Il Consiglio dei ministri ha dichiarato di preminente interesse strategico nazionale il programma Cavour Hyperscale Campus, che prevede la riconversione dell’ex centrale termoelettrica Galileo Ferraris di Trino, in provincia di Vercelli, in uno dei maggiori poli europei per l’elaborazione dei dati, il cloud computing e i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Il progetto mobilita un investimento stimato in circa 4 miliardi di euro e sarà sviluppato da Techbau, gruppo italiano attivo nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture, mentre l’identità dell’utilizzatore finale dei server e della capacità di calcolo non è stata ancora resa pubblica.
Il campus sarà realizzato su un’area industriale non più operativa dal 2013 e disporrà di una potenza complessiva compresa tra 300 e 400 megawatt. La scelta di Trino è collegata sia alle grandi superfici disponibili sia alla presenza di infrastrutture energetiche già esistenti, tra cui una stazione elettrica da 380 kilovolt connessa direttamente alla rete nazionale. Nelle vicinanze è inoltre operativo un impianto fotovoltaico Enel Green Power da 87,5 megawatt, indicato come il più grande del Nord Italia, anche se il progetto dovrà comunque definire in sede autorizzativa l’intero sistema di approvvigionamento energetico necessario a sostenere una potenza paragonabile a quella assorbita da una grande città.
L’infrastruttura sarà progettata per ospitare sistemi hyperscale, cioè data center caratterizzati da elevata densità di calcolo, capacità modulare e possibilità di gestire grandi quantità di dati per operatori globali, servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale. La potenza prevista colloca il Cavour Hyperscale Campus in una categoria molto superiore rispetto ai normali centri di elaborazione aziendali e lo rende adatto ad accogliere cluster di acceleratori, sistemi di archiviazione distribuita e infrastrutture di rete necessarie all’addestramento e all’esecuzione di modelli avanzati. Il progetto non corrisponde quindi alla nascita di una nuova azienda europea dell’AI, ma alla costruzione dell’infrastruttura fisica e digitale sulla quale potranno essere erogati servizi di calcolo, gestione dei dati e cloud su scala nazionale ed europea.
L’impatto occupazionale sarà concentrato inizialmente nella fase di realizzazione, durante la quale sono previsti in media circa 1.200 lavoratori, con picchi superiori alle 2.000 unità. Una volta entrato a regime, il campus dovrebbe impiegare direttamente tra 300 e 350 professionisti altamente qualificati, ai quali si aggiungerebbe un indotto stimato in circa 1.000 posti. Le competenze richieste riguarderanno progettazione e manutenzione degli impianti, sistemi elettrici e di raffreddamento, reti, sicurezza informatica, gestione dei server, monitoraggio energetico e amministrazione delle piattaforme cloud.
Il cronoprogramma prevede l’apertura della conferenza dei servizi entro la fine del 2026, il rilascio dell’autorizzazione unica entro la fine del 2027 e l’entrata in esercizio del primo lotto entro la fine del 2028. La dichiarazione di interesse strategico nazionale consentirà la nomina, d’intesa con la Regione Piemonte, di un commissario straordinario di Governo incaricato di coordinare le amministrazioni coinvolte e accelerare l’iter autorizzativo previsto dall’articolo 13 del Decreto Asset. La procedura semplificata non elimina le valutazioni tecniche e ambientali, ma concentra il coordinamento amministrativo per evitare che autorizzazioni energetiche, urbanistiche e infrastrutturali procedano separatamente.
La Regione Piemonte ha indicato sostenibilità ed efficienza energetica come elementi centrali della valutazione, impegnandosi a verificare l’impiego delle migliori tecnologie disponibili e il rispetto degli standard ambientali. Per un’infrastruttura di queste dimensioni, gli aspetti principali riguarderanno la provenienza dell’elettricità, l’efficienza dei sistemi di raffreddamento, il consumo di acqua, il recupero del calore prodotto dai server, il rumore, l’impatto sulla rete elettrica e la progressiva attivazione dei diversi lotti. I dettagli definitivi dovranno però emergere dalla documentazione progettuale e dalla conferenza dei servizi, perché le comunicazioni pubblicate finora non descrivono ancora le tecnologie di raffreddamento, gli indicatori di efficienza o la quota di energia rinnovabile destinata al campus.
Il Cavour Hyperscale Campus rientra in un programma nazionale più ampio che comprende anche sette nuovi data center Equinix nei comuni lombardi di Settimo Milanese e Cusago. I due interventi valgono complessivamente circa 8 miliardi di euro e sono stati presentati dal Governo come parte della strategia per aumentare la capacità italiana di elaborazione dei dati, sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e ridurre la dipendenza da infrastrutture localizzate all’estero. Il sito di Trino aggiunge a questo programma un intervento di rigenerazione industriale, riutilizzando una centrale dismessa ma già dotata di collegamenti elettrici adeguati a un’infrastruttura digitale ad altissima potenza.
