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GPT-5.6 Sol è stato utilizzato per progettare una CPU virtuale completa partendo dai componenti logici fondamentali e per eseguire successivamente su quel processore una versione del videogioco Doom. L’esperimento è stato realizzato dal ricercatore di AI computing e divulgatore tecnologico Ángel Bogado, che ha mostrato il funzionamento del processore progettato dal modello di OpenAI all’interno dell’ambiente sandbox di Turing Complete, un software educativo e puzzle game dedicato alla costruzione e alla comprensione dell’architettura dei computer. La particolarità della dimostrazione non riguarda quindi la semplice generazione del codice necessario a eseguire un programma: GPT-5.6 Sol ha costruito l’hardware virtuale sul quale quel software sarebbe stato successivamente eseguito, collegando direttamente gli elementi logici necessari alla realizzazione di un processore funzionante.

La CPU progettata dal modello è stata chiamata Codex-R32. All’interno di Turing Complete, GPT-5.6 Sol ha organizzato porte logiche, registri, memoria e unità aritmetico-logica, o ALU, implementando le principali funzioni necessarie al funzionamento del processore. La dimostrazione permette di osservare in tempo reale l’attività dei diversi componenti, insieme al contatore dei cicli, alla velocità della simulazione e ai valori presenti nella memoria e nei registri. Il processore non è quindi una semplice rappresentazione concettuale di una CPU, ma un circuito virtuale composto da elementi logici effettivamente collegati e simulati, sul quale può essere eseguito codice macchina.

Per verificare il funzionamento dell’architettura è stato utilizzato Doom, il videogioco pubblicato originariamente nel 1993 e diventato nel tempo uno dei test informali più utilizzati per dimostrare la capacità di elaborazione di hardware e piattaforme non convenzionali. La versione impiegata nell’esperimento deriva dal port PureDOOM, implementazione del gioco basata sul codice in linguaggio C. Il software è stato compilato utilizzando istruzioni RV32IM, cioè un’architettura RISC-V a 32 bit comprendente il set di istruzioni intere di base e l’estensione per le operazioni di moltiplicazione e divisione. Il codice risultante è stato quindi eseguito direttamente su Codex-R32, senza utilizzare come processore di destinazione una CPU fisica separata.

L’esecuzione di Doom non raggiunge naturalmente le prestazioni di un normale computer. Turing Complete simula infatti il funzionamento della CPU a livello delle singole porte logiche, con un costo computazionale molto più elevato rispetto all’esecuzione nativa delle stesse istruzioni su un processore reale. La velocità raggiunta non permette quindi di utilizzare Doom come un videogioco in tempo reale. L’aspetto dimostrato dall’esperimento riguarda invece la correttezza dell’architettura: il processore costruito dal modello è in grado di interpretare ed eseguire le istruzioni necessarie all’avvio e al funzionamento di un programma reale.

Doom è stato scelto anche per il particolare ruolo che il gioco ha assunto nella cultura informatica. Nel corso degli anni è stato adattato a calcolatrici, dispositivi embedded, elettrodomestici intelligenti e numerosi altri sistemi originariamente non progettati per i videogiochi. La domanda “Can it run Doom?” è così diventata una sorta di test informale della programmabilità e della capacità computazionale di una piattaforma. Nel caso di Codex-R32, però, il test presenta una differenza sostanziale: non viene verificata soltanto la capacità dell’AI di adattare il gioco a una piattaforma esistente, perché anche il processore sul quale Doom viene eseguito è stato progettato dal modello.

Dopo la dimostrazione, alcuni utenti hanno suggerito di utilizzare lo stesso approccio con Crysis, videogioco storicamente associato a requisiti hardware molto più elevati. Bogado ha sottoposto la richiesta direttamente a GPT-5.6 Sol. Il modello ha risposto che sarebbe stato necessario costruire anche una GPU, aggiungere diversi gigabyte di RAM e realizzare uno schema circuitale talmente grande da essere “visibile dall’orbita”, riconoscendo quindi in modo ironico ma tecnicamente coerente la differenza di scala tra l’esecuzione di Doom nell’attuale simulazione e quella di un titolo molto più complesso come Crysis.

L’esperimento con Codex-R32 combina così due fasi normalmente separate: la definizione dell’architettura hardware e l’esecuzione del software destinato a quella stessa architettura. GPT-5.6 Sol ha prima costruito il processore virtuale attraverso i suoi componenti logici fondamentali e successivamente ha utilizzato quella struttura per eseguire il codice RV32IM derivato da PureDOOM, mostrando concretamente il funzionamento della CPU progettata all’interno del simulatore.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy