Immagine AI

Un video del volto della durata di pochi secondi potrebbe diventare uno strumento per individuare persone a rischio di ipertensione e diabete senza utilizzare sensori a contatto con il corpo. È il risultato di una ricerca giapponese che combina registrazioni video spettroscopiche e algoritmi di apprendimento automatico per estrarre dalla pelle segnali fisiologici impercettibili all’occhio umano. Il sistema non riconosce la presenza delle patologie osservando caratteristiche esteriori del viso, ma analizza le variazioni generate dalla circolazione sanguigna, la dinamica dell’onda di polso e le caratteristiche spettrali della colorazione cutanea, trasformandole in parametri utilizzabili dal modello di intelligenza artificiale.

Il progetto è stato sviluppato da ricercatori dell’Università di Tokyo e dell’Institute of Science Tokyo ed è stato presentato all’ESC Congress 2026 della Società Europea di Cardiologia a Monaco di Baviera. Lo studio, denominato “AI-powered cardiometabolic assessment from a single facial video”, è finanziato dalla Japan Science and Technology Agency e ha coinvolto 215 partecipanti, comprendendo sia persone con diagnosi già accertate sia volontari sani. Per ogni soggetto sono state effettuate registrazioni ad alta velocità del volto e del palmo delle mani mediante una telecamera spettroscopica, confrontando successivamente i risultati prodotti dall’algoritmo con le valutazioni cliniche convenzionali.

La tecnica sfrutta il fatto che il flusso sanguigno modifica in modo estremamente lieve e continuo le caratteristiche ottiche della pelle. Una telecamera sufficientemente sensibile può rilevare queste variazioni e trasformarle in sequenze di dati dalle quali ricostruire informazioni sulla circolazione. L’algoritmo analizza in particolare la dinamica dell’onda sfigmica, collegata anche alla rigidità delle arterie, i pattern del flusso ematico cutaneo e le caratteristiche spettrali della colorazione della pelle. L’intelligenza artificiale cerca quindi combinazioni di parametri associate alle condizioni cardiometaboliche studiate, anziché basarsi sull’aspetto visibile della persona.

Per l’ipertensione il gruppo di ricerca aveva già ottenuto risultati significativi in precedenti sperimentazioni. Analizzando una registrazione di 30 secondi del volto e del palmo della mano, il sistema aveva raggiunto un’accuratezza del 95% nell’identificazione dell’ipertensione. Riducendo la durata della registrazione a soli cinque secondi, la precisione è rimasta al 90,3%. La metodica permette quindi di ricavare informazioni associate alla pressione arteriosa senza utilizzare il tradizionale bracciale gonfiabile durante la fase di acquisizione del video.

Il nuovo sviluppo riguarda soprattutto il diabete. Utilizzando i pattern del flusso sanguigno rilevati nel volto, l’algoritmo è riuscito a distinguere i soggetti diabetici con un’accuratezza dell’88,2% attraverso registrazioni della durata di 30 secondi. Utilizzando soltanto cinque secondi di video, l’accuratezza è risultata dell’81,2%. La durata estremamente ridotta dell’acquisizione è uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione, perché renderebbe tecnicamente possibile effettuare controlli preliminari su un numero elevato di persone senza richiedere procedure particolarmente complesse.

L’obiettivo non è sostituire gli strumenti diagnostici utilizzati attualmente. La pressione arteriosa continua a richiedere una misurazione validata e la diagnosi di diabete necessita degli specifici esami previsti dalla pratica clinica. La tecnologia viene invece studiata come possibile sistema di screening, cioè come strumento per individuare rapidamente persone nelle quali sia opportuno eseguire controlli più approfonditi. Un’applicazione di questo tipo sarebbe particolarmente rilevante proprio per ipertensione e diabete, due condizioni che possono rimanere a lungo prive di sintomi evidenti e quindi essere identificate soltanto quando vengono effettuate misurazioni o analisi specifiche.

La dimensione del problema rende lo screening uno degli aspetti centrali della ricerca. Nel mondo circa 1,4 miliardi di adulti tra 30 e 79 anni convivono con l’ipertensione, mentre le persone con diabete sono circa 589 milioni. Una quota consistente dei casi rimane però non diagnosticata. Gli attuali sistemi di controllo richiedono generalmente visite, misurazioni dedicate o dispositivi indossabili, condizioni che rendono più difficile raggiungere grandi quantità di popolazione, soprattutto quando le persone non percepiscono sintomi e non hanno quindi un motivo immediato per sottoporsi a un controllo.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy