Cloudflare ha presentato Kitesurf, un browser progettato specificamente per gli agenti AI e per l’esecuzione su larga scala di attività web automatizzate. A differenza dei browser tradizionali basati su Chromium, sviluppati principalmente per utenti umani, Kitesurf elimina componenti come schede, temi, estensioni e rendering grafico ad alta definizione quando non sono necessari al modello, concentrandosi invece su contenuti leggibili dalle macchine, basso overhead in termini di token, scalabilità e isolamento delle sessioni. L’obiettivo è ridurre il consumo di risorse necessario quando numerosi agenti devono navigare siti web, estrarre informazioni, compilare moduli o svolgere altre operazioni online contemporaneamente.
Il browser è stato sviluppato per funzionare sull’infrastruttura serverless Workers di Cloudflare e utilizza un’impostazione il più possibile stateless. Ogni attività viene eseguita in un ambiente indipendente, così da allocare soltanto le risorse necessarie durante l’esecuzione e liberarle immediatamente al termine del lavoro. Questa struttura è pensata soprattutto per carichi composti da numerose sessioni brevi e ripetitive, dove mantenere continuamente attive istanze complete di Chromium può determinare un consumo elevato di CPU e memoria.
Nei test effettuati da Cloudflare su 14 siti web, Kitesurf ha mostrato una riduzione significativa delle risorse utilizzate rispetto a Chromium. Per acquisire uno screenshot ha consumato 380 millisecondi di CPU contro i 1.173 millisecondi di Chromium, con una differenza di circa 3,1 volte. Nell’estrazione dell’HTML il consumo è stato di 229 millisecondi contro 877, circa 3,8 volte inferiore. Il vantaggio è risultato ancora maggiore per la memoria: durante la produzione di uno screenshot Kitesurf ha utilizzato circa 57,8 MiB contro 271,0 MiB, mentre nell’estrazione dell’HTML il consumo è sceso a 39,4 MiB rispetto ai 273,7 MiB richiesti da Chromium, con una riduzione prossima a sette volte.
La maggiore efficienza non corrisponde però a una maggiore velocità assoluta. Nei test Kitesurf ha impiegato circa 1,8 volte più tempo di Chromium per generare gli screenshot e circa 1,7 volte di più per estrarre l’HTML. Cloudflare attribuisce parte di questo ritardo alle operazioni di rasterizzazione e alla codifica delle immagini in JPEG o PNG. L’architettura privilegia quindi la riduzione delle risorse consumate rispetto alla latenza della singola operazione, una scelta pensata per ambienti in cui decine o centinaia di agenti possono utilizzare contemporaneamente il browser e dove il costo complessivo dell’infrastruttura dipende soprattutto dal consumo aggregato di CPU e memoria.
Anche l’architettura interna differisce da quella di un normale browser. Il componente Engine rappresenta l’unico elemento esposto verso l’esterno e gestisce le sessioni attraverso il Chrome DevTools Protocol. L’esecuzione delle pagine viene affidata a PageScript, mentre PageRenderer si occupa della trasformazione dei contenuti in immagini o PDF. Questi componenti vengono eseguiti all’interno di worker indipendenti, separando le diverse funzioni del browser e consentendo di isolare maggiormente ogni attività.
Le richieste di rete verso HTML, JavaScript, immagini, font e altre risorse esterne vengono inoltre instradate esclusivamente attraverso un componente denominato SandboxOutbound. Cloudflare ha adottato questa struttura considerando ogni pagina web come un input potenzialmente non affidabile. Un agente può infatti visitare autonomamente siti sconosciuti e quindi incontrare codice malevolo, contenuti progettati per eseguire prompt injection o altri input capaci di influenzarne il comportamento. L’isolamento tra pagine, processi e sessioni punta a impedire che un contenuto compromesso possa accedere a risorse non necessarie o propagarsi verso altre attività eseguite dallo stesso sistema.
Per il motore di rendering Cloudflare ha combinato diversi componenti sviluppati in Rust. Kitesurf utilizza Blitz come motore modulare di rendering, Stylo, il parser CSS utilizzato anche da Firefox, e Boa JS come motore ECMAScript. Lo sviluppo viene verificato attraverso i Web Platform Tests, la suite utilizzata per controllare la conformità agli standard web. Al momento della presentazione Kitesurf aveva superato oltre 215.000 test WPT e Cloudflare ha dichiarato di aggiungerne diverse centinaia ogni settimana mentre continua ad ampliare compatibilità e accuratezza del rendering.
Kitesurf è disponibile in beta gratuitamente attraverso Browser Run di Cloudflare ed è stato progettato per ridurre al minimo le modifiche necessarie alle applicazioni esistenti. Può essere utilizzato con Puppeteer, Playwright e chrome-remote-interface, oltre che dagli agenti AI compatibili con MCP o CDP. Nelle configurazioni supportate è sufficiente specificare l’opzione browser=kitesurf per utilizzare il nuovo motore al posto del browser tradizionale, senza dover riscrivere completamente l’infrastruttura di automazione.
La beta presenta tuttavia alcune limitazioni. Kitesurf non è ancora adatto alla riproduzione video, alle applicazioni WebGL, alle operazioni che richiedono l’emulazione precisa dell’impronta TLS di un normale browser per superare sistemi anti-bot o alle sessioni che devono mantenere un login per periodi prolungati. Per questi scenari Cloudflare continua a raccomandare l’utilizzo della versione di Browser Run basata su Chromium. La società prevede di migliorare progressivamente la compatibilità, la precisione del rendering e la copertura del protocollo CDP e ha inoltre annunciato l’intenzione di pubblicare Kitesurf come progetto open source, permettendo ai clienti di distribuirlo direttamente all’interno dei propri account.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
