Immagine AI

La promozione della ventunesima edizione di Ballando con le stelle è iniziata con un video realizzato interamente attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Il breve contenuto, trasmesso da Rai 1 durante i Mondiali di calcio del 2026, anticipa il ritorno autunnale del programma condotto da Milly Carlucci e rappresenta un nuovo esempio dell’ingresso dell’AI generativa nella comunicazione televisiva italiana.

Il promo utilizza uno stile da animazione tridimensionale e mostra una versione digitale di Milly Carlucci ripresa di spalle, su una terrazza illuminata e affacciata su un paesaggio urbano. La conduttrice indossa un abito scuro e si avvicina a un pallone da calcio, che viene calciato verso il cielo. Durante la traiettoria, la sfera si trasforma in una serie di fuochi d’artificio dai quali emerge infine il logo di Ballando con le stelle.

La presenza del pallone non è un elemento casuale. Il video è stato programmato durante i quarti di finale dei Mondiali e collega così la promozione del principale spettacolo autunnale del sabato sera di Rai 1 all’evento sportivo seguito dal pubblico televisivo nel periodo estivo. Il messaggio diffuso insieme al filmato gioca sul confronto tra i protagonisti del torneo, chiedendo se sia meglio Messi o Mbappé per poi concludere che a segnare è Milly Carlucci.

Dal punto di vista produttivo, il contenuto presenta caratteristiche riconducibili ai video generati o elaborati mediante modelli di intelligenza artificiale: ambientazione sintetica, personaggio digitalizzato, movimenti costruiti in animazione e trasformazioni visive difficilmente ottenibili con una normale ripresa dal vivo senza un successivo e consistente lavoro di effetti speciali.

Non sono stati tuttavia comunicati i nomi delle piattaforme impiegate, il modello generativo utilizzato, il numero di professionisti coinvolti o la composizione precisa del processo creativo. Non è quindi possibile stabilire se il filmato sia stato prodotto attraverso un unico sistema text-to-video oppure mediante una combinazione di immagini generate, animazione, compositing, montaggio e interventi tradizionali di post-produzione.

Anche l’espressione “realizzato interamente con l’intelligenza artificiale” non implica necessariamente l’assenza di lavoro umano. Una produzione di questo tipo richiede normalmente la definizione del soggetto, la scrittura delle istruzioni fornite ai modelli, la selezione delle sequenze, la correzione degli errori, il montaggio, l’inserimento del logo, la gestione della musica e l’approvazione editoriale finale.

Il ruolo dell’AI riguarda quindi soprattutto la generazione o la trasformazione degli elementi audiovisivi, mentre le decisioni narrative e comunicative restano affidate alle persone. Nel caso del promo di Ballando con le stelle, l’idea centrale è semplice e costruita per essere immediatamente riconoscibile: un gesto calcistico diventa il passaggio simbolico dai Mondiali alla nuova stagione televisiva.

La rappresentazione digitale di Milly Carlucci introduce inoltre una questione specifica legata all’uso dell’identità dei personaggi pubblici. Creare una versione sintetica di una persona significa riprodurne aspetto, abbigliamento e riconoscibilità senza effettuare necessariamente una ripresa reale della scena mostrata. In un contenuto ufficiale e autorizzato, questa possibilità diventa uno strumento creativo; in altri contesti, la stessa tecnologia può invece generare problemi relativi al consenso, ai diritti d’immagine e alla distinzione tra contenuti autentici e ricostruzioni artificiali.

La scelta di Rai 1 ha prodotto reazioni contrastanti sui social. Alcuni utenti hanno considerato il video un esperimento coerente con l’evoluzione della comunicazione audiovisiva, mentre altri hanno criticato l’aspetto dell’animazione e la decisione di sostituire un promo tradizionale con una produzione generata dall’intelligenza artificiale. Sono stati riproposti anche filmati delle precedenti edizioni, realizzati attraverso riprese, scenografie ed effetti convenzionali, per evidenziare la differenza tra i due approcci.

