Cloudflare ha introdotto Basin, una piattaforma serverless per la gestione dei dati analitici che riunisce acquisizione, trasformazione, archiviazione, catalogazione e interrogazione SQL all’interno di un’infrastruttura basata su Apache Iceberg e sul servizio di object storage Cloudflare R2. La soluzione, resa generalmente disponibile all’inizio di ottobre 2026, rappresenta l’estensione dell’offerta Cloudflare verso un ambiente completo per la gestione dei dati, dalla loro raccolta fino all’utilizzo attraverso strumenti analitici. La piattaforma riunisce tre componenti precedentemente disponibili con denominazioni separate: Basin Pipelines, già Cloudflare Pipelines, per acquisire e trasformare i dati; Basin Catalog, precedentemente R2 Data Catalog, per organizzare e descrivere le tabelle; e Basin SQL, già R2 SQL, per eseguire interrogazioni analitiche. L’architettura utilizza Apache Iceberg, formato aperto per le tabelle dei data lake, per conservare informazioni strutturate in modo accessibile a differenti motori di elaborazione. I dati vengono archiviati in R2 e possono essere letti da sistemi compatibili senza dover necessariamente creare copie o convertirli in formati proprietari. L’obiettivo tecnico è ridurre la necessità di trasferire continuamente dataset tra sistemi di acquisizione, data warehouse, ambienti di elaborazione e strumenti di business intelligence.
Una caratteristica centrale dell’offerta è l’eliminazione dei costi di egress associati all’accesso ai dati conservati su R2. Nei modelli tradizionali di infrastruttura cloud, il trasferimento dei dati verso altri ambienti o fornitori può produrre costi aggiuntivi che si sommano alle spese di archiviazione e computazione. Questi costi assumono particolare rilevanza nelle architetture federate, nelle quali diversi motori analitici utilizzano i medesimi dataset. Cloudflare ha progettato Basin affinché le tabelle Iceberg possano essere utilizzate direttamente dagli strumenti compatibili, conservando i dati in un unico livello di storage. I servizi di acquisizione, catalogazione e interrogazione operano sulla rete distribuita dell’azienda mediante un modello serverless, che non richiede agli utenti di dimensionare preventivamente server, mantenere cluster permanentemente attivi o amministrare infrastrutture computazionali inattive. Meagan Gamache, responsabile del product management delle piattaforme per sviluppatori di Cloudflare, ha spiegato che la combinazione tra rete distribuita, gestione serverless e assenza di tariffe per l’uscita dei dati permette di proporre un modello economico basato sull’utilizzo effettivo, senza costi orari fissi per risorse di calcolo non impiegate. La piattaforma è stata inoltre progettata per consentire a sviluppatori e agenti software di iniziare a utilizzare i dati e ottenere risultati senza effettuare lunghi processi di predisposizione dell’infrastruttura.
Il modello tariffario distingue le operazioni di acquisizione, trasformazione e interrogazione. Basin Pipelines prevede l’ingresso gratuito dei dati e una quota inclusa di 50 GB per le operazioni di trasformazione e destinazione, oltre la quale sono applicate tariffe di 0,04 dollari per GB per l’elaborazione SQL e da 0,03 a 0,06 dollari per GB per determinate operazioni di invio verso i sistemi di destinazione. Basin SQL prevede una quota gratuita di 10 GB di dati compressi analizzati, seguita da una tariffa di 2,50 dollari per terabyte di dati compressi sottoposti a scansione. L’assenza delle tariffe di egress da R2 non implica quindi la gratuità di tutte le operazioni di trasferimento, elaborazione o interrogazione: gli addebiti previsti dai singoli componenti rimangono applicabili secondo le condizioni del servizio. L’utilizzo di risorse serverless consente inoltre di mantenere separati i costi legati all’effettiva attività della piattaforma da quelli che deriverebbero dalla disponibilità continua di cluster dedicati. Secondo Cloudflare, questa configurazione permette a sviluppatori indipendenti e piccole organizzazioni di utilizzare le quote gratuite per sperimentare il servizio, mentre le imprese più grandi possono conservare dataset accessibili a molteplici strumenti e soggetti esterni senza sostenere un costo di uscita ogni volta che vengono consultati.
Basin viene proposta sia come infrastruttura analitica completa sia come livello interoperabile da utilizzare insieme a sistemi già presenti nelle organizzazioni. Un’impresa priva di un data warehouse può ricorrere a Basin Pipelines per acquisire i dati, Basin Catalog per gestire le tabelle Apache Iceberg e Basin SQL per interrogarle, realizzando così una catena di elaborazione interamente gestita da Cloudflare. Un’organizzazione che utilizza già Snowflake, Apache Spark o altri motori compatibili può invece adottare Basin per la raccolta e l’archiviazione, mantenendo gli strumenti analitici esistenti e facendo leggere loro direttamente le tabelle memorizzate in R2. Questa impostazione differenzia la proposta dall’obbligo di sostituire integralmente l’ambiente di analisi precedente. Il mercato in cui Basin si inserisce comprende tuttavia piattaforme consolidate come Snowflake, Google BigQuery e Amazon Athena, oltre alle soluzioni sviluppate da AWS e Databricks attorno all’ecosistema Apache Iceberg. La competitività della piattaforma dipenderà anche dalla capacità di convincere le aziende a utilizzare R2 come livello di conservazione dei propri dataset analitici. Cloudflare sostiene che Basin possa offrire valore tanto come sistema completo di interrogazione quanto come componente di storage e ingestione indipendente dai motori di elaborazione scelti dal cliente, puntando sulla portabilità dei dati, sull’interoperabilità del formato Iceberg e sull’assenza di costi di uscita da R2.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
