Nel cuore dell’evoluzione tecnologica tra intelligenza artificiale e blockchain si colloca un recente sviluppo che sta catturando l’attenzione degli sviluppatori e degli osservatori del settore: la comparsa su più reti decentralizzate di un’ondata massiccia di AI agents, oltre 20.900 entità autonome digitali attive sulle chain principali come Ethereum, BNB Chain e Solana. Questo fenomeno è reso possibile dall’introduzione e rapida adozione dello standard ERC-8004, una specifica tecnica nata per gestire agenti intelligenti in un ambiente on-chain, facilitando non solo la loro creazione ma anche l’interoperabilità tra diverse reti blockchain.
Gli agenti, in questo contesto, non sono semplici token o entità speculative, ma programmi software dotati di regole, identità univoche e la capacità di agire secondo logiche autonome — sebbene in una fase iniziale di sperimentazione — all’interno dell’ecosistema decentralizzato. A differenza dei bot tradizionali o dei smart contract statici, gli agenti di tipo ERC-8004 possono in teoria eseguire piccole task, partecipare a sistemi di reputazione, interagire con oracoli di fiducia (trusted execution environment) e persino rispondere a criteri di valutazione basati su staking o feedback.
Lo standard stesso rappresenta un elemento tecnico fondamentale per comprendere questa evoluzione: viene progettato per includere meccanismi di discovery, validation e reputation on-chain, abilità che consentono agli agenti di essere riconosciuti, valutati e – potenzialmente – scelti da altri sistemi intelligenti o utenti. Ogni agente è associato a un token NFT secondo lo standard ERC-721, che funge da registro di identità permanente e immutabile sulla catena, permettendo quindi una forma di portabilità e tracciabilità del comportamento e della storia operativa dell’entità digitale. Questo approccio è volto a superare limitazioni di precedenti implementazioni, dove agenti “tokenizzati” esistevano ma senza un framework standardizzato che ne garantisse interoperabilità e verifica decentralizzata.
Dal punto di vista operativo, la massa di agenti lanciati in poche settimane dall’attivazione dell’ERC-8004 non è omogeneamente distribuita tra le reti pubbliche: Ethereum è rimasta il nucleo principale, ospitando più di metà degli agenti totali e continuando a fungere da piattaforma di riferimento per applicazioni infrastrutturali e dApp avanzate. Altre reti come Base, Gnosis e BNB Chain contribuiscono all’espansione dell’ecosistema con migliaia di agenti aggiuntivi, mentre Solana e altre Layer-2 sono coinvolte nella diffusione di questi software intelligenti. Questo distribuito deployment riflette sia la preferenza degli sviluppatori per ambienti con forte liquidità e tool di sviluppo consolidati, sia l’intenzione di esplorare scenari applicativi diversi su reti con caratteristiche tecniche differenti, come costi di transazione e velocità di consenso.
Dal punto di vista concettuale, gli agenti AI su blockchain sono concepiti come componenti di un’economia decentralizzata e intelligente: agenti che possono negoziare servizi, reagire in modo programmato a condizioni di mercato, eseguire micro-task per terze parti o offrire funzioni di assistenza automatica in applicazioni distribuite. L’obiettivo è andare oltre la mera speculazione associata alle prime generazioni di token AI o bot automatici, entrando in un ambito dove l’autonomia digitale può produrre value flows misurabili e integrabili con infrastrutture Web3 più ampie.
Nonostante questo rapido incremento nel numero degli agenti, l’effettiva on-chain activity – ovvero le interazioni e la produzione di valore verificabile tramite transazioni reali – è ancora in fase embrionale. Gran parte degli agenti sembra trovarsi in una fase di “cold start”, con quantità contenute di feedback o interazioni effettive, e ciò riflette la mancanza, al momento, di un’infrastruttura economica pienamente operativa che faciliti lo scambio di servizi, pagamenti e incentivi tra entità autonome. Ad oggi, l’ecosistema ICC (Identity, Reputation, Validation) offerto da ERC-8004 fornisce il livello di fiducia e trasparenza necessario per concepire una agent economy, ma il motore economico che traduca queste interazioni in valore economico stabile – attraverso token standardizzati o mercati di servizi decentralizzati – è ancora da consolidare.
Dal punto di vista della sicurezza e dell’affidabilità, l’emergere di agenti intelligenti su blockchain apre anche nuove sfide. Agenzie autonome con accesso a smart contract possono potenzialmente interagire con contratti complessi e, se non adeguatamente regolate o validate, potrebbero causare comportamenti inattesi o essere vettori di vulnerabilità. Alcuni analisti evidenziano rischi teorici come l’esposizione di wallet autonomi o l’uso di agenti per sfruttare punti deboli nei protocolli. Questo impone alla comunità di sviluppatori di affiancare allo standard tecnico meccanismi di vetting, reputazione, e governance che garantiscano operazioni sicure e monitorate nella fase di maturazione dell’ecosistema.
