Il Comune di Genova ha avviato una sperimentazione con Fusion AI Labs Srl per sviluppare e testare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale da applicare ai processi della civica amministrazione. Il protocollo d’intesa, sottoscritto dalla sindaca Silvia Salis e dal direttore generale Pasquale Criscuolo, colloca l’IA all’interno della trasformazione operativa dell’ente, non come strumento isolato per singoli servizi digitali, ma come componente da integrare nella gestione delle attività amministrative, nell’analisi dei dati e nell’organizzazione dei flussi di lavoro.
Gli ambiti individuati comprendono la gestione delle entrate e della riscossione, la mobilità urbana, la revisione dei processi interni e la comunicazione con i cittadini. Nell’area tributaria, l’impiego di modelli di analisi può essere orientato alla lettura di grandi quantità di dati amministrativi, all’individuazione di anomalie, al supporto nelle verifiche e alla classificazione delle pratiche, mantenendo la decisione finale e i procedimenti formali in capo agli uffici competenti. L’obiettivo non è sostituire l’attività amministrativa, ma rendere più rapida la ricerca delle informazioni, ridurre le lavorazioni ripetitive e fornire strumenti di supporto alle decisioni.
Per la mobilità urbana, il programma apre alla possibilità di utilizzare dati eterogenei provenienti da reti di monitoraggio, flussi di traffico, segnalazioni, sistemi informativi territoriali e fonti esterne. Il Comune indica tra le applicazioni previste anche l’analisi predittiva degli scenari urbani, cioè l’elaborazione di modelli capaci di stimare l’evoluzione di fenomeni rilevanti per la città sulla base di dati storici e aggiornamenti in tempo reale. In questo quadro rientra anche l’uso di immagini satellitari, che possono contribuire al monitoraggio del territorio, alla lettura delle trasformazioni ambientali e alla valutazione di situazioni che richiedono interventi di prevenzione o pianificazione.
La sperimentazione riguarda inoltre la reingegnerizzazione dei processi interni. Per essere utile in un ente pubblico, un sistema di intelligenza artificiale deve essere collegato a procedure documentate, basi dati affidabili, regole di accesso, ruoli organizzativi e controlli verificabili. L’introduzione di assistenti basati su modelli linguistici, sistemi di classificazione documentale o strumenti di automazione richiede quindi una revisione dei passaggi operativi: acquisizione della pratica, protocollazione, instradamento verso gli uffici, recupero degli atti, predisposizione di bozze e verifica da parte del personale responsabile.
Un elemento centrale sarà la formazione dei dipendenti comunali, prevista insieme al coinvolgimento delle strutture interessate. L’adozione dell’IA nella pubblica amministrazione richiede infatti competenze non soltanto informatiche, ma anche organizzative e giuridiche: capacità di valutare la qualità dei dati utilizzati, definire i limiti del sistema, controllare gli output, gestire i rischi di errore o discriminazione e garantire tracciabilità nelle attività che incidono sui servizi pubblici. Trasparenza, sicurezza, tutela dei diritti e supervisione umana restano condizioni necessarie per portare gli strumenti sperimentati dentro processi amministrativi effettivamente utilizzabili.
Il progetto genovese si inserisce in un percorso più ampio di adozione graduale dell’intelligenza artificiale negli enti locali, dove l’innovazione non dipende solo dalla disponibilità di modelli avanzati, ma dalla capacità di trasformarli in servizi governati, interoperabili con le piattaforme esistenti e controllabili dagli uffici. La sperimentazione con Fusion AI Labs servirà quindi a individuare casi d’uso concreti, misurare l’effetto sui tempi e sulla qualità delle lavorazioni e definire le condizioni operative per un eventuale impiego stabile delle soluzioni sviluppate.
