AWS ha reso AWS Agent Registry generalmente disponibile, trasformando il servizio introdotto in anteprima nell’aprile 2026 in un catalogo gestito destinato alla registrazione, alla ricerca e alla governance di agenti AI, server MCP, strumenti, skill e altre risorse personalizzate. Il servizio fa parte di Amazon Bedrock AgentCore e permette alle organizzazioni di raccogliere in un unico registro risorse agentiche sviluppate da team differenti, sottoporle a processi di approvazione e renderle individuabili sia dagli utenti sia dagli stessi agenti AI attraverso API, interfacce di sviluppo compatibili con MCP e ricerca in linguaggio naturale.
L’architettura separa le funzioni di controllo da quelle di individuazione delle risorse attraverso due livelli distinti. Il Governance Plane conserva tutti i record registrati insieme alle policy definite dagli amministratori, mentre il Discovery Plane espone ai consumatori esclusivamente le risorse che hanno completato il processo di approvazione. La ricerca utilizza contemporaneamente corrispondenza semantica e keyword matching, consentendo quindi sia interrogazioni formulate in linguaggio naturale sia ricerche basate sul nome esatto di un agente o di uno strumento. Ogni organizzazione può creare un unico registro aziendale oppure utilizzare registri separati per business unit, ambiente di sviluppo, tipologia di risorsa o requisito di conformità, mantenendo per ciascuno configurazioni autonome di autorizzazione e approvazione.
Il sistema supporta quattro categorie principali di record. I record MCP descrivono un server Model Context Protocol e i relativi strumenti, risorse e prompt; i record Agent incorporano una Agent2Agent Agent Card che definisce l’agente e le sue capacità; i record Skill contengono definizioni delle skill in Markdown insieme all’eventuale codice o ai package associati; i Custom Record possono invece utilizzare qualsiasi descrittore JSON valido. Ogni elemento attraversa un ciclo di vita che comprende gli stati draft, pending approval, approved o rejected e può successivamente essere dichiarato deprecato da un curatore. Il modello consente quindi di evitare che una risorsa diventi automaticamente disponibile all’interno dell’organizzazione semplicemente perché è stata registrata.
L’accesso a ciascuna istanza di Agent Registry può essere controllato attraverso AWS Identity and Access Management oppure OAuth basato su JSON Web Token provenienti dall’identity provider aziendale. Le chiamate effettuate alle API del registro possono essere registrate tramite AWS CloudTrail, mentre AWS Resource Access Manager consente anche la condivisione dei registri tra account utilizzando differenti livelli di autorizzazione. La release di agosto ha inoltre introdotto il nuovo namespace agent-registry, nuove API dedicate alla consultazione dei record disponibili, il tagging delle risorse e una Record Directory ridisegnata che riunisce navigazione e ricerca.
Una delle funzionalità previste per affrontare il problema delle risorse AI distribuite e non censite è l’auto-detection. Abilitando il rilevamento degli endpoint a livello di AWS Organizations, Agent Registry può individuare automaticamente agenti e server MCP eseguiti tramite AgentCore Runtime e AgentCore Gateway negli account appartenenti alla stessa organizzazione. Le risorse rilevate vengono raccolte in una vista centralizzata e possono essere inserite nel registro collegato sotto forma di record draft, mantenendo quindi il normale processo di revisione e approvazione prima che diventino disponibili agli utenti. AWS utilizza questa funzione anche per individuare forme di shadow AI, cioè agenti o strumenti distribuiti internamente senza essere stati inclusi nei normali processi di governance.
Agent Registry può inoltre sincronizzare i metadati direttamente da endpoint esterni MCP o A2A, utilizzando OAuth, IAM oppure accesso non autenticato quando consentito dal server. La pubblicazione e la gestione dei record possono essere effettuate dalla console AWS, tramite interfaccia a riga di comando o attraverso API, permettendo anche di integrare gli aggiornamenti all’interno delle pipeline di continuous integration e continuous delivery. Quando un record passa allo stato pending approval, il servizio genera un evento tramite Amazon EventBridge, che può essere collegato al sistema di approvazione scelto dall’organizzazione. AWS non impone infatti un workflow predefinito, ma fornisce i meccanismi necessari per integrare Agent Registry con procedure aziendali esistenti.
Sul lato della discovery, la Search API viene esposta anche come server MCP, permettendo agli agenti di cercare autonomamente nel catalogo gli strumenti o le competenze necessarie per completare un’attività. Ambienti di sviluppo compatibili con Model Context Protocol, tra cui Kiro e Claude Code, possono collegarsi direttamente a un’istanza del registro attraverso Dynamic Client Registration e consentire agli sviluppatori di interrogare il catalogo in linguaggio naturale senza uscire dall’editor. L’accesso può avvenire inoltre mediante API pubbliche, AWS CLI e SDK AWS.
Le risorse approvate possono essere utilizzate anche dagli utenti business attraverso Amazon Quick, dopo che un amministratore ha collegato il relativo tenant a uno o più registri. Gli agenti registrati possono così essere messi a disposizione all’interno di Quick Chat, Automations, Flows e Deep Research. Per gli ambienti che richiedono isolamento della rete, AWS supporta inoltre PrivateLink, in modo che l’accesso al registro possa rimanere all’interno dell’infrastruttura privata dell’organizzazione.
Tra le organizzazioni indicate come utilizzatrici o early adopter figurano Southwest Airlines, Syngenta, Sony, Mitsubishi Electric, PepsiCo e Amdocs. Southwest Airlines ha utilizzato Agent Registry per riunire agenti e strumenti precedentemente distribuiti tra differenti team tecnologici in un unico catalogo governato, consentendo agli sviluppatori di trovare tramite ricerca semantica capacità già disponibili anziché ricostruirle. Syngenta ha invece impostato sul registro il proprio processo di governance degli agenti AI, prevedendo revisione e approvazione delle capacità prima della loro condivisione interna. Sul fronte dei partner, Informatica sta lavorando all’integrazione dei propri server MCP hosted nel catalogo, mentre Check Point utilizza il registro nell’ambito di funzionalità di discovery continua e valutazione della postura di sicurezza dei workload Amazon Bedrock AgentCore; nell’ecosistema vengono citate anche PwC Australia, Caylent e Slalom.
AWS Agent Registry era stato presentato inizialmente in preview il 9 aprile 2026. Con il passaggio alla disponibilità generale, il servizio viene distribuito secondo un modello economico a consumo e senza impegni iniziali. Il free tier mensile comprende i primi 5.000 record, il primo milione di chiamate Search API e i primi due milioni di chiamate Get e List complessive. Oltre queste soglie, l’archiviazione costa 0,40 dollari ogni 1.000 record, le richieste Search 0,020 dollari ogni 1.000 invocazioni e le chiamate List e Get 0,004 dollari ogni 1.000 invocazioni.
La roadmap del servizio è organizzata attorno a governance, inventario, discovery e modalità di accesso. AWS prevede di integrare direttamente nei processi di approvazione valutazioni relative a sicurezza, compliance e duplicazione delle risorse, oltre al versioning e alla disponibilità di audit trail completi. L’auto-detection dovrebbe essere estesa anche agli agenti eseguiti su Amazon EC2, Amazon EKS e Amazon ECS, mentre per le risorse esterne ad AWS sono previste forme di federazione con altri sistemi. Sul fronte della discovery sono pianificati meccanismi di visibilità controllati da policy, metriche di osservabilità per singola risorsa e grafi delle dipendenze tra agenti, strumenti e servizi.
AWS prevede infine una web application autonoma, dotata di autenticazione single sign-on e utilizzabile senza passare dalla console AWS, insieme alla possibilità di creare registri pubblici attraverso i quali le aziende potranno rendere disponibili a clienti e partner alcune proprie capacità agentiche. Sono già disponibili esempi di codice nel repository agentcore-samples, mentre l’evoluzione del servizio si inserisce nel più ampio lavoro di AWS sulla discovery federata delle risorse agentiche, compreso il supporto alla specifica aperta Agentic Resource Discovery, pensata per consentire la ricerca di agenti e strumenti distribuiti tra cloud, sistemi on-premise e piattaforme SaaS senza trasferirli necessariamente in un unico registro proprietario.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
