Neuralink ha dichiarato di aver completato lo sviluppo ingegneristico di Blindsight, un dispositivo impiantabile di interfaccia cervello-computer progettato per trasmettere informazioni visive al cervello di persone che hanno perso completamente la vista. Elon Musk, fondatore della società, ha comunicato il 30 ottobre 2026 che il sistema sarebbe pronto dal punto di vista tecnico e che l’avvio delle successive attività dipenderebbe dall’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolatorie. Blindsight è stato presentato inizialmente nel 2024 come un progetto destinato a realizzare un collegamento artificiale tra una sorgente esterna di immagini e le aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione visiva. Secondo gli obiettivi dichiarati dall’azienda, la tecnologia potrebbe essere utilizzata non soltanto da persone che hanno perso la vista in seguito a malattie o lesioni, ma anche da soggetti privi di esperienza visiva fin dalla nascita. Questa possibilità rappresenta tuttavia un obiettivo di ricerca e non una capacità clinica già dimostrata.
Il principio di funzionamento prevede l’acquisizione delle immagini mediante una telecamera esterna e la successiva conversione dei dati visivi in segnali compatibili con l’interfaccia neurale impiantata. A differenza degli interventi che cercano di ripristinare le strutture oculari danneggiate o le vie nervose normalmente coinvolte nella visione, Blindsight punta a costruire un percorso artificiale attraverso il quale le informazioni raccolte da un dispositivo elettronico possano raggiungere direttamente il cervello. Il sistema richiede quindi una relazione tra l’elaborazione digitale delle immagini e la stimolazione delle aree nervose deputate alla percezione visiva. La sfida comprende non soltanto la trasmissione del segnale, ma anche la possibilità che l’attività neuronale indotta venga interpretata come informazione visiva utilizzabile. La disponibilità di un’interfaccia capace di inviare stimoli non equivale infatti, da sola, alla dimostrazione di una percezione funzionale comparabile alla vista naturale.
Il progetto costituisce un’estensione della tecnologia sviluppata da Neuralink per Telepathy, la prima famiglia di dispositivi dell’azienda, dedicata principalmente alla decodifica dell’attività cerebrale per controllare computer e sistemi digitali. Neuralink, fondata nel 2016, ha avviato le proprie sperimentazioni sull’essere umano nel 2024, inizialmente concentrandosi sulla possibilità di muovere il puntatore di un computer attraverso il pensiero e successivamente ampliando le modalità di interazione con i dispositivi. Telepathy utilizza quindi segnali provenienti dal cervello per produrre comandi diretti verso l’esterno, mentre Blindsight affronta il percorso opposto, trasferendo informazioni sensoriali da un sistema elettronico al tessuto nervoso. Questo secondo approccio presenta analogie con altri dispositivi di neuroprotesi sensoriale, come gli impianti cocleari utilizzati per trasformare segnali sonori in stimolazione del sistema uditivo, pur coinvolgendo strutture, codifiche e problematiche fisiologiche differenti.
La dichiarazione relativa al completamento ingegneristico deve essere distinta dall’approvazione per l’utilizzo clinico e dalla dimostrazione dell’efficacia terapeutica. Le informazioni disponibili non documentano ancora una capacità verificata di ripristinare la vista attraverso Blindsight, né consentono di stabilire quale qualità percettiva potrebbe essere raggiunta nei primi pazienti. Saranno necessarie valutazioni regolatorie e sperimentazioni cliniche per determinare la sicurezza dell’impianto, l’affidabilità della stimolazione e le effettive capacità visive ottenibili. L’obiettivo indicato da Neuralink è ampliare l’applicazione delle interfacce cervello-computer dal controllo dei dispositivi alla sostituzione parziale di funzioni sensoriali, utilizzando sistemi elettronici capaci di comunicare direttamente con le strutture nervose.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
