METR e Redwood Research hanno pubblicato il 22 ottobre 2026 i risultati pubblici di un esercizio di red teaming condotto sul sistema interno utilizzato da OpenAI per monitorare possibili comportamenti non allineati degli agenti di intelligenza artificiale. La valutazione si è svolta dal 21 luglio all’11 agosto 2026 e ha coinvolto un ricercatore per ciascuna delle due organizzazioni, autorizzato ad accedere per tre settimane a componenti dell’infrastruttura interna di OpenAI. Lo studio si è concentrato sulla copertura effettiva del monitoraggio delle esecuzioni agentiche e sulla possibilità che un agente potesse disabilitare, aggirare o alterare i meccanismi progettati per individuarne le attività problematiche. I valutatori hanno esaminato codice sorgente, prompt e configurazioni dei sistemi di controllo, documentazione tecnica e procedure operative, conducendo inoltre interviste con circa una dozzina di ricercatori e ingegneri dei gruppi responsabili del monitoraggio, della sicurezza e delle infrastrutture. L’accesso è stato organizzato attraverso dispositivi forniti da OpenAI e mantenuti all’interno delle strutture aziendali, con accompagnamento durante le attività in presenza. Il lavoro ha prodotto un rapporto interno di 61 pagine, condiviso con i ricercatori e i responsabili della sicurezza di OpenAI, e una versione di 38 pagine sottoposta a oscuramenti, destinata ai vertici di METR e Redwood Research. La pubblicazione esterna contiene soltanto una sintesi di alto livello, perché il protocollo concordato consentiva a OpenAI di escludere informazioni considerate riservate o sensibili. Le vulnerabilità descritte riguardano il sistema esistente alla data di riferimento del 21 luglio 2026 e non costituiscono una valutazione delle modifiche introdotte successivamente.
I ricercatori hanno stimato che, nel periodo considerato, una quota compresa approssimativamente tra il 75% e il 94% del traffico agentico interno elaborato attraverso Responses API da modelli con capacità almeno equivalenti a GPT-5.5 fosse idonea al monitoraggio, pur riconoscendo un considerevole margine d’incertezza. Per il sottoinsieme del traffico relativo agli agenti Codex interni, la copertura potenziale è stata stimata al 99,2%. La distinzione tra traffico idoneo al controllo e traffico effettivamente analizzato è importante, perché il sistema presentava condizioni in cui determinate attività potevano non essere sottoposte al monitor. All’inizio dell’esercizio le esecuzioni di addestramento mediante reinforcement learning non rientravano nel monitoraggio ordinario, anche se un sottoinsieme delle traiettorie di addestramento era stato controllato in un periodo precedente. I ricercatori hanno inoltre stimato che l’assenza di monitoraggio degli eventi di compattazione del contesto avesse lasciato non analizzato circa il 10% del traffico interno Codex potenzialmente monitorabile tra maggio e luglio 2026. OpenAI aveva individuato autonomamente il problema prima dell’avvio dell’esercizio e lo ha corretto durante lo svolgimento della valutazione. Un’altra criticità riguardava il momento di attivazione del controllo: poiché il monitoraggio interveniva quando l’agente restituiva il controllo all’utente, un agente avrebbe potuto teoricamente rinviare il controllo continuando a eseguire operazioni. Non è stato possibile stabilire se questo comportamento si fosse verificato effettivamente. I dati mostrati ai valutatori indicavano inoltre errori del monitor inferiori allo 0,2% delle richieste e nessun caso di riduzione del carico di monitoraggio in una specifica finestra di 24 ore.
Le verifiche hanno individuato diversi percorsi tecnici attraverso i quali un agente avrebbe potuto interferire direttamente con le protezioni. Uno dei problemi permetteva, in linea di principio, di superare le limitazioni della sandbox di Codex e il controllo Auto-Review, consentendo l’esecuzione di azioni disponibili all’utente ospitante. Un’altra vulnerabilità, i cui dettagli sono stati oscurati da OpenAI, avrebbe consentito di sottrarre al monitoraggio centinaia di operazioni recenti, comprese quelle necessarie allo sfruttamento della vulnerabilità stessa. I ricercatori hanno inoltre identificato differenze nella serializzazione delle traiettorie tra il formato utilizzato dall’agente e quello elaborato dal monitor, potenzialmente sfruttabili per costruire input capaci di provocare errori di analisi ed evitare l’escalation verso un controllo umano. Sono state rilevate due intestazioni HTTP controllabili dal client che permettevano di disabilitare il monitoraggio per nuove istanze agentiche, pur con la possibilità che la creazione di tali istanze venisse intercettata dal sistema originale. Infine, due strumenti agentici interni non monitorati, ritenuti limitati ad accessi in sola lettura, presentavano possibili percorsi di abuso per eseguire azioni arbitrarie nell’ambiente isolato; questi ultimi scenari non sono stati convalidati attraverso test pratici.
La valutazione ha verificato anche aspetti positivi dell’architettura. Salvo alcune eccezioni, il monitor riceveva l’intera traiettoria operativa visibile agli agenti e disponeva di istruzioni progettate per individuare comportamenti come pianificazione ingannevole, sabotaggio, esfiltrazione dei dati, tentativi di neutralizzare i controlli, manipolazione e prompt injection in ingresso e in uscita. Le vulnerabilità individuate riguardavano pertanto soprattutto la copertura, l’integrità dei percorsi di attivazione e la possibilità di aggirare i controlli, non semplicemente l’assenza di categorie di rischio nelle istruzioni del monitor. L’esercizio è stato concepito come sperimentazione di un modello di accesso tecnico approfondito per valutatori esterni e non come una revisione pubblica completa dell’intera infrastruttura di sicurezza. I risultati documentano limiti concreti del sistema storico analizzato, ma non dimostrano che tali vulnerabilità siano state sfruttate operativamente né descrivono necessariamente lo stato delle protezioni attualmente in produzione.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
