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Anthropic sarebbe impegnata nella sperimentazione di un nuovo modello della famiglia Claude attraverso sessioni di utilizzo nelle quali alcune richieste normalmente indirizzate a Claude Opus 5.5 vengono elaborate da un checkpoint non ancora annunciato. Le segnalazioni sono emerse l’11 e il 12 ottobre 2026, circa tre settimane dopo la presentazione di Opus 5.5, attraverso prove condotte da sviluppatori e utilizzatori della piattaforma. Il meccanismo ipotizzato è quello dello shadow deployment associato a test A/B, nei quali versioni differenti del modello possono essere valutate attraverso il traffico di un servizio già operativo. Non risultano tuttavia comunicazioni ufficiali che confermino il nome, l’architettura, le dimensioni o la disponibilità commerciale del sistema in prova. Nelle comunità tecniche sono circolate denominazioni provvisorie quali Claude Next, Opus 5.6 e Fable 5.5, che non devono essere considerate identificativi ufficiali di prodotto.

Fra gli indizi segnalati dagli utilizzatori figura un cambiamento nella qualità delle risposte ottenute attraverso sessioni apparentemente eseguite con Opus 5.5. Alcuni tester hanno suggerito di interrogare il modello su VoxelBench, chiedendogli esplicitamente di non effettuare ricerche esterne, per verificare se fosse in grado di riconoscere informazioni che la versione precedente non sembrava conoscere. La risposta a questo tipo di domanda viene interpretata dagli sperimentatori come un possibile segnale dell’utilizzo di dati di addestramento più recenti o di un checkpoint differente. Tale procedura, tuttavia, non permette da sola di identificare con certezza il modello in esecuzione, poiché le differenze possono dipendere anche dal contesto, dalle istruzioni di sistema e dalle configurazioni del servizio.

Le prove più articolate hanno riguardato la programmazione e la creazione di contenuti tridimensionali. L’utente identificato come marmaduke091 ha mostrato una sessione nella quale il modello, partendo da una sola istruzione in linguaggio naturale, avrebbe utilizzato il Model Context Protocol di Blender per costruire autonomamente una scena 3D complessa, senza ricorrere a risorse grafiche precostituite. L’elaborazione sarebbe proseguita per circa due ore, durante le quali il sistema ha impiegato gli strumenti disponibili per realizzare progressivamente il risultato. Un altro sperimentatore, Chetaslua, ha presentato una sequenza animata sul tema della vita umana, prodotta attraverso codice JavaScript incaricato di disegnare direttamente i fotogrammi. In questo secondo caso sono stati dichiarati due prompt iniziali, circa due ore di elaborazione e un volume complessivo di calcolo corrispondente a 27 milioni di token. Le dimostrazioni riguardano quindi attività di generazione e orchestrazione del codice, non la produzione diretta dei fotogrammi mediante un tradizionale modello text-to-video.

Ulteriori sperimentazioni hanno combinato il presunto nuovo modello con servizi multimediali esterni. Fra queste compare Hosanna, una produzione musicale nella quale gli utenti hanno utilizzato Suno per generare la musica, ElevenLabs per la voce e Three.js per costruire una presentazione visiva sincronizzata. Il sistema avrebbe coordinato i differenti strumenti per realizzare un musical nel quale il modello introduce sé stesso attraverso una composizione cantata. Le prove evidenziano soprattutto la capacità attribuita al checkpoint sperimentale di pianificare attività articolate, scrivere codice ed eseguire operazioni successive in ambienti software differenti. Non è possibile attribuire tutte le caratteristiche del prodotto finale esclusivamente al modello linguistico, poiché parte della produzione audio e della resa grafica dipende dai servizi e dai motori utilizzati.

L’11 ottobre John Hoffmann, responsabile delle partnership e delle pubbliche relazioni di Anthropic, ha risposto alle segnalazioni sui social media invitando gli utenti a seguire i successivi sviluppi. Il messaggio non contiene una conferma esplicita relativa a un modello specifico, a una data di presentazione o alla natura delle prove condotte. Le informazioni disponibili rimangono pertanto riconducibili a osservazioni degli utenti e a risultati sperimentali condivisi pubblicamente, senza una documentazione tecnica ufficiale che consenta di riprodurre in condizioni controllate il confronto con Claude Opus 5.5.

L’eventuale utilizzo di instradamenti sperimentali sul traffico reale permetterebbe ad Anthropic di valutare stabilità delle risposte, comportamento degli strumenti, durata delle elaborazioni e gestione di richieste difficili da rappresentare attraverso benchmark predefiniti. Un ambiente di produzione presenta infatti sequenze operative e richieste degli utenti differenti da quelle normalmente utilizzate nelle valutazioni interne. Al momento, tuttavia, non sono stati resi disponibili risultati standardizzati, misurazioni indipendenti o parametri ufficiali che dimostrino la superiorità del checkpoint non annunciato rispetto a Opus 5.5. La possibile esistenza del nuovo modello e la sua identità commerciale rimangono quindi da confermare.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy