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CSIRO, Macquarie University e ACEN Australia stanno sperimentando un sistema basato su immagini satellitari, dati raccolti sul campo e intelligenza artificiale per monitorare la vegetazione nei grandi impianti fotovoltaici e valutare in modo più preciso il rischio di incendi. Il progetto è in corso presso New England Solar, nel Nuovo Galles del Sud, un impianto sviluppato su circa 2.000 ettari di terreni prevalentemente destinati al pascolo nei pressi di Uralla. Il progetto complessivo raggiungerà 720 MW di potenza fotovoltaica: una prima fase da 400 MW è operativa dal 2023, mentre è prevista una seconda fase da 320 MW. Sul sito è stato inoltre installato un sistema di accumulo a batterie da 200 MW e 400 MWh, attualmente nelle fasi finali di test e commissioning, mentre più di 6.000 pecore pascolano tra e sotto i pannelli solari. La presenza contemporanea di produzione energetica e attività zootecnica rende particolarmente importante trovare un equilibrio nella gestione dell’erba: gli operatori e gli assicuratori tendono a richiedere vegetazione più bassa per limitare il materiale combustibile, mentre gli allevatori hanno interesse a mantenere una quantità sufficiente di foraggio e un’altezza dell’erba adatta alla salute e alla produttività degli animali.

Le condizioni della vegetazione vengono normalmente valutate attraverso sopralluoghi manuali, durante i quali i tecnici possono classificare l’altezza dell’erba sulla base di scale visive. Su un’area di circa 2.000 ettari questo metodo è però lento, soggettivo e difficile da applicare in maniera uniforme, perché l’ispezione completa può richiedere spostamenti per centinaia di chilometri nell’arco di pochi giorni. Il nuovo sistema punta invece a produrre una valutazione quantitativa e ripetibile dell’intero sito combinando telerilevamento satellitare, dati aerei e campionamenti eseguiti direttamente sul terreno. Una parte centrale della ricerca è affidata a Nona Sepahrom, dottoranda industriale CSIRO presso la Macquarie University, che utilizza le immagini iperspettrali del satellite ambientale tedesco EnMAP per analizzare la vegetazione fino al livello delle sue caratteristiche biochimiche. Questa capacità permette di distinguere biomassa verde e ricca di umidità da materiale vegetale secco e potenzialmente infiammabile e di determinarne la distribuzione intorno a componenti critici dell’impianto, come trasformatori e cablaggi.

I dati raccolti sul campo vengono messi in relazione con le firme spettrali osservate dal satellite per classificare le diverse caratteristiche della vegetazione e seguirne l’evoluzione nel corso delle stagioni. Nel modello vengono considerate anche informazioni meteorologiche storiche e contemporanee, tra cui precipitazioni, temperatura, vento ed esposizione solare, perché incidono direttamente sulla crescita e sull’essiccazione della biomassa. Il risultato previsto è la produzione di mappe e modelli in grado di descrivere per ogni zona del parco solare stato della vegetazione, biomassa, umidità e livello di rischio incendio, consentendo di individuare le aree che stanno diventando progressivamente più secche e quelle nelle quali è opportuno intervenire con il pascolo o con il taglio meccanico dell’erba. La stessa informazione può essere utilizzata dagli allevatori per organizzare meglio la rotazione degli animali e dagli operatori per ridurre l’accumulo di materiale combustibile vicino alle infrastrutture più sensibili.

L’obiettivo a lungo termine è trasformare questi dati in uno strumento operativo integrabile nelle sale di controllo dei parchi fotovoltaici, permettendo agli operatori di visualizzare in modo aggiornato lo stato della vegetazione e il rischio incendio nelle diverse aree dell’impianto. Accumulando serie storiche sufficientemente ampie, i ricercatori puntano anche a sviluppare modelli predittivi capaci di suggerire in anticipo quando modificare le modalità di pascolo o effettuare il taglio della vegetazione in funzione delle condizioni meteorologiche previste. La tecnologia, inizialmente sperimentata a New England Solar, potrebbe essere estesa anche ad altri grandi impianti fotovoltaici ed eolici nei quali la vegetazione deve essere gestita contemporaneamente per esigenze di sicurezza, manutenzione e utilizzo agricolo del terreno, contribuendo allo sviluppo di sistemi agrivoltaici nei quali produzione energetica e allevamento continuano a svolgersi sullo stesso sito.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy