Hugging Face e Pollen Robotics hanno lanciato Microduck, un piccolo robot personale progettato contemporaneamente come giocattolo interattivo e piattaforma di sviluppo per applicazioni robotiche. Il dispositivo, caratterizzato da un aspetto ispirato a un’anatra e da un peso di circa 800 grammi, ha registrato oltre 10.000 unità vendute nei primi giorni successivi al debutto, generando ricavi superiori a 5 milioni di dollari. L’afflusso di ordini è stato superiore alle previsioni e ha provocato uno slittamento dei tempi di consegna per i nuovi acquisti oltre il periodo natalizio del 2026. Il prezzo è stato fissato a 399 dollari, con l’obiettivo di rendere la piattaforma accessibile a sviluppatori e utenti individuali rispetto ai costi significativamente superiori dei robot umanoidi di dimensioni maggiori.

Microduck combina all’interno di una piattaforma compatta videocamera, sensori, motori e capacità di elaborazione direttamente a bordo del dispositivo. Il software è basato su tecnologie open source e il robot è stato progettato per poter apprendere all’interno di ambienti simulati e successivamente eseguire obiettivi o comandi assegnati dall’utente. L’approccio consente quindi di utilizzare lo stesso hardware sia per semplici interazioni sia per sperimentare algoritmi di controllo, percezione e comportamento robotico, senza dipendere necessariamente da una piattaforma robotica industriale o da infrastrutture particolarmente costose.

Il sistema di elaborazione è basato sul Rockchip RK3566, system-on-chip prodotto dalla società cinese Rockchip e costruito utilizzando tecnologie Arm. Il processore integra una Neural Processing Unit con capacità di calcolo pari a circa 1 TOPS, destinata all’esecuzione delle operazioni di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo. Pollen Robotics ha indicato proprio la presenza di questa NPU come uno dei motivi principali della scelta del chip, poiché permette di eseguire localmente funzioni AI compatibili con le risorse e i consumi richiesti da un robot compatto e relativamente economico.

La capacità di calcolo è molto inferiore rispetto alle piattaforme edge AI progettate per sistemi robotici più complessi. Come termine di confronto, Jetson Orin Nano 2 di Nvidia raggiunge 78 TOPS, contro il singolo TOPS disponibile sul chip utilizzato da Microduck. La differenza riflette però anche una diversa destinazione hardware: il piccolo robot non è progettato per eseguire localmente i modelli AI più pesanti, mentre la NPU del RK3566 è sufficiente per operazioni di elaborazione compatibili con un dispositivo di questa classe. Rockchip è già ampiamente presente nel settore dell’edge AI e le sue piattaforme vengono utilizzate soprattutto in applicazioni di machine vision, riconoscimento degli oggetti ed elaborazione delle immagini.

Le risorse disponibili sul chip costituiscono allo stesso tempo uno dei principali limiti della piattaforma quando si passa a operazioni AI più complesse. L’esecuzione locale dei modelli permette di elaborare i dati senza trasferirli continuamente verso server esterni, caratteristica importante soprattutto quando videocamere e sensori acquisiscono informazioni dall’ambiente nel quale opera il robot. Modelli generativi o sistemi di percezione particolarmente pesanti richiedono tuttavia acceleratori molto più potenti, rendendo necessario distribuire le funzioni tra elaborazione locale e infrastrutture esterne quando le richieste computazionali superano la capacità della NPU integrata.

La scelta di Rockchip arriva in una fase di forte crescita per il produttore cinese. Nel primo semestre dell’anno la società ha registrato ricavi operativi per 2,88 miliardi di yuan, circa 540 milioni di euro, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto, escludendo le componenti straordinarie, è cresciuto di oltre il 60%. Una parte della crescita è collegata all’espansione dell’elaborazione AI al di fuori dei data center, con acceleratori e processori dedicati che trovano sempre maggiore impiego in robot, videocamere, automobili e altri dispositivi edge.

Il lancio di Microduck rappresenta anche un ulteriore sviluppo della collaborazione tra Hugging Face e Pollen Robotics. Hugging Face ha acquisito Pollen Robotics nel 2025 e le due società avevano già sviluppato Reachy Mini, il precedente robot compatto della società, che ha a sua volta superato le 10.000 unità vendute. Microduck prosegue questa strategia riducendo ulteriormente dimensioni e prezzo e mantenendo l’impostazione open source, così da poter essere utilizzato non soltanto come prodotto consumer ma anche come hardware sperimentale per sviluppatori e ricercatori.

L’elevato numero di ordini ricevuti nei primi giorni ha avuto effetti anche sulla catena di fornitura. L’interesse per il dispositivo ha portato alcuni acquirenti e investitori a seguire direttamente disponibilità dei componenti, livelli di produzione, procedure doganali e programmi di consegna, mentre l’aumento della domanda ha costretto i produttori a rivedere le tempistiche inizialmente previste. Il superamento delle 10.000 unità in pochi giorni porta inoltre Microduck sui livelli di vendita già raggiunti da Reachy Mini, ma con una fascia di prezzo ancora più orientata alla diffusione tra utenti individuali.

Il debutto avviene inoltre in una fase nella quale i rapporti tra Hugging Face e Nvidia sono al centro dell’attenzione del settore. Poco prima della presentazione di Microduck sono circolate informazioni relative a un possibile accordo per l’acquisizione di Hugging Face da parte di Nvidia per 12,9 miliardi di dollari, circa 17 miliardi di euro, ma al momento non è stato diffuso un annuncio ufficiale che confermi l’operazione. Un’eventuale integrazione metterebbe nello stesso perimetro una delle principali piattaforme mondiali dedicate ai modelli AI open source e una delle aziende dominanti nell’hardware per l’intelligenza artificiale e la robotica.

Microduck arriva infine in un mercato dei robot personali che sta iniziando ad ampliare rapidamente l’offerta anche nelle fasce di prezzo inferiori rispetto ai grandi umanoidi industriali. Zeroes ha presentato un robot umanoide delle dimensioni di un bambino proposto a 8.888 yuan, circa 1.800 euro, e dotato di capacità di apprendimento in ambienti virtuali. Mondo Robotics ha invece sviluppato Benny, un robot mobile con videocamera montato su ruote che attraverso una campagna di crowdfunding ha raccolto oltre 80 volte l’obiettivo iniziale. Microduck si colloca nella stessa evoluzione del mercato, ma utilizza come elementi distintivi il prezzo di 399 dollari, il software open source e una piattaforma hardware sufficientemente compatta da poter essere utilizzata anche come ambiente di sviluppo personale.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy