doubleAI, società di ricerca sull’intelligenza artificiale, ha presentato Maxwell, il primo modello appartenente alla categoria dei Code Execution Models (CEM), sistemi progettati per analizzare e ottimizzare i programmi software mentre vengono eseguiti. L’azienda, cofondata e guidata da Amnon Shashua, noto anche per la fondazione di Mobileye, propone un approccio differente rispetto agli assistenti AI dedicati alla scrittura del codice. I tradizionali strumenti di programmazione generativa intervengono sul codice sorgente, producendo modifiche che devono successivamente essere verificate e integrate nei programmi. Maxwell opera invece a un livello inferiore, direttamente sulle istruzioni macchina associate a un programma in esecuzione, adattandole alle caratteristiche dell’hardware, ai dati effettivamente elaborati e alle condizioni operative rilevate. Il codice sorgente rimane invariato, mentre il sistema modifica la rappresentazione eseguibile sottostante per migliorare l’utilizzo delle risorse computazionali. doubleAI descrive questa categoria di modelli come un livello di intelligenza collocato tra il software e il processore, capace di intervenire sull’esecuzione senza richiedere al programmatore di riscrivere manualmente gli algoritmi.
L’elemento distintivo di Maxwell è la combinazione tra ottimizzazione automatica del codice eseguibile e verifica formale delle trasformazioni effettuate. Il modello analizza continuamente il programma, il processore sul quale opera e i dati che attraversano il sistema, individuando possibili modifiche alle istruzioni macchina per ottenere un’esecuzione più efficiente. Prima di applicare una trasformazione, Maxwell utilizza tecniche matematiche di verifica formale per dimostrare che il comportamento del programma rimanga equivalente a quello della versione precedente. Secondo doubleAI, questo meccanismo consente di superare uno dei principali ostacoli all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ottimizzazione automatica durante il runtime: l’impossibilità di affidare modifiche non supervisionate a un modello probabilistico senza il rischio di alterare i risultati dell’elaborazione. Le ottimizzazioni che superano la verifica diventano la base delle successive trasformazioni, dando origine a un processo incrementale nel quale il codice eseguibile può essere ulteriormente perfezionato mentre continua a operare. Le verifiche di equivalenza riguardano la correttezza delle trasformazioni prodotte; non costituiscono, di per sé, una certificazione universale dell’assenza di vulnerabilità o difetti nel software originario.
Maxwell è stato progettato per operare sia su CPU sia su GPU, intervenendo su carichi computazionali complessi nei quali l’efficienza delle istruzioni può incidere direttamente sul costo delle infrastrutture. doubleAI dichiara che il modello ha ottenuto accelerazioni superiori a 38 volte su determinate pipeline di elaborazione dei dati e superiori a 4,5 volte su specifici kernel utilizzati nell’inferenza dei modelli di intelligenza artificiale. Si tratta di risultati comunicati dall’azienda su carichi di lavoro selezionati, non di incrementi garantiti per qualsiasi applicazione. Tra le prime esperienze commerciali, doubleAI segnala inoltre una riduzione del 67% dei costi computazionali per un cliente e un raddoppio della velocità di inferenza in un’applicazione della società AI LTX. L’approccio si concentra sull’utilizzo più efficiente delle risorse hardware già disponibili, con la possibilità di completare una maggiore quantità di lavoro a parità di processori oppure di eseguire lo stesso carico su una quantità inferiore di risorse. Questa caratteristica è particolarmente rilevante nei sistemi che eseguono modelli AI su larga scala, nei quali anche differenze contenute nell’efficienza dei kernel possono produrre variazioni significative del consumo di GPU e dei costi operativi.
doubleAI è stata fondata circa due anni fa e dispone di un gruppo di ricerca di circa 40 persone, con competenze in informatica, matematica, fisica e biologia. L’azienda ha comunicato un finanziamento Series A da 200 milioni di dollari, guidato congiuntamente da Lightspeed Venture Partners e Bessemer Venture Partners, con la partecipazione di investitori tra cui NVIDIA, Dell Technologies Capital, Greenfield, Pitango e BRM. Il capitale complessivamente raccolto viene indicato in circa 220 milioni di dollari. La società intende commercializzare Maxwell attraverso un modello economico collegato ai risparmi computazionali ottenuti dai clienti, trattenendo una parte del beneficio economico prodotto dalle ottimizzazioni. Maxwell è stato reso disponibile in accesso anticipato attraverso il sito heymaxwell.ai, mentre l’espansione della distribuzione è prevista successivamente. La società ha inoltre investito nell’acquisizione di infrastrutture GPU, comprendenti 1.000 acceleratori NVIDIA B300, per sostenere le proprie attività di ricerca e sviluppo. Con Maxwell, doubleAI introduce quindi un sistema che non automatizza principalmente la scrittura del software, ma interviene sul modo in cui il software viene effettivamente eseguito, mantenendo distinta la logica definita dal programmatore dalle trasformazioni macchina necessarie a sfruttare più efficacemente l’hardware.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
