Alphabet ha innalzato la previsione di spesa in conto capitale per il 2026 a un intervallo compreso tra 195 e 205 miliardi di dollari, rispetto ai 180-190 miliardi indicati nel trimestre precedente. L’aumento dipende soprattutto dall’accelerazione nella consegna di nuova capacità di calcolo, necessaria per sostenere lo sviluppo dei modelli Gemini, i servizi AI integrati nei prodotti Google e la domanda dei clienti di Google Cloud. La maggior parte delle risorse sarà destinata a server, data center e apparati di rete.

Nel secondo trimestre Alphabet ha già investito 44,9 miliardi di dollari, circa il 60% dei quali in server e il restante 40% nella costruzione e nell’equipaggiamento dei data center e delle reti. L’intensità degli investimenti ha portato il flusso di cassa libero trimestrale a un valore negativo di 5,9 miliardi, nonostante un flusso di cassa operativo pari a 39,1 miliardi. L’espansione dell’infrastruttura continuerà inoltre ad aumentare ammortamenti, consumi energetici e costi operativi dei centri di elaborazione.

La capacità disponibile rimane inferiore alla domanda sia per i servizi offerti ai clienti sia per le necessità interne di Google. Per evitare che la scarsità di risorse rallenti l’acquisizione di nuovi carichi di lavoro, Alphabet utilizzerà temporaneamente anche capacità fornita da operatori terzi, accettando una moderata pressione sui margini mentre completa le proprie installazioni. La società prevede già un ulteriore incremento significativo degli investimenti nel 2027, senza averne ancora quantificato l’entità.

La crescita più direttamente collegata a questa espansione riguarda Google Cloud, che nel secondo trimestre ha registrato ricavi per 24,8 miliardi di dollari, in aumento dell’82% su base annua. L’utile operativo del segmento ha raggiunto 8,8 miliardi, più che triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il margine operativo è salito dal 20,7% al 35,6%. Il portafoglio degli ordini contrattualizzati ha raggiunto 514 miliardi di dollari, con oltre metà dell’importo prevista in conversione in ricavi entro 24 mesi.

Una parte della strategia consiste nel trasformare le TPU da risorsa utilizzata prevalentemente all’interno dell’infrastruttura Google a prodotto installabile anche nei data center dei clienti. Nel secondo trimestre Alphabet ha iniziato a contabilizzare i primi ricavi derivanti dalla vendita diretta di sistemi TPU, ma la maggior parte dei contratti già sottoscritti produrrà fatturato nel 2027. L’offerta comprende anche acceleratori NVIDIA, le TPU 8t e 8i, CPU Axion ottimizzate per gli agenti e Virgo Network, un’architettura progettata per collegare fino a un milione di acceleratori distribuiti tra più data center come un unico supercomputer.

L’investimento sostiene contemporaneamente l’addestramento dei modelli e l’aumento dell’inferenza. Le API Gemini elaborano circa 22 miliardi di token al minuto, rispetto ai 16 miliardi del trimestre precedente, e vengono utilizzate ogni mese da oltre nove milioni di sviluppatori. Google ha inoltre avviato il proprio ciclo di pre-addestramento più ambizioso per Gemini 4, mentre il portafoglio di modelli Flash viene impiegato per contenere costi e latenza nei servizi ad alto volume.

La stessa capacità viene distribuita nei prodotti consumer. AI Mode ha superato un miliardo di utenti attivi mensili, mentre l’app Gemini ne conta 950 milioni, con utenti giornalieri triplicati in un anno. Google sta riducendo il costo unitario delle risposte attraverso ottimizzazioni congiunte di modelli, software e hardware, ma l’aumento dell’utilizzo mantiene elevata la richiesta complessiva di calcolo.

Il piano da 205 miliardi di dollari non riguarda quindi un singolo modello, ma un’infrastruttura verticale che comprende chip, reti, data center, modelli, piattaforme cloud e applicazioni finali. Alphabet deve ampliare contemporaneamente la capacità destinata all’addestramento, ai prodotti gratuiti, ai servizi in abbonamento e ai clienti aziendali, cercando di trasformare la crescita di Gemini e Google Cloud in ricavi sufficienti a compensare l’aumento dei costi, degli ammortamenti e del capitale immobilizzato.

Di Fantasy