Chiomenti sta rafforzando il proprio percorso nell’intelligenza artificiale attraverso Askey, una piattaforma sviluppata per trasformare il patrimonio informativo interno dello studio in un sistema di conoscenza accessibile, interrogabile e utilizzabile in modo operativo dai professionisti. L’iniziativa rappresenta un passaggio significativo perché sposta l’attenzione dall’utilizzo occasionale dei modelli generativi alla costruzione di un’infrastruttura AI integrata nei processi quotidiani di lavoro.
Il progetto nasce dall’esigenza di gestire in maniera più efficiente grandi volumi di documentazione, pareri, contratti, normative, precedenti e contenuti specialistici che nel tempo si accumulano all’interno di una realtà professionale complessa. In questo contesto, il valore dell’intelligenza artificiale non risiede soltanto nella generazione di testo, ma soprattutto nella capacità di recuperare rapidamente informazioni rilevanti, individuare correlazioni tra documenti diversi e rendere disponibile il know-how aziendale in modo strutturato.
Askey si inserisce infatti nel filone delle piattaforme basate su retrieval e knowledge management avanzato, dove i modelli linguistici vengono utilizzati come interfaccia intelligente per navigare basi informative proprietarie. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per attività di ricerca, analisi documentale e preparazione di contenuti professionali, mantenendo al tempo stesso il controllo sulle fonti utilizzate e sulla qualità delle informazioni restituite.
La strategia evidenzia inoltre una tendenza sempre più evidente nel mercato professionale: la competizione non si gioca più soltanto sulla disponibilità dei modelli AI più avanzati, ma sulla capacità di costruire ecosistemi proprietari che integrano dati, processi e competenze specifiche dell’organizzazione. In questo scenario, il vero vantaggio competitivo deriva dalla trasformazione della conoscenza interna in un asset digitale interrogabile attraverso sistemi intelligenti.
L’iniziativa di Chiomenti mostra come anche il settore legale stia entrando in una fase più matura dell’adozione dell’intelligenza artificiale, orientata non tanto alla sperimentazione tecnologica quanto alla realizzazione di piattaforme operative in grado di supportare attività ad alto valore aggiunto, aumentare la produttività dei professionisti e preservare nel tempo il capitale informativo dell’organizzazione.
