a San Francisco durante un blackout di larga scala a fine 2025, che lasciò veicoli fermi nel mezzo della viabilità urbana, e il malfunzionamento esteso del servizio Apollo Go di Baidu a Wuhan, in Cina. La lettura tecnica che ne emerge è coerente: la guida autonoma è ormai matura nella casistica nominale, mentre i limiti significativi si concentrano nelle condizioni ambientali estreme e nelle situazioni infrastrutturali fuori distribuzione, dove la differenza tra prestazione media e robustezza in coda diventa il vero terreno di competizione tecnologica.

Di Fantasy