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OpenAI ha introdotto un nuovo plugin Admin per ChatGPT Work e Codex, con l’obiettivo di spostare una parte rilevante delle attività di amministrazione degli ambienti aziendali all’interno di un’interfaccia conversazionale. Il sistema consente agli amministratori di interrogare direttamente il workspace in linguaggio naturale, analizzare utilizzo e crediti, verificare la situazione di utenti e gruppi e, quando dispongono delle autorizzazioni necessarie, modificare configurazioni e impostazioni senza dover passare continuamente tra pannelli di amministrazione, strumenti analitici e report separati. Il plugin riunisce quindi in un’unica conversazione sia le funzioni di consultazione sia una serie di operazioni gestionali che fino ad ora richiedevano l’utilizzo di interfacce differenti.

Tra le funzioni disponibili rientrano l’analisi dell’utilizzo e del livello di adozione dei servizi, la gestione di membri e gruppi, il controllo degli accessi e la gestione dei limiti di utilizzo e delle richieste di spesa. Gli amministratori possono verificare l’attività di ChatGPT Work e Codex e il consumo dei crediti, identificare utenti o gruppi vicini alle soglie previste e intervenire sulla composizione del workspace. Attraverso la stessa interfaccia è possibile gestire l’onboarding di nuovi dipendenti, l’offboarding di chi lascia l’organizzazione e gli spostamenti tra gruppi determinati da riorganizzazioni interne, mantenendo l’interazione all’interno di una conversazione con l’agente.

La componente relativa ai permessi permette inoltre di verificare quali autorizzazioni siano realmente applicate a uno specifico utente, diagnosticare problemi di accesso e controllare la disponibilità di determinate funzioni o modelli AI sulla base del ruolo o del gruppo di appartenenza. Lo stesso principio viene applicato alle richieste relative ai consumi: quando un utente o un gruppo richiede un aumento dei limiti o una spesa aggiuntiva, l’amministratore può esaminare il livello di utilizzo corrente e approvare oppure rifiutare la richiesta direttamente tramite il plugin.

Una parte delle attività amministrative può essere automatizzata. Le richieste di utilizzo ancora in attesa possono essere inoltrate a Slack o Microsoft Teams, consentendo ai responsabili autorizzati di approvarle o respingerle senza uscire dagli strumenti di collaborazione già utilizzati nell’organizzazione. È inoltre possibile configurare flussi nei quali le richieste che rispettano determinate condizioni vengono approvate automaticamente, mentre solo i casi anomali o non conformi alle regole definite vengono inoltrati a una persona per una valutazione manuale.

Il plugin Admin non introduce tuttavia nuovi privilegi per chi lo utilizza. Ogni operazione rimane vincolata al ruolo e alle autorizzazioni già assegnate all’amministratore all’interno del workspace. Il sistema traduce la richiesta espressa in linguaggio naturale nelle corrispondenti operazioni di lettura o scrittura, ma può eseguire soltanto le azioni consentite dal profilo dell’utente. Quando viene effettuata una modifica, l’interfaccia mostra la richiesta interpretata, lo stato dell’operazione e gli elementi che sono stati effettivamente cambiati; per le operazioni con un impatto più ampio è inoltre prevista una fase di revisione prima dell’applicazione definitiva.

OpenAI utilizza già internamente un approccio analogo per le proprie attività IT. Su Slack, un agente di ChatGPT Work riceve le richieste dei dipendenti, le classifica, recupera le informazioni necessarie, verifica le policy approvate e svolge automaticamente le operazioni consentite, trasferendo invece ai responsabili umani i casi che richiedono una valutazione specifica. Secondo i dati comunicati dall’azienda, questo flusso automatizzato riesce a risolvere il 45% delle richieste ricevute senza richiedere un intervento ulteriore da parte del personale IT.

I dati provenienti dalle richieste di assistenza e dalla relativa cronologia vengono utilizzati anche per alimentare dashboard che mostrano in tempo reale lo stato delle operazioni IT. OpenAI ha riferito che questo sistema ha permesso di gestire una crescita quasi doppia del volume delle richieste di supporto senza accumulare arretrati, utilizzando i dati disponibili per prevedere la domanda e assegnare le priorità agli interventi. Il passaggio non riguarda quindi soltanto la generazione più rapida di report, ma la possibilità di trasformare una domanda in linguaggio naturale direttamente in un’azione amministrativa, come una verifica dei permessi, una modifica di gruppo o la valutazione di una richiesta di spesa.

Il plugin Admin può essere attivato dagli amministratori del workspace attraverso il menu delle impostazioni. Una volta abilitato, può essere installato dal directory dei plugin di ChatGPT Work, sia nella versione web sia nell’applicazione desktop, rendendo disponibili le funzioni di amministrazione conversazionale direttamente nell’ambiente utilizzato dagli utenti aziendali.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy