Tesla si prepara ad avviare ad Austin, in Texas, una prima fase di utilizzo pubblico del Cybercab, il veicolo a guida autonoma progettato fin dall’origine senza volante e senza pedale del freno. L’obiettivo interno dell’azienda sarebbe quello di iniziare le operazioni entro la fine di agosto 2026, dopo una fase preliminare nella quale i veicoli saranno utilizzati su strade pubbliche da dipendenti Tesla. Pochi giorni dopo questi primi test, il Cybercab potrebbe essere inserito anche nell’attuale servizio robotaxi della società, anche se il calendario definitivo dipenderà dal completamento delle verifiche tecniche e dalle necessarie autorizzazioni regolatorie.
Il Cybercab è un veicolo a due posti progettato esclusivamente per funzionare senza conducente e si differenzia quindi in modo sostanziale dai robotaxi ricavati da normali automobili di serie. L’assenza completa di volante e freno significa infatti che i passeggeri non dispongono di un sistema di controllo manuale da utilizzare in caso di problema con la guida autonoma. Per gestire eventuali situazioni anomale Tesla sta predisponendo un’infrastruttura di supervisione remota, attraverso la quale operatori esterni possono monitorare il comportamento dei veicoli e intervenire quando necessario.
La preparazione all’impiego su strada ha compreso anche prove interne e attività specifiche rivolte ai servizi di emergenza. Tesla ha organizzato test per i propri dipendenti sia all’interno delle strutture aziendali sia su strade non aperte al pubblico, raccogliendo feedback sul comportamento del veicolo. Parallelamente sono stati formati gli operatori di emergenza dell’area di Austin sulle procedure da seguire in caso di incidente, guasto o altra situazione critica, compreso il modo in cui un Cybercab privo di controlli tradizionali può essere spostato in sicurezza.
Tesla sta già testando Cybercab sulle strade pubbliche di Austin e di altre località statunitensi dallo scorso giugno, ma fino a questo momento non ha offerto corse aperte al pubblico con questo specifico modello. Elon Musk aveva spiegato a luglio che il veicolo utilizza una nuova piattaforma e che, prima di un dispiegamento su larga scala, Tesla deve raccogliere una quantità sufficiente di dati di guida specifici per le sue caratteristiche. L’introduzione nel servizio robotaxi rappresenterebbe quindi un passaggio ulteriore rispetto ai normali test di sviluppo.
Attualmente il servizio robotaxi di Tesla ad Austin utilizza Model Y equipaggiate con il software di guida autonoma dell’azienda. I registri dei veicoli del Texas indicano 186 Model Y registrate per questo servizio. Non è ancora chiaro se i primi Cybercab sostituiranno progressivamente questi veicoli oppure se verranno semplicemente aggiunti alla flotta esistente, mantenendo temporaneamente entrambe le piattaforme operative.
L’utilizzo di un veicolo progettato appositamente per il robotaxi potrebbe però semplificare in prospettiva l’infrastruttura della flotta. Le Model Y nascono come automobili destinate anche alla guida tradizionale e devono quindi conservare volante, pedali e numerosi componenti legati all’utilizzo umano. Cybercab elimina questi elementi e può essere costruito direttamente intorno alle esigenze di un servizio autonomo, riducendo la necessità di adattare un veicolo destinato originariamente ai consumatori.
Restano tuttavia aperte alcune questioni fondamentali. Non è ancora stato confermato se Tesla abbia ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per offrire un vero servizio commerciale con Cybercab, né se le prime corse saranno gratuite o a pagamento. Di conseguenza, la fase prevista per fine agosto potrebbe assumere la forma di un servizio limitato di prova prima di una vera apertura commerciale, invece di rappresentare immediatamente il debutto definitivo del modello come robotaxi.
Sul fronte regolatorio Tesla non è inoltre la prima azienda a portare su strada un robotaxi costruito senza volante e pedali. Zoox, società di guida autonoma controllata da Amazon, ha già ottenuto le autorizzazioni necessarie e ha avviato a Las Vegas un servizio destinato ai passeggeri utilizzando veicoli progettati appositamente senza i normali controlli di guida. La commercializzazione di Cybercab avverrebbe quindi in un mercato nel quale almeno un concorrente ha già superato questo passaggio normativo e operativo.
Un’altra differenza importante riguarda la quantità di esperienza accumulata su strada. Tesla ha dichiarato che il proprio servizio robotaxi aveva raggiunto entro luglio circa 380.000 miglia di guida senza conducente, equivalenti a circa 610.000 chilometri. Waymo, che gestisce servizi commerciali autonomi dal 2020, ha invece superato i 220 milioni di miglia, circa 350 milioni di chilometri. Il divario mostra quanto Tesla debba ancora aumentare rapidamente la quantità di percorrenze operative se vuole portare il proprio servizio a una scala paragonabile a quella dei concorrenti più maturi.
La scalabilità dipenderà anche dalla capacità di ridurre i costi operativi. Tesla utilizza attualmente centinaia di addetti alla sicurezza per supportare il servizio robotaxi e le attività di verifica della tecnologia autonoma. Finché una quota significativa delle operazioni richiederà personale dedicato alla supervisione, il costo per veicolo continuerà a rappresentare un elemento importante dell’economia complessiva del servizio. Una diffusione su larga scala del Cybercab richiede quindi non soltanto un sistema di guida sufficientemente affidabile, ma anche una progressiva diminuzione del livello di assistenza umana necessario per ogni veicolo.
Tesla ha nel frattempo iniziato la produzione del Cybercab in Texas nel mese di luglio, ma il passaggio alla produzione di massa sembra procedere più lentamente rispetto alle previsioni iniziali. L’obiettivo di disporre entro la fine del 2026 di una capacità produttiva su larga scala appare al momento difficile da raggiungere, rendendo la disponibilità effettiva dei veicoli un ulteriore fattore che potrebbe rallentare l’espansione del servizio.
Musk continua comunque a considerare Cybercab uno degli elementi centrali della strategia futura di Tesla. Il progetto punta a trasformare il robotaxi da un servizio basato su vetture consumer adattate alla guida autonoma a una flotta costituita da veicoli concepiti esclusivamente per funzionare senza conducente. Il debutto previsto ad Austin rappresenterebbe quindi il primo vero passaggio operativo di questa nuova piattaforma: non più soltanto software autonomo installato su un’automobile tradizionale, ma un veicolo la cui struttura stessa presuppone che nessun essere umano debba mai prenderne fisicamente il controllo.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