Il confronto non riguarda soltanto il risultato estetico. Una parte delle critiche è legata all’impatto dell’AI sul lavoro di animatori, grafici, illustratori, tecnici degli effetti visivi, operatori e professionisti della post-produzione. La generazione automatica può ridurre alcune attività esecutive e abbreviare i tempi di realizzazione, ma richiede comunque competenze nella direzione creativa, nel controllo dei modelli e nella correzione del materiale prodotto.

La qualità di un video generativo non dipende infatti soltanto dalla potenza dello strumento. È necessario mantenere la coerenza del personaggio tra un fotogramma e l’altro, controllare i movimenti del corpo, evitare deformazioni, gestire l’illuminazione e costruire trasformazioni visive compatibili con il ritmo della sequenza. Nei filmati brevi, questi problemi possono essere nascosti o utilizzati come parte dello stile; nelle produzioni più lunghe diventano invece più evidenti e complessi da correggere.

L’impiego dell’intelligenza artificiale nei materiali promozionali risponde anche a esigenze pratiche. Spot e teaser devono essere realizzati rapidamente, adattati a eventi specifici e distribuiti su televisione e piattaforme social in formati differenti. Gli strumenti generativi consentono di provare più ambientazioni e soluzioni visive senza organizzare ogni volta un set, una troupe completa o una produzione in animazione tradizionale.

Questa maggiore velocità non garantisce però automaticamente un contenuto più efficace. Un filmato promozionale deve preservare l’identità del programma, risultare credibile per il pubblico e produrre un riconoscimento immediato. Quando l’estetica generata dall’AI diventa più evidente del messaggio, la tecnologia rischia di attirare l’attenzione soprattutto su se stessa.

Nel promo di Ballando con le stelle, la discussione online ha finito infatti per concentrarsi meno sull’annuncio della nuova edizione e più sulla modalità con cui il video è stato prodotto. Da un punto di vista comunicativo, questo effetto può essere considerato ambiguo: le critiche possono indebolire la percezione qualitativa del contenuto, ma aumentano contemporaneamente la sua circolazione e la visibilità del programma.

Il filmato costituisce per ora un primo contenuto di lancio e non è stato chiarito se l’intelligenza artificiale verrà utilizzata anche nei successivi promo, nella grafica della trasmissione o durante le puntate. Resta quindi da verificare se si tratti di un esperimento isolato, costruito appositamente per collegare il programma ai Mondiali, oppure dell’inizio di una strategia più ampia della Rai per integrare i sistemi generativi nella produzione promozionale.

La nuova edizione è attesa su Rai 1 nell’autunno del 2026. Sarà la ventunesima stagione di Ballando con le stelle e la prima dopo l’uscita di Selvaggia Lucarelli dalla giuria. Al momento della diffusione del promo non era stato ancora annunciato ufficialmente il nome della persona destinata a sostituirla, mentre tra le ipotesi circolate figurava Geppi Cucciari.

L’esperimento mostra come l’intelligenza artificiale generativa stia passando dai contenuti dimostrativi e dalle produzioni diffuse esclusivamente online alla comunicazione ufficiale dei grandi programmi televisivi. Il cambiamento non riguarda soltanto la tecnologia utilizzata per creare le immagini, ma anche il rapporto tra emittenti, professionisti creativi e pubblico.

La reazione al promo evidenzia che, almeno in questa fase, dichiarare l’utilizzo dell’AI modifica il modo in cui un contenuto viene osservato e giudicato. Lo spettatore non valuta più soltanto l’idea o la resa visiva, ma cerca errori, confronta il risultato con le produzioni tradizionali e si interroga sul lavoro sostituito o trasformato dalla nuova tecnologia.

Il primo promo di Ballando con le stelle 2026 assume così un significato più ampio rispetto alla sua durata. È un materiale pubblicitario costruito per annunciare il ritorno di un programma televisivo, ma è anche una prova concreta di come l’AI generativa possa entrare nella produzione mainstream e diventare essa stessa parte del dibattito suscitato da una campagna promozionale.

Di ihal