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Anthropic ha modificato le istruzioni di Claude Code relative alla generazione di videogiochi, correggendo alcune restrizioni che impedivano agli sviluppatori di realizzare progetti originali ispirati alle meccaniche di titoli già esistenti. La modifica è stata comunicata il 4 novembre 2026 da Addy Osmani, responsabile tecnico di Anthropic, in seguito alle segnalazioni degli utenti riguardanti il comportamento di Claude Opus 5.5. Alla fine di ottobre la società aveva introdotto una regola finalizzata a impedire la riproduzione diretta di videogiochi protetti da diritti di proprietà intellettuale, ma la formulazione delle istruzioni aveva determinato rifiuti anche per richieste che non prevedevano la copia di contenuti originali. Il sistema tendeva infatti a interpretare come problematico il semplice riferimento a un videogioco esistente, anche quando il nome veniva utilizzato soltanto per descrivere un genere, una modalità di combattimento o una caratteristica dell’interazione. In alcuni casi, le limitazioni avevano interessato anche attività di analisi del software e reverse engineering, provocando contestazioni da parte degli sviluppatori che utilizzavano Claude Code per realizzare applicazioni e prototipi.

La correzione è stata introdotta nella versione 2.1.317 di Claude Code e riguarda il modo in cui il modello deve distinguere l’ispirazione progettuale dalla riproduzione di un’opera specifica. Gli utenti possono ora citare esplicitamente titoli commerciali per descrivere le caratteristiche di un progetto, chiedendo ad esempio di realizzare un videogioco originale con un sistema di movimento, una struttura di combattimento o un insieme di meccaniche riconducibili a un determinato genere. Il riferimento a un prodotto esistente non costituisce più, di per sé, una ragione sufficiente per rifiutare la richiesta. Rimane invece la restrizione sulla ricostruzione diretta di un gioco specifico, quando l’utente richiede di riprodurne fedelmente elementi, configurazioni e contenuti. In queste situazioni, Claude Code deve proporre la realizzazione di un nuovo progetto appartenente allo stesso genere o basato su caratteristiche generali analoghe, mantenendo una distinzione tra le idee di funzionamento e gli elementi espressivi dell’opera originale.

Il cambiamento riguarda principalmente le istruzioni utilizzate per orientare il comportamento del modello, anziché introdurre una nuova funzionalità di generazione del codice o una diversa architettura software. La regola iniziale, progettata per limitare la riproduzione di videogiochi esistenti, era stata formulata in modo troppo ampio e aveva finito per bloccare anche attività di sviluppo considerate legittime dalla stessa Anthropic. La revisione interviene quindi sul processo di interpretazione delle richieste, permettendo al modello di riconoscere che il nome di un prodotto può essere utilizzato come riferimento descrittivo senza implicare necessariamente la volontà di copiarlo. Lo stesso principio viene applicato alle richieste dirette di clonazione: invece di limitarsi a un rifiuto, il sistema dovrebbe individuare la possibilità di sviluppare un gioco nuovo, mantenendo alcune caratteristiche generali dell’esperienza richiesta ma evitando la riproduzione specifica dell’originale.

Anthropic ha precisato che la revisione non comporta l’eliminazione delle restrizioni sulla duplicazione dei videogiochi protetti. La società mantiene l’obiettivo di evitare che Claude Code venga impiegato per ricostruire direttamente prodotti commerciali esistenti, ma intende impedire che le misure di protezione ostacolino attività creative e di programmazione che utilizzano riferimenti comuni nel settore. La correzione è intervenuta circa una settimana dopo l’introduzione della regola iniziale e rappresenta un aggiornamento mirato delle istruzioni di comportamento di Claude Opus 5.5. Per gli sviluppatori, la conseguenza operativa consiste nella possibilità di descrivere più liberamente un progetto facendo riferimento a videogiochi conosciuti, mantenendo però la necessità di produrre contenuti originali anziché riprodurre quelli dell’opera citata.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy