Immagine AI

NVIDIA sta valutando un progetto per trasformare una rete di edifici telefonici esistenti negli Stati Uniti in infrastrutture dedicate all’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale. L’iniziativa coinvolgerebbe Apollo Global Management, società di gestione patrimoniale che controlla l’operatore di telecomunicazioni a banda larga Brightspeed, proprietario di oltre 130 strutture distribuite in diversi Stati americani. La proposta prevede la possibilità di realizzare una rete di data center distribuiti in circa venti Stati, riutilizzando edifici già destinati alle telecomunicazioni e dotati di collegamenti alla rete elettrica e alle infrastrutture di trasmissione dei dati. L’obiettivo consiste nel ridurre i tempi e i costi associati alla costruzione di nuovi complessi, che richiedono l’acquisizione di terreni, autorizzazioni edilizie, collegamenti energetici e opere di infrastrutturazione. Il progetto è ancora in fase di valutazione e non corrisponde a un programma di conversione già definitivamente approvato.

Secondo le informazioni emerse, NVIDIA ritiene che una parte consistente degli edifici Brightspeed disponga già di alimentazione elettrica sufficiente a ospitare sistemi server avanzati. La capacità potenzialmente disponibile nell’insieme delle strutture viene stimata in circa un gigawatt, un livello che consentirebbe di alimentare infrastrutture di intelligenza artificiale comprendenti sistemi di calcolo per un valore di diverse decine di miliardi di dollari. Il 4 novembre 2026 NVIDIA avrebbe trasmesso a Brightspeed una proposta operativa insieme a richieste di informazioni aggiuntive, avviando valutazioni con i fornitori sulla possibilità di installare rack basati sulla piattaforma Vera Rubin già nel primo trimestre del 2027. Tra le tecnologie considerate figurerebbero anche soluzioni di Groq, società specializzata nell’accelerazione dell’inferenza, per le quali NVIDIA ha acquisito una licenza tecnologica alla fine del 2025. La configurazione degli impianti rimane tuttavia subordinata alle verifiche tecniche sulle infrastrutture disponibili e alla definizione degli accordi tra i soggetti coinvolti.

La conversione delle centrali telefoniche richiederebbe comunque modifiche significative. Gli edifici destinati agli apparati tradizionali delle telecomunicazioni non sono necessariamente progettati per gestire la densità energetica e termica dei moderni acceleratori di intelligenza artificiale. Sarebbe quindi necessario installare sistemi di raffreddamento adeguati, aggiornare parte delle infrastrutture elettriche e verificare la compatibilità degli spazi con i rack di calcolo. Alcuni interventi potrebbero inoltre richiedere autorizzazioni delle amministrazioni locali. Il vantaggio della riconversione riguarda soprattutto la possibilità di sfruttare collegamenti energetici e reti di comunicazione già presenti, riducendo alcune delle attività preliminari necessarie per costruire un nuovo data center. Rimangono però possibili costi operativi superiori a quelli di strutture progettate specificamente per i carichi AI, soprattutto quando gli impianti elettrici esistenti sono datati e richiedono interventi di adeguamento complessi.

NVIDIA avrebbe definito la futura configurazione come una rete di inferenza, distinguendola dalle grandi infrastrutture centralizzate utilizzate prevalentemente per addestrare modelli di dimensioni elevate. I server sarebbero destinati soprattutto all’esecuzione di sistemi già addestrati, con capacità distribuita in più località e coordinata attraverso software dedicato alla gestione delle risorse. Questa organizzazione richiederebbe strumenti per controllare l’allocazione del calcolo, il monitoraggio degli impianti e l’instradamento delle richieste tra strutture fisicamente separate. Tra i possibili utilizzatori vengono menzionate aziende come SpaceX, Anthropic e OpenAI, interessate ad ampliare la capacità disponibile per l’esecuzione dei propri servizi. Non risultano però confermati accordi di locazione o contratti specifici tra queste società e i promotori del progetto.

Apollo ha già concordato l’acquisto di sistemi basati su Vera Rubin per un valore di diverse decine di miliardi di dollari, destinati a infrastrutture da concedere in locazione a SpaceX, e potrebbe applicare una struttura finanziaria analoga anche all’eventuale riconversione degli edifici Brightspeed. Il piano viene valutato in un contesto nel quale la disponibilità di energia elettrica e i tempi di collegamento alla rete rappresentano fattori determinanti per l’espansione delle infrastrutture AI. In diversi territori statunitensi, inoltre, la costruzione di nuovi data center incontra crescenti difficoltà autorizzative e opposizioni locali, mentre il riutilizzo di strutture esistenti potrebbe ridurre una parte di questi ostacoli. La fattibilità economica del progetto dipenderà quindi dalla qualità delle infrastrutture disponibili, dal costo degli interventi di conversione, dalla possibilità di ottenere le autorizzazioni necessarie e dall’effettiva disponibilità di clienti interessati a utilizzare la capacità di inferenza distribuita.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy